(AGENPARL) - Roma, 25 Ottobre 2024 - (AGENPARL) – ven 25 ottobre 2024 SETTORE FINANZIARIO IN PRIMA LINEA NELL’IA
Il CNEL ha approvato un documento di Osservazione e Proposte sull’Intelligenza Artificiale in ambito bancario e assicurativo
L’Assemblea del CNEL ha approvato all’unanimità, nella seduta che si è svolta ieri 24 ottobre, un documento di Osservazioni e Proposte su “Politiche industriali per l’intelligenza artificiale nel settore bancario e assicurativo”. L’Intelligenza Artificiale – sottolinea il documento – sta trasformando radicalmente le industrie di tutto il mondo e il settore finanziario è in prima linea in questa rivoluzione tecnologica. L’IA ha il potenziale per rimodellare il modo in cui vengono forniti i servizi, migliorare il processo decisionale, ridurre i costi operativi, accrescere la qualità del lavoro e l’esperienza dei clienti. Ma questi progressi pongono anche sfide significative, tra cui la conformità normativa, le considerazioni etiche e la necessità di una solida governance dei dati. In questo contesto, le parti sociali sono chiamate a introdurre nuovi strumenti e nuove pratiche nelle relazioni industriali, che mettano al centro il rafforzamento della produttività e della competitività e, al tempo stesso, il miglioramento delle condizioni di lavoro. Nel corso delle numerose audizioni che il CNEL ha svolto per la realizzazione del documento è emersa una grande importanza attribuita al dialogo sociale e alla contrattazione collettiva in questo ambito.
PAIS: SERVONO POLITICHE INDUSTRIALI A SOSTEGNO DI IMPRESE E LAVORATORI
“L’IA sta portando significativi cambiamenti nel mondo del lavoro, con l’Europa – dichiara la consigliera Ivana Pais, coordinatrice del gruppo di lavoro CNEL ‘Politiche industriali per l’Intelligenza Artificiale’ – in prima linea nella regolamentazione per mitigare i potenziali rischi. È fondamentale affiancare queste iniziative con politiche industriali a sostegno di imprese e lavoratori, così da cogliere le opportunità emergenti. Questo contesto apre nuove possibilità per innovare le relazioni industriali, promuovendo un dialogo tra le parti sociali coinvolte nella gestione di questi processi”.
IA. NEI PROSSIMI 4 ANNI INVESTIMENTI PER 60 MILIONI DI EURO
L’83% delle imprese – evidenzia il documento CNEL sull’Intelligenza Artificiale nel settore finanziario – che operano nei servizi finanziari a livello globale adotterà tecnologie IA entro il 2027. Questo settore è superato solo da IT e comunicazione digitale (88%), media, spettacolo e sport (87%), settore automobilistico e aerospaziale (85%). Nel 2024 le banche di tutto il mondo spenderanno 6 miliardi di dollari per acquistare programmi e servizi di IA Generativa e si prevede che questa cifra salirà a 85 miliardi di dollari nel 2030. Si stima che l’ammontare di investimenti previsti in Italia per i prossimi 4 anni in progetti con tecnologia primaria IA sia pari a 60 milioni di euro. L’IA è la seconda tecnologia più utilizzata dopo le app web-mobile. In moltissimi casi lo sviluppo di sistemi di IA è già in atto o lo diventerà in un prossimo futuro.
IA. DAGLI ALGORITMI RISCHIO DISCRIMINAZIONE
Le aspettative ricondotte all’IA – sottolinea il CNEL nel documento dedicato all’Intelligenza artificiale in ambito bancario e assicurativo – riguardano in primis l’aumento di produttività e i risparmi di tempi e costi, ma anche il work-life balance e la creazione di nuovi ruoli lavorativi. Quanto ai rischi, sono associati soprattutto alla sicurezza informatica e alla tutela della privacy del cliente. Un tema particolarmente rilevante è quello dell’affidabilità degli algoritmi, che possono prendere decisioni discriminanti. Il documento del CNEL segnala che per mitigare questi rischi le aziende fanno spesso riferimento a principi etici, come quello della supervisione umana, secondo un approccio human-in-the-loop.
IA. L’ITALIA NON DISPONE DI LINEE GUIDA NAZIONALI SPECIFICHE
L’analisi del CNEL rivela un quadro frammentato nella diffusione dell’IA nel settore finanziario, con gli istituti più grandi in prima linea e gli altri dietro. Una delle sfide principali è la mancanza di un’infrastruttura dati unificata e solida. Inoltre, permangono le preoccupazioni dei clienti relative alla privacy. Dal punto di vista regolativo, sebbene l’evoluzione del panorama normativo dell’UE offra un quadro per la governance dell’IA, il settore finanziario italiano attualmente non dispone di linee guida nazionali specifiche. Questa incertezza normativa può scoraggiare gli investimenti e rallentare l’innovazione, in quanto le istituzioni rimangono caute riguardo ai rischi di conformità.
IN ALLEGATO IL COMUNICATO INTEGRALE
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