(AGENPARL) - Roma, 3 Novembre 2024 - (AGENPARL) – dom 03 novembre 2024 **Anniversario alluvione del ‘66, Giani: “Centralità alla difesa del
suolo”**
/Scritto da Chiara Bini, domenica 3 novembre 2024 alle 15:52/
A marzo sarà inaugurato il secondo stralcio della cassa di espansione di
Pizziconi, la più imponente opera di messa in sicurezza della legislatura
e fondamentale tappa nella storia del percorso che sta portando alla messa
in sicurezza dell’Arno.
Lo ha annunciato il presidente Eugenio Giani nel giorno del 58esimo
anniversario dell’alluvione di Firenze, facendo il punto sul sistema di
casse di espansione e messa in sicurezza del fiume insieme all’assessora
all’ambiente e alla difesa del suolo Monia Monni e a Erasmo D’Angelis,
presidente della Fondazione EWA – Earth and Water Agenda.
Con Pizziconi 2, nel comune di Figline-Incisa Valdarno, opera da 13 milioni
di euro, che segue al primo stralcio Pizziconi 1 (da 19,70 milioni)
conclusasi nel 2020, la cassa potrà convogliare 3,8 milioni di metri cubi
di acqua.
“Vogliamo dare alla difesa del suolo una centralità nella realizzazione
delle opere pubbliche perché i cambiamenti climatici oggi lo impongono. In
questa chiave Pizziconi rappresenta un’opera di grande ingegneria – ha
detto il presidente Giani – Grazie ai manufatti realizzati sotto
l’autostrada con la tecnica dello spingitubo, è stato possibile creare
gallerie che permetteranno l’afflusso di acqua dall’Arno direttamente alla
cassa di espansione. Siamo quasi a conclusione dell’opera, dopo aver
realizzato le paratoie e alcune rifiniture di dettaglio, sarà possibile
procedere all’inaugurazione della cassa entro marzo 2025”.
“Stiamo lavorando con tutte le nostre forze e le risorse disponibili – ha
detto l’assessora Monia Monni – nel giro di poco meno di un anno abbiamo
realizzato con i Comuni, le Province, la Città metropolitana, i Consorzi
di bonifica, il Genio civile, con tutti i soggetti interessati, 122 milioni
di opere. Sono opere che servono per ristabilire un livello di sicurezza
similare o superiore a quello del 2 di novembre del 2023. Le abbiamo messe
in piedi con rapidità grazie a un sistema burocratico agevolato in regime
di emergenza, Ma adesso abbiamo bisogno di mettere a terra un altro
miliardo e 100milioni di opere, risorse di cui non sappiamo ancora nulla.
Questa stima deriva dal piano che abbiamo presentato all’Unione europea
insieme al Dipartimento nazionale di Protezione civile, è quindi validato
dal Governo. Sono quelle opere che ci permetteranno di mettere al sicuro i
territori da eventi simili a quelli del 2 novembre: fenomeni così intesi
sono sempre più frequenti”.
“In queste ore, 58 anni fa – ha detto Erasmo D’aAngelis – una
impressionante massa d’acqua travolgeva a 70 km orari oltre 3.000 ettari
della città di Firenze, l’area più estesa mai colpita dalle alluvioni
storiche dell’Arno, rovesciando tonnellate di fango, melma e detriti,
sfondando porte di abitazioni, chiese, musei. L’alluvione di Firenze, dal 4
novembre del 1966, ha segnato un punto di svolta non soltanto nella storia
della città e nella vita di molti fiorentini, ma anche nella coscienza
collettiva nazionale, dando vita alla nascita successiva delle grandi
associazioni di volontariato e poi del sistema di Protezione Civile per la
gestione dei soccorsi durante le calamità. Oggi annunciamo che
realizzeremo l’Archivio internazinale degli Angeli del Fango con sede a
Firenze”.
Il sistema di difesa Arno
La Cassa di Pizziconi è parte di un complesso di opere a difesa
dell’abitato fiorentino che comprende in totale 4 casse di espansione nella
zona del Valdarno fiorentino: la cassa di Prulli, di cui si è concluso e
collaudato il primo stralcio nel 2018 mentre il secondo, opera da 63
milioni di euro, è in affidamento con la gara già espletata;
la cassa di Restone di cui il primo stralcio è stato concluso e in corso
di collaudo e il secondo in esecuzione;
la cassa Leccio, in esecuzione di cui si prevede la fine lavori nel 2025.
A queste si aggiunge l’opera di rialzo di 8 metri della diga di Levane.
Difesa del suolo in Toscana, in corso interventi per oltre 700milioni di
Attualmente sono oltre 623 gli interventi del sistema di difesa del suolo
in corso in Toscana per un totale di circa 700 milioni di euro con risorse
che transitano dal bilancio regionale ovvero dalle varie gestioni
commissariali con il presidente Eugenio Giani quale commissario.
In particolare, sono 437 interventi per circa 600 milioni di euro relativi
alla mitigazione del rischio idraulico e 186 interventi per oltre 90
milioni di euro relativi al rischio frane.
Una legge per i Comuni: realizzare linee guida per opere di canalizzazione
e rete fognaria
I rischi meteoclimatici inediti per frequenza e intensità a cui sono
sottoposte oggi le nostre città sono fenomeni ancora in parte
imprevedibili nelle loro evoluzioni. Non permettono precise previsioni
sulla base dei modelli meteorologici. E non aiutano l’orografia e
l’idrologia complessa, mettendo sotto stress non solo i grandi fiumi ma
anche la rete idrica minore oltre che il sistema delle fognature.
“Lavoreremo a una legge – ha detto il presidente Giani – che vuole
portare ogni comune a realizzare entro due anni linee guida per la
revisione del sistema fognario e la realizzazione di canalizzazioni del
reticolo minore. Le linee guida, realizzate dopo una ricognizione,
permetteranno ai Comuni di avere un quadro chiaro delle necessità e di
creare condizioni per realizzare opere urbane di assorbimento, stoccaggio e
scorrimento della «troppa acqua» degli eventi climatici più estremi, per
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