- TUTOR E ORIENTATORI
- RIFORMA DELLA FORMAZIONE TECNICO-PROFESSIONALE E MADE IN ITALY
- AUMENTI SIGNIFICATIVI PER IL PERSONALE. RIPARTONO I CONCORSI. WELFARE PER IL PERSONALE DELLA SCUOLA
- LINEE GUIDA SULL’EDUCAZIONE CIVICA, DIVIETO DI USO DEL CELLULARE E LINEE GUIDA STEM
- POLITICHE PER L’INCLUSIONE: ALUNNI CON DISABILITÀ E STUDENTI STRANIERI. AZIONI PER IL CONTRASTO ALLA DISPERSIONE SCOLASTICA, ALL’ABBANDONO E A SUPPORTO DELLE FAMIGLIE NEL PERIODO ESTIVO. LIBRI DI TESTO E VIAGGI DI ISTRUZIONE
- AUTOREVOLEZZA, RISPETTO, VOTO IN CONDOTTA. TORNANO I GIUDIZI ALLE ELEMENTARI
- LE SCUOLE PARITARIE SCUOLE PUBBLICHE A TUTTI GLI EFFETTI. RAFFORZATA LA LIBERTÀ DI SCELTA EDUCATIVA DELLE FAMIGLIE. PER UNA NUOVA LEGALITÀ SCOLASTICA: IL CONTRASTO AI DIPLOMIFICI.
- PIANO MATTEI E ATTIVITÀ INTERNAZIONALI
- SEMPLIFICAZIONI
- ATTUAZIONE DEL PNRR
- TUTOR E ORIENTATORI
(AGENPARL) - Roma, 22 Ottobre 2024 - Grazie alle Linee guida per l’orientamento approvate dal Ministro Valditara, nell’ambito dell’attuazione del PNRR, già il 22 dicembre 2022, sono state introdotte e divenute operative le nuove figure di docente tutor e docente orientatore, a supporto delle circa 70.000 classi del secondo biennio e dell’ultimo anno delle superiori.
Già per l’anno scolastico 2023/24, a gennaio 2024 risultava che le scuole secondarie di secondo grado avevano completato le nomine dei docenti tutor e orientatori incaricando il 98% dei tutor previsti, vale a dire 36.908 su 37.708, e il 95% di orientatori, pari a 2.604 su 2753. Peraltro sono stati 59 mila gli insegnanti che hanno deciso di frequentare i corsi di formazione organizzati in collaborazione con Indire a partire da settembre 2023.
Le due nuove figure rivestono un ruolo essenziale nella piena e continua collaborazione con tutti i docenti del gruppo classe e della scuola e costituiscono un aiuto concreto per studentesse e studenti, un passo in avanti importante per la personalizzazione della didattica, per la lotta alla dispersione e per un orientamento che sappia fornire agli studenti e alle famiglie tutti gli elementi per una scelta ponderata nello studio e nel lavoro, valorizzando i loro talenti, aiutandoli a superare le loro difficoltà, a promuovere le loro potenzialità e a pianificare il proprio percorso formativo e professionale.
Grazie a un finanziamento di 150 milioni di euro i docenti tutor e orientatore sono retribuiti con compensi ad hoc per l’attività svolta, altresì riconosciuta con un punteggio di servizio specifico.
Il CCNL del Comparto Istruzione e Ricerca firmato il 18 gennaio 2024 ha reso strutturali le due figure, demandando alla contrattazione integrativa nazionale la disciplina delle modalità e dei criteri di utilizzazione delle risorse.
Il Ministero è impegnato nel supporto e nel monitoraggio di questa riforma, per assicurare che ogni studente in Italia abbia accesso a un’educazione di alta qualità e un orientamento efficace.
Al fine di personalizzare la didattica è partito quest’anno, in via sperimentale, per 15 scuole in 4 regioni l’utilizzo dell’intelligenza artificiale nell’attività di insegnamento.
- RIFORMA DELLA FORMAZIONE TECNICO-PROFESSIONALE E MADE IN ITALY
Il 31 luglio scorso la Camera dei Deputati ha approvato in via definitiva il d.d.l. di riforma dell’istruzione tecnico-professionale, che ha introdotto il modello della filiera del 4+2.
Con la legge 8 agosto 2024, n. 121, quindi, si istituisce la nuova filiera tecnologico-professionale, rivolta a costruire e consolidare un canale di istruzione di sicura eccellenza, in grado di dare una solida formazione a studentesse e studenti, secondo programmi fortemente innovativi, che assicurino competenze teoriche e pratiche di qualità, anche grazie al contributo delle imprese.
L’obiettivo è un sistema di istruzione che, alla luce delle migliori esperienze europee, dia a ogni giovane gli strumenti per costruirsi, in base alle proprie inclinazioni, un solido futuro e che, al tempo stesso, consenta al sistema produttivo di avere le professionalità necessarie per essere competitivo.
A oggi, infatti, la metà delle aziende non riesce a coprire i posti disponibili e si trova a fronteggiare un mismatch significativo tra offerta e domanda di lavoro.
In quest’ottica il maggior collegamento tra formazione e impresa è stato tra l’altro condiviso al G7 Istruzione di Trieste dello scorso giugno, riscuotendo un consenso unanime.
E la risposta che è già arrivata anche dal Sud, con l’adesione di numerose scuole alla sperimentazione dei percorsi quadriennali di istruzione e formazione tecnologico-professionale, conferma la volontà di riscatto di tante realtà alle quali questa riforma darà un’ulteriore leva per lo sviluppo.
Le principali novità:
• grazie al modello 4+2, gli studenti dei percorsi quadriennali potranno accedere direttamente ai corsi degli ITS Academy. In alternativa, il percorso quadriennale conferisce un titolo di studio spendibile nel mondo del lavoro al pari di un diploma quinquennale e consente di iscriversi all’Università. I programmi saranno innovativi puntando su maggiore qualità piuttosto che sulla durata;
• vengono istituiti i “campus”, reti che collegano l’offerta didattica degli istituti tecnici e professionali, degli ITS Academy e dei centri di formazione professionale;
• la qualità del percorso d’istruzione dei ragazzi è garantita con una maggiore interazione con il mondo del lavoro e la presenza di esperti provenienti dalle imprese per sviluppare competenze di particolare taglio pratico;
• sono potenziati lo studio della lingua italiana, delle materie STEM, delle lingue, la didattica laboratoriale e i Percorsi per le Competenze Trasversali e l’Orientamento.
• si prevede una forte internazionalizzazione e lo svolgimento di attività di ricerca e di trasferimento tecnologico;
• gli organici dei docenti restano invariati, consentendo il potenziamento dello studio delle discipline nel quadriennio.
L’avvio della sperimentazione della filiera tecnologico-professionale “4+2” ha registrato l’adesione di 171 scuole, superando anche le attese, soprattutto tenuto conto del fatto che sono state acquisite a gennaio 2024, a poche settimane dal decreto istitutivo della sperimentazione, emanato il 7 dicembre 2023.
In coerenza con l’istituzione della nuova filiera si è promossa la creazione del nuovo percorso liceale del Made in Italy, approvato con legge 27 dicembre 2023, n. 206, già per l’anno scolastico 2024-2025.
L’istituzione di questo Liceo costituisce una parte qualificante del percorso di valorizzazione, promozione e tutela delle eccellenze italiane, fornendo agli studenti la possibilità di approfondire gli scenari storici, geografici, artistici e culturali dello sviluppo industriale e del tessuto produttivo italiani, ma anche di proiettarsi nel futuro con una solida formazione di base soprattutto nei campi economico, giuridico e tecnologico.
Si tratta della ricerca di un connubio virtuoso che, sul piano formativo, si inserisce nella grande riforma della scuola secondaria superiore, che si propone di avvicinare l’istruzione al mondo dell’imprenditoria nazionale e quindi del lavoro, riducendo la distanza attuale fra le competenze richieste dai settori produttivi e quelle fornite dalla scuola.
L’innovativo percorso scolastico intende coniugare tradizione e innovazione, strettamente connesse al mondo imprenditoriale, per formare i talenti e i futuri motori della nostra economia, che saranno chiamati a valorizzare al meglio la qualità che caratterizza il Made in Italy, erogando una preparazione completa, abbracciando sia le discipline umanistiche sia le materie STEM, con l’obiettivo di sostenere e promuovere le eccellenze italiane, la creatività e l’imprenditorialità che hanno da sempre posizionato l’Italia nel mondo e agendo, anche attraverso la prevista Fondazione “Imprese e Competenze per il Made in Italy”, come ponte essenziale tra il mondo scolastico e quello imprenditoriale, facilitando l’accesso al lavoro di giovani pronti ad affrontare le sfide globali con competenza e visione, per la crescita sostenibile e la valorizzazione del talento italiano su scala internazionale.
Allo stato sono 92 i licei a indirizzo Made in Italy sinora approvati sul territorio nazionale: 17 in Sicilia, 12 in Lombardia e nel Lazio, 9 in Puglia, 8 nelle Marche e in Calabria, 6 in Abruzzo, 5 in Toscana, 3 in Liguria, Piemonte e Veneto, 2 in Molise e 1 in Basilicata, Emilia-Romagna, Sardegna e Umbria.
- AUMENTI SIGNIFICATIVI PER IL PERSONALE. RIPARTONO I CONCORSI. WELFARE PER IL PERSONALE DELLA SCUOLA
Già il 22 novembre 2022, pochi giorni dopo l’insediamento del Governo, è stato raggiunto dal Ministro con i sindacati l’accordo politico per la definizione economica del CCNL 2019-2021, attesa da tempo già nel corso del precedente Esecutivo.
Quell’importante accordo ha portato alla firma in Aran prima della relativa Ipotesi di CCNL, il 14 luglio 2023, quindi alla firma definitiva, 18 gennaio 2024, segnando un importante passo in avanti verso la sempre maggiore valorizzazione di tutto il personale della scuola, sia docente sia ATA.
Peraltro, l’accordo politico di novembre 2022 ha consentito di rendere subito erogabili gli aumenti ed è stato reso possibile dalla decisione del Ministro di mettere a disposizione della contrattazione per il rinnovo del CCNL 300 milioni di euro, che erano stati stanziati dalla legge di bilancio 2022 per finanziare invece microprogetti. Ciò ha determinato un aumento medio per il personale docente pari a 124 euro al mese.
L’accordo di novembre 2022 ha inoltro condotto a un ulteriore incremento stabile della Retribuzione Professionale Docenti, che ha portato a un valore rideterminato complessivo che va da 194,80 euro a 304,30 euro al mese e il Compenso Individuale Accessorio da 79,40 euro a 87,50 euro. A ciò si aggiunge anche un incremento del 10% delle retribuzioni delle ore aggiuntive per i docenti finanziato con il citato fondo miglioramento offerta formativa.
Nel CCNL 2019-21 è stato dato un importante riconoscimento anche al personale ATA, con un riordino delle aree e concrete opportunità di sviluppo professionale a una platea di circa 182.000 dipendenti. Si è infatti riusciti a reperire le risorse necessarie per un incremento sostanziale delle relative posizioni economiche.
Relativamente ai livelli retributivi del personale scolastico va sottolineato che con il CCNL che era stato sottoscritto nel 2020 l’aumento era stato del 3,48%, mentre con il suindicato CCNL 2019/2021, firmato a gennaio 2024, grazie alla destinazione di risorse promossa dal Ministro, l’aumento è stato del 4.5% il più alto degli ultimi venti anni. E il prossimo CCNL 2022/2024, grazie agli stanziamenti contenuti nella ultima legge di bilancio, sarà del 5,8%, peraltro con una significativa accelerazione della progressione contrattuale. Né va dimenticata la contestuale promozione della decontribuzione del cuneo fiscale, che riguarda in particolar modo le fasce di reddito proprie del personale della scuola, e ha condotto a un ulteriore aumento del 6-7%.
Quanto alla dirigenza scolastica il 7 agosto 2024 è stato sottoscritto definitivamente il relativo CCNL 2019-21, che ha condotto fra l’altro alle seguenti, rilevanti novità:
• aumenti retributivi significativi;
• estensione alla categoria dell’istituto del lavoro agile e alla possibilità di usufruire del mentoring anche per la dirigenza scolastica, durante i primi due anni di incarico, ad opera di colleghi con almeno dieci anni di anzianità, su base volontaria.
Peraltro, nel recente decreto-legge 31 maggio 2024, n. 71 (“Sport e scuola”), convertito dalla legge 29 luglio 2024, n. 106, è stato introdotto un nuovo modello di valutazione per i dirigenti scolastici in grado di misurare la loro attività sulla base di parametri di merito, secondo gli esempi più virtuosi indicati per tutto il comparto pubblico, in un sistema oggettivo e trasparente, sulla base di obiettivi definiti e misurabili, consentendo il riconoscimento della retribuzione di risultato in base al raggiungimento degli obiettivi assegnati e un modello che sarà definito con un decreto del Ministro, con il coinvolgimento dei sindacati.
Sono state avviate importanti procedure di reclutamento del personale della scuola, segnando così una significativa stagione di ripartenza dei concorsi e, in particolare:
• si sono svolti i concorsi ordinari per il reclutamento di 44.654 docenti di tutti gli ordini di scuola, le cui immissioni in ruolo si sono avviate ad agosto per concludersi entro dicembre 2024;
• si è svolto il primo concorso per il reclutamento di 1740 docenti di educazione motoria nella scuola primaria per garantire il nuovo insegnamento introdotto nelle ultime due classi della scuola primaria. Le assunzioni in ruolo sono state completate ad agosto scorso;
• sono stati banditi due concorsi per il reclutamento di dirigenti scolastici, per complessivi 979 posti, di cui uno terminato e l’altro in fase di svolgimento;
• all’esito dell’Intesa del 9 gennaio 2024 tra Il Ministro e il Presidente della Conferenza episcopale italiana, sono stati banditi due concorsi per l’insegnamento della religione cattolica per complessivi 6.428 posti, a distanza di ben venti anni dall’ultimo concorso che si è svolto nel 2004.
Poiché è fondamentale realizzare le migliori condizioni di benessere organizzativo nel contesto lavorativo in cui è chiamato a operare il personale “nella scuola e per la scuola” – docenti, educatori, dirigenti scolastici, personale amministrativo, tecnico e ausiliario e personale in servizio presso l’amministrazione centrale e periferica – il Ministro ha promosso un “Piano sperimentale di welfare” a seguito della sottoscrizione di accordi con diversi operatori economici, rivolto a circa un milione e duecentomila beneficiari, consentendo al personale scolastico di fruire di una serie di agevolazioni nei settori del trasporto, ferroviario e aereo, nel settore bancario e in quello alimentare.
- LINEE GUIDA SULL’EDUCAZIONE CIVICA, DIVIETO DI USO DEL CELLULARE E LINEE GUIDA STEM
Il Ministro ha firmato, il 7 settembre scorso, il decreto recante le Linee guida per l’insegnamento dell’Educazione civica.
Pertanto, già dal corrente anno scolastico 2024/25 i curricoli di Educazione civica si riferiranno ai traguardi e agli obiettivi di apprendimento definiti a livello nazionale, come individuati dalle nuove Linee guida, che sostituiscono le precedenti.
Il documento si ispira alla Costituzione, non soltanto come norma cardine dell’ordinamento ma anche come riferimento prioritario per identificare valori, diritti e doveri che costituiscono il nostro patrimonio democratico, alimento prezioso e insostituibile di una società imperniata sulla Persona.
In tal senso le nuove Linee guida promuovono l’educazione al rispetto di ogni persona e dei suoi diritti fondamentali, valorizzando principi quali la responsabilità individuale e la solidarietà, l’eguaglianza non solo nel godimento dei diritti ma anche nella soggezione ai doveri, la libertà e la consapevolezza di appartenere a una comunità nazionale definita “Patria” dai Costituenti, il lavoro, l’iniziativa economica privata nel rispetto dell’ambiente e della qualità della vita, la tutela della proprietà privata come di quella pubblica, la lotta a ogni mafia e illegalità.
L’educazione civica rappresenta, inoltre, una sfida educativa che, nel dialogo quotidiano tra docenti e studenti, interessa tutti gli insegnamenti di una ‘scuola costituzionale’, in prima linea nella formazione di cittadini consapevoli e responsabili.
Nell’arco, dunque, delle 33 ore annuali previste per la disciplina, i docenti potranno proporre attività che sviluppino conoscenze e abilità relative all’educazione alla cittadinanza, all’educazione alla salute e al benessere psicofisico e al contrasto delle dipendenze, all’educazione ambientale, all’educazione finanziaria, all’educazione stradale, all’educazione digitale e all’educazione al rispetto.
Inoltre, nel dialogo interdisciplinare, le Linee guida offrono l’opportunità di leggere e interpretare tutto il curricolo della scuola, ovvero tutti i programmi scolastici, con riferimento ai principi e ai nuclei fondanti previsti per l’insegnamento dell’Educazione civica, dal momento che ogni sapere è orientato ad azioni finalizzate all’esercizio di diritti e doveri, al bene comune, all’ulteriore sviluppo della conoscenza e alla salvaguardia dei patrimoni materiali e immateriali delle comunità.
Relativamente all’uso del cellulare nelle scuole già il 19 dicembre 2022 il Ministro aveva diramato una circolare con le indicazioni sull’utilizzo dei telefoni cellulari e di analoghi dispositivi elettronici nelle classi, chiarendo il divieto di utilizzare il cellulare durante le lezioni, in quanto elemento di distrazione, propria e altrui, e di mancanza di rispetto verso i docenti.
Con la successiva circolare, del 24 luglio 2024, si è fatto un passo in avanti molto importante vietando il cellulare anche per finalità didattiche sia nelle scuole primarie che in quelle secondarie di I grado. Con la stessa circolare si è disposto l’obbligo di tornare ad utilizzare il diario cartaceo per gli studenti di primarie e secondarie di I grado al fine di responsabilizzarli, renderli autonomi dai genitori ed evitare l’impiego del cellulare.
Il Ministro ha inoltre approvato, con decreto del 15 settembre 2023, le Linee guida per le discipline STEM, per introdurre nel piano triennale dell’offerta formativa delle scuole azioni dedicate a rafforzare le competenze matematiche-scientifiche-tecnologiche e digitali attraverso metodologie didattiche innovative.
Le Linee guida attuano la riforma inserita nel PNRR e contribuiscono al raggiungimento degli obiettivi dell’investimento “Nuove competenze e nuovi linguaggi”, con la finalità di sviluppare e rafforzare le competenze STEM, digitali e di innovazione in tutti i cicli scolastici, a partire dal sistema integrato per bambini da zero a sei anni fino all’istruzione degli adulti.
Il documento intende fornire una prima, incisiva risposta per superare le difficoltà nell’apprendimento in matematica, evidenziate negli esiti delle prove Invalsi svolte negli ultimi anni, difficoltà che destano maggiore preoccupazione se si considerano le differenze territoriali, di origine sociale e anche di genere.
Le Linee guida per le discipline STEM innovano significativamente il metodo di insegnamento, introducendo esperienze concrete, vicine alla vita degli studenti, dalle quali risalire alle regole generali: partono cioè dalla osservazione della realtà per spiegare poi la teoria scientifica.
Grazie alle risorse del PNRR le istituzioni scolastiche hanno la possibilità di organizzare percorsi formativi per i docenti sull’utilizzo delle metodologie didattiche innovative per l’apprendimento delle STEM, anche basate su percorsi “immersivi”, centrati su simulazioni in spazi laboratoriali innovativi.
La matematica, come le altre discipline scientifiche, non consiste nell’imparare a memoria delle formule, ma nel capire come applicarle, dal momento che l’astrazione nasce più facilmente se si pongono gli studenti davanti a problemi concreti.
Occorre superare l’idea secondo cui le STEM sono solo per pochi, comprendere che tutti, con gli strumenti per conoscerle, possono comprenderle e apprezzarle, ed è necessario trovare il modo di interessare gli studenti, fin dalla più tenera età, rendendoli partecipi del loro percorso di apprendimento attraverso giochi, esperimenti, dibattiti, sfide, uso consapevole delle tecnologie, suscitando passione per la matematica e le altre discipline scientifiche.
Soltanto in questo modo si vince la sfida e si riescono ad appassionare i giovani le verso discipline fondamentali per una piena cittadinanza attiva e per la crescita del Paese.
Per le disciplina STEM, inoltre, per l’attuazione della relativa riforma PNRR, sono stati investiti sinora 950 milioni di euro e attivati 6.627 percorsi formativi.
- POLITICHE PER L’INCLUSIONE: ALUNNI CON DISABILITÀ E STUDENTI STRANIERI. AZIONI PER IL CONTRASTO ALLA DISPERSIONE SCOLASTICA, ALL’ABBANDONO E A SUPPORTO DELLE FAMIGLIE NEL PERIODO ESTIVO. LIBRI DI TESTO E VIAGGI DI ISTRUZIONE
Il precariato dei docenti riguarda soprattutto gli insegnanti di sostegno (nell’anno scolastico 2023/24 quasi 109.000 su 160.000), dato conseguente sia all’aumento degli alunni con disabilità, sia alla insufficienza quantitativa della formazione specialistica erogata dalle università, l’unica che consente la assunzione in ruolo.
E infatti il Rapporto Istat 2024 sull’inclusione scolastica degli alunni con disabilità evidenzia che, per l’anno scolastico 2022/23, nelle scuole di ogni ordine e grado, si è registrata una forte carenza di insegnanti specializzati sul sostegno, con circa 85.000 docenti privi di specializzazione sul sostegno e che pertanto non possono essere assunti in ruolo. I dati fanno emergere, inoltre, una asimmetria tra posti per l’accesso alle specializzazioni e relativo fabbisogno in termini di distribuzione sul territorio nazionale, che appare marcatamente disomogenea tra Nord (i posti per l’accesso ai percorsi di specializzazione non coprono il fabbisogno) e Sud (l’offerta formativa universitaria è decisamente sovradimensionata rispetto alle esigenze).
In questo contesto è stato varato un importante piano di potenziamento delle assunzioni di insegnanti di sostegno.
Con il decreto-legge 22 giugno 2023, n. 75 (“PA bis”), convertito dalla legge 10 agosto 2023, n. 112, al fine di garantire la continuità didattica si era già stabilito che i docenti neoassunti sul sostegno debbano rimanere per almeno 3 anni su quella cattedra.
E con il suindicato decreto-legge n. 71 del 31 maggio scorso, sempre per far fronte alla cronica carenza di docenti specializzati sul sostegno, si è intervenuti introducendo, in aggiunta all’offerta formativa delle Università, che si è rivelata inadeguata, una nuova offerta formativa di specializzazione sul sostegno, erogata da Indire, ente pubblico di ricerca deputato già ora alla formazione del personale della scuola, rivolta ai docenti precari, che da anni già svolgono questo ruolo, per quanto privi di specializzazione, formazione i cui contenuti saranno definiti previa consultazione dell’Osservatorio per l’inclusione e mireranno a una specializzazione adeguata alle esigenze degli studenti. L’intervento si rivolge ad una platea, come detto, di circa 85 mila docenti che l’attuale sistema di specializzazione, fornito dalle università, non è riuscito ad intercettare.
Con una innovazione richiesta da venti anni dalle associazioni delle disabilità, nel decreto-legge è inoltre introdotta la possibilità, su richiesta della famiglia dell’alunno con disabilità, di ottenere la conferma del docente precario di sostegno in servizio nel precedente anno scolastico, conferma che mira a garantire la continuità didattica. Nel provvedimento si punta anche ad ampliare l’organico dei docenti di sostegno specializzati.
Per gli studenti di origini straniere l’obiettivo è consentire a ciascuno di avere una adeguata conoscenza della lingua italiana, primo, fondamentale passo per una reale inclusione. Le misure normative, infatti, sono rivolte a quegli alunni stranieri che, soprattutto se neoarrivati in Italia, non possiedono un adeguato livello di conoscenza della lingua italiana, e che mantengono gravi deficit di conoscenza della lingua nel percorso successivo.
In effetti il tasso di dispersione scolastica “esplicita” (abbandono precoce dalle scuole) per questi studenti stranieri si attesta a oltre il 30% a fronte di una dispersione degli studenti italiani pari al 9,4%. Il gap formativo tra uno studente straniero e uno italiano, ancora in terza media, è pari a un anno in meno di scolarità.
Per queste ragioni si prevede innanzitutto l’obbligo per le scuole, all’atto dell’iscrizione, di verificare il grado di conoscenza della lingua italiana dello studente neoarrivato in Italia. Le scuole, poi, già da questo anno scolastico hanno l’obbligo di assicurare il potenziamento dell’apprendimento della lingua italiana accedendo a finanziamenti PON; contestualmente si è avviato un percorso che porterà, attraverso la rimodulazione degli organici, a introdurre, dal prossimo anno scolastico, per le classi con un numero di studenti stranieri neoarrivati in Italia, e con deficit nella lingua pari o superiore al 20%, un docente con una formazione ad hoc, che insegnerà italiano in modo potenziato agli studenti stranieri che non hanno adeguata competenza.
L’obiettivo è una scuola sempre più inclusiva e con standard qualitativi sempre più alti, che valorizzi e promuova i talenti di ogni giovane, indipendentemente dalle condizioni di partenza.
Con il Piano “Agenda Sud”, promosso dal Ministro con proprio decreto del 30 agosto 2023, è stato realizzato un importante investimento sulla scuola e, per la prima volta in modo strategico e capillare, sul contrasto alla dispersione scolastica nelle regioni del Mezzogiorno e sulla riduzione dei divari territoriali, soprattutto nelle aree più a rischio, partendo già dalla scuola primaria.
Il Piano ha coinvolto oltre 2.000 scuole del Mezzogiorno, con complessivi 325 milioni di euro per il contrasto alla dispersione e riduzione dei divari negli apprendimenti, il potenziamento delle competenze di base e trasversali, la retribuzione delle ore aggiuntive al personale scolastico impegnato nell’attuazione dei progetti didattici, le attività laboratoriali (sport, teatro, musica, educazione alla cittadinanza e al rispetto) per l’apertura delle scuole oltre l’orario scolastico.
Il piano dedica una particolare attenzione a 245 scuole individuate direttamente dall’Invalsi sulla base delle rilevazioni nazionali, per le quali sono previste le seguenti ulteriori misure: docenti aggiuntivi per le scuole secondarie di I e II grado; accompagnamento e supporto costante da parte del Ministero tramite Indire e Invalsi; formazione specifica dei docenti; coinvolgimento delle famiglie; didattica innovativa e laboratoriale; ampliamento del tempo scuola; potenziamento delle attività sportive. Per le scuole è previsto anche un incremento di personale amministrativo e, per l’accompagnamento dei progetti pilota, personale docente aggiuntivo.
Nell’ambito del Piano Agenda Sud sono previsti 15 milioni per progetti pilota nelle aree più fragili individuate anche con la collaborazione di Invalsi, che coinvolgeranno altresì molte aree periferiche: in questi progetti, le scuole intese come poli educativi, presìdi di sviluppo dei territori, anche in rete con altre scuole, enti, istituzioni, associazioni del Terzo settore, avranno la possibilità di attivare azioni di sostegno socio-educativo e psicologico, percorsi formativi personalizzati, orientamento e accompagnamento, anche relativamente alle tematiche sul rispetto di genere. Il primo progetto pilota è realizzato a Caivano.
Il Ministro ha promosso altresì il Piano “Agenda Nord”, con un investimento di 220 milioni per intervenire in modo sinergico e complementare rispetto ad Agenda Sud, per contrastare la dispersione scolastica e intervenire sul potenziamento delle competenze, nei contesti più difficili e nelle aree più a rischio a partire già dalla scuola primaria. In particolare, Agenda Nord prevede 34,3 milioni per 245 scuole (primarie e secondarie di I e II grado), 165,7 milioni per 2.919 scuole primarie, 20 milioni per progetti di rete in contesti di maggiore disagio educativo, coinvolgendo oltre 3 mila scuole in Emilia-Romagna, Friuli-Venezia Giulia, Lazio, Liguria, Lombardia, Marche, Piemonte, Toscana, Umbria, Veneto, per realizzare attività formative e di contrasto alla dispersione anche oltre l’orario scolastico, tenendo aperte le scuole anche al territorio. Anche Agenda Nord dedica particolare attenzione a 245 scuole individuate da Invalsi.
Agenda Sud ha prodotto già alcuni rilevanti risultati, come attestato dalle rilevazioni dell’Invalsi presentate a luglio:
• miglioramento in italiano e matematica, con recuperi doppi rispetto alle regioni del Nord;
• dispersione “implicita” (completamento del percorso scolastico senza l’acquisizione delle competenze di base attese) scesa dall’8,7% del 2023 al 6,6% al 31 maggio 2024. Per la prima volta la dispersione implicita scende nel Mezzogiorno sotto il 10%.
• riduzione della dispersione esplicita dal 10,5% del 2023 al 9,4% nel 2024. L’obiettivo al 2026 è del 10,2%, al 2030 del 9%.
Inoltre il Ministro, con proprio decreto dell’11 aprile scorso, ha dato avvio al “Piano Estate” da 400 milioni di euro al quale hanno aderito n. 4.526 istituzioni scolastiche per progetti finalizzati a promuovere il rafforzamento e il potenziamento delle competenze, comprese quelle digitali, nonché l’inclusione di studenti con fragilità, e attività ricreative, sportive, ludiche, teatrali e, più in generale, iniziative per valorizzare i talenti degli studenti e, più in generale, tutte quelle iniziative che favoriscono la relazionalità, l’aggregazione, l’inclusione, la socialità, l’accoglienza e la vita di gruppo consentendo l’apertura delle scuole anche oltre l’orario scolastico.
Questo Piano è stato pensato per rendere la scuola un luogo aperto, parte integrante della comunità, in grado di realizzare attività di formazione e aggregazione e di essere punto di riferimento fondamentale per le famiglie che in estate non possono contare su altre esperienze e opportunità di crescita e di socialità per i propri figli.
Sono stati circa 37.000 i moduli formativi messi in campo, di cui oltre il 40% nelle Regioni del Mezzogiorno, per più di 1.112.000 ore di attività, garantendo nel periodo estivo supporto a oltre 700.000 studenti. I ragazzi coinvolti arrivano a 1.300.000, se consideriamo anche quelli che hanno beneficiato dei percorsi di PCTO all’estero, grazie a un investimento specifico che è stato attivato per le scuole secondarie di secondo grado, e delle azioni del PNRR per il contrasto alla dispersione scolastica, per la riduzione dei divari territoriali e per l’orientamento e le STEM.
Il Ministro ha, inoltre, promosso, nel suindicato decreto-legge n. 71 del 31 maggio scorso, un intervento per incrementare di 3 milioni di euro, a decorrere dal 2025, lo stanziamento per la fornitura gratuita, totale o parziale, di libri di testo in favore delle famiglie meno abbienti.
Si è altresì promosso il primo e concreto investimento sui viaggi di istruzione e sulle visite didattiche, in quanto momenti particolarmente qualificanti del percorso formativo.
E, infatti, con Direttiva del Ministro dell’8 marzo scorso, per la prima volta, sono state stanziate risorse specifiche, grazie alla individuazione, nel bilancio del Ministero, di 50 milioni di euro disponibili per garantire, nel contesto dell’attuale e complessa congiuntura economica caratterizzata da un generalizzato innalzamento dei prezzi, un sostegno concreto alle famiglie per sostenere la partecipazione a viaggi e uscite didattiche anche di studentesse e studenti provenienti da contesti economici più svantaggiati.
La misura è stata indirizzata, inizialmente, agli studenti appartenenti a famiglie con ISEE fino a 5 mila euro, per la necessità di consentire un contributo economicamente significativo, differenziato in ragione della tipologia di viaggio, a tutti i soggetti potenzialmente interessati, calcolati sulla base delle rilevazioni ISEE della popolazione scolastica in possesso del Ministero. Dopo la prima finestra temporale messa a disposizione delle famiglie, sono residuate, a causa di un minor numero di richieste delle stesse, significative risorse grazie alle quali si è reso possibile estendere la misura anche alle famiglie con soglia ISEE fino a 15 mila euro.
- AUTOREVOLEZZA, RISPETTO, VOTO IN CONDOTTA. TORNANO I GIUDIZI ALLE ELEMENTARI
Rispetto all’intensificarsi di episodi di violenza a danno del personale scolastico e, in particolare, dei docenti, dopo una prima nota del Ministro agli Uffici scolastici regionali, dell’8 febbraio 2023, il Ministero, grazie al confronto con l’Avvocatura generale dello Stato sulle modalità di più efficace tutela del personale, ha diramato, con circolare del 17 febbraio successivo, le indicazioni sulla procedura da seguire per l’assunzione, a opera dell’Avvocatura, della rappresentanza e difesa, in sede penale e civile, del personale scolastico.
Il Ministro Valditara, d’intesa con il Ministro Calderone, ha inoltre promosso, nel D.L. del 4 maggio 2023 n. 48, una disposizione che, colmando una annosa lacuna, ha previsto l’estensione al personale scolastico della più piena tutela assicurativa obbligatoria, con oneri a carico dello Stato, nei termini già riconosciuti al restante personale pubblico, dunque per tutte le attività di servizio e nel tragitto casa-lavoro, estendendo le coperture anche agli studenti per tutte le attività, gite comprese.
Il Ministro, sempre al fine di affermare il principio che i docenti vanno rispettati in ogni caso e che la cultura delle regole deve partire dalla scuola, ha promosso inoltre un disegno di legge di “Revisione della disciplina in materia di valutazione delle studentesse e degli studenti, di tutela dell’autorevolezza del personale scolastico nonché di indirizzi scolastici differenziati”, approvato a settembre 2024, grazie al quale la condotta torna a contare.
Questo d.d.l., infatti, prevede che il voto in condotta torni a fare media nella scuola secondaria di primo grado e che, anche per la secondaria di secondo grado, sia riferito al comportamento tenuto per tutto l’anno scolastico; che faccia media con le altre materie determinando la bocciatura con il 5 e influisca sul credito scolastico alla maturità; che con il 6 si sia “rimandati” a settembre. Infine, per coloro che aggrediscono il personale della scuola potranno essere irrogate sanzioni pecuniarie, da 5.000 a 10.000 euro.
La nuova normativa, inoltre, modifica radicalmente l’istituto della sospensione, che mentre fino a oggi aveva comportato “meno scuola”, da oggi determina “più scuola”; in particolare la sospensione fino a 2 giorni dalle lezioni in classe comporta ora più impegno e più studio, con il coinvolgimento in attività scolastiche, assegnate dal consiglio di classe, di riflessione e di approfondimento sui temi legati ai comportamenti che hanno causato il provvedimento; qualora la sospensione superi i 2 giorni, lo studente svolgerà obbligatoriamente attività di cittadinanza solidale in strutture convenzionate e con le opportune coperture assicurative, attività che, se ritenuto opportuno dal consiglio di classe, proseguirà oltre la durata della sospensione e dopo il rientro in classe al fine di stimolare ulteriormente e verificare l’effettiva maturazione e responsabilizzazione del giovane rispetto all’accaduto, rimettendo tali misure ai consigli di classe, nel rispetto dell’autonomia scolastica.
Nello stesso d.d.l. tornano, già dall’anno scolastico 2024/2025, nella scuola primaria, i giudizi sintetici (ottimo, buono, sufficiente, insufficiente) al posto di quelli incomprensibili introdotti dalla Ministra Azzolina del tipo: in via di prima acquisizione, intermedio etc.
- LE SCUOLE PARITARIE SCUOLE PUBBLICHE A TUTTI GLI EFFETTI. RAFFORZATA LA LIBERTÀ DI SCELTA EDUCATIVA DELLE FAMIGLIE. PER UNA NUOVA LEGALITÀ SCOLASTICA: IL CONTRASTO AI DIPLOMIFICI
Il Ministro ha promosso, anche grazie a un positivo confronto con la Commissione europea, l’accesso anche delle scuole paritarie non commerciali ai fondi PNRR, attraverso avvisi pubblici per consentirne le adesioni.
Sulla base del numero dei loro studenti, e considerato che la relativa popolazione scolastica costituisce circa il 5% di quella delle scuole statali e che il costo medio per studente negli ultimi riparti di risorse (600 milioni + 450 milioni per le scuole statali) è di circa 80,71 euro/alunno, la somma da riservare alle scuole paritarie è di circa 150 milioni di euro (in ogni caso più del 5% delle risorse complessive spettanti se parametrate alla popolazione scolastica).
Nell’ambito della programmazione PN 2021-2027, sempre a seguito di positivo confronto con la Commissione europea, per la prima volta è stata concessa la possibilità di estendere alle scuole paritarie non commerciali anche le azioni sui laboratori e sui dispositivi e strumentazioni digitali e tecnologici.
Inoltre, sul PON 2014-2020, per le scuole paritarie non commerciali negli ultimi 2 anni è stato previsto uno stanziamento di 22 milioni circa.
Il Ministro ha promosso inoltre misure legislative di rifinanziamento dei fondi a beneficio delle scuole paritarie.
In particolare, con la legge di bilancio 2023, il contributo statale a beneficio delle scuole paritarie è stato incrementato di 20 milioni di euro per il 2023 e di 110 milioni di euro a decorrere dal 2024, giungendo a 40 milioni di euro senza vincolo di destinazione e 70 milioni di euro per le esigenze degli alunni con disabilità.
Inoltre, con il decreto-legge fiscale n. 145 del 2023 è stato incrementato di 50 milioni di euro per il 2023 il contributo per le scuole dell’infanzia paritarie, contributo peraltro portato a regime con la legge di bilancio per il 2024.
Grazie all’iniziativa del Ministro, inoltre, il decreto-legge 22 giugno 2023, n. 75, convertito dalla legge 10 agosto 2023, n. 112, ha introdotto la riforma del sistema di abilitazione dei docenti delle scuole paritarie, valorizzando l’esperienza professionale già svolta presso le medesime scuole, consentendo che i requisiti per l’abilitazione siano maturati anche nella scuola paritaria. Questa norma rappresenta un elemento di autentica parità e costituisce una piccola rivoluzione nel sistema. Non è più necessario infatti per un docente che insegna in una scuola paritaria licenziarsi e transitare in una scuola statale per poter acquisire l’abilitazione.
Il Ministro, già nel corso del 2023, ha promosso un piano straordinario di verifica della effettiva permanenza dei requisiti per il riconoscimento della parità scolastica negli Istituti autorizzati ad attivare corsi di scuole secondaria di II grado.
Il piano prevede l’intensificazione dei controlli da parte dei collegi ispettivi, che già nel corso dell’anno scolastico 2023/24 hanno operato accertando, in particolare in alcune realtà della Campania, del Lazio e della Sicilia, il possesso dei requisiti di legge per il riconoscimento e il mantenimento dello stato di scuola paritaria, verificando, tra l’altro, che gli studenti frequentino con regolarità le attività didattiche, che siano rispettate le procedure amministrative e contabili, che siano attivati i percorsi di istruzione previsti dall’ordinamento scolastico e che siano stati sottoscritti regolari contratti di lavoro per docenti e personale ATA.
Inoltre sono state inserite, nel d.d.l. Semplificazioni, attualmente all’esame del Senato, diverse misure che prevedono: l’adozione del registro e del protocollo elettronico per attestare le presenze degli studenti e impedire la registrazione in data anteriore di iscrizioni che avvengono successivamente, la limitazione numerica alla costituzione delle classi quinte collaterali – con la disciplina, peraltro, di una specifica procedura autorizzatoria con termini certi – l’effettuazione degli esami di idoneità per non più di due anni di corso nello stesso anno scolastico, con previsione di un presidente di commissione d’esame esterno alla scuola. Non sarà più possibile, quindi, recuperare tre o quattro anni di scuola secondaria di secondo grado con un solo esame. Si tratta di interventi fondamentali e non rinviabili, che consentiranno di valorizzare il ruolo delle tante scuole paritarie che operano correttamente nell’ambito del sistema nazionale di istruzione.
Il piano è stato incentivato altresì dalla firma, il 6 febbraio 2024, di un protocollo d’intesa tra il Ministro e il Comandante Generale della Guardia di finanza, per potenziare le specifiche attività d’indagine, nel quadro di un rapporto già positivamente sperimentato negli anni precedenti per promuovere la legalità economica, con percorsi formativi, nelle scuole.
Il contrasto ai diplomifici costituisce un ulteriore passo nella protezione della vera attività formativa, contro ogni forma di violazione di legge in danno degli studenti e, inoltre, del buon nome delle scuole paritarie.
- PIANO MATTEI E ATTIVITÀ INTERNAZIONALI
In linea con gli obiettivi del Piano Mattei, già il 12 dicembre 2023 il Ministro, in occasione della sua missione in Etiopia, ha firmato un Memorandum di Intesa con il Ministro dell’Istruzione etiope, per rafforzare e rilanciare la collaborazione tra i rispettivi sistemi di istruzione, favorire la collaborazione quale strumento fondamentale per gli scambi culturali fra i due Paesi; promuovere la conoscenza della lingua italiana, non solo per una sempre più forte integrazione fra i due Paesi, ma anche per acquisire competenze tecniche adeguate alle esigenze specifiche dei due sistemi produttivi; incentivare l’istruzione tecnica e professionale in Etiopia per migliorare le conoscenze e le competenze per promuovere l’imprenditorialità italiana e la crescita dell’Etiopia; sviluppare un programma di attività incentrato sui partenariati tra Istituti tecnici e le ITS Academy con programmi educativi innovativi; promuovere la cooperazione e gli scambi tra gli Istituti di istruzione secondaria dei due Paesi.
In occasione poi della missione in Egitto guidata dal Presidente del Consiglio, il Ministro, il 17 marzo 2024, ha firmato un Memorandum di Intesa con il Ministro dell’Istruzione egiziano, per avviare un’azione strategica per rafforzare la cooperazione e favorire lo sviluppo e la crescita di entrambi i Paesi, rafforzare la collaborazione tra i rispettivi sistemi scolastici, a partire dalla formazione dei docenti di lingua italiana delle scuole secondarie egiziane e gli scambi di studenti e docenti. Facendo leva sulla conoscenza della lingua italiana, la cooperazione nel settore dell’istruzione tecnica e professionale sarà finalizzata all’innalzamento della qualità dei percorsi e delle opportunità di mobilità per l’apprendimento e l’occupazione, consolidando i legami tra scuola e mondo del lavoro, con particolare attenzione ai settori dell’energia, del turismo, dell’industria, della meccatronica, del tessile, dell’agrifood e della salute.
Il Ministro, inoltre, il 20 aprile 2024 ha firmato un Memorandum d’Intesa con il Ministro dell’Istruzione della Repubblica di Tunisia per rafforzare la cooperazione tra i rispettivi sistemi di istruzione, migliorare la qualità dell’insegnamento della lingua italiana nel sistema scolastico tunisino e attuare un programma di interventi nell’istruzione tecnica, anche facilitando la mobilità di docenti e studenti tra i due Paesi. È stata prevista la realizzazione di un corso di qualificazione professionale per insegnanti tunisini di lingua italiana, perché diventino formatori a loro volta di docenti. Per decisione dei due Ministri è stato costituito un Comitato paritetico, composto da esperti italiani e tunisini, che, attraverso una visione strategica comune, consenta di attuare un significativo miglioramento della qualità dell’insegnamento della lingua italiana in Tunisia e garantire un’istruzione tecnica e professionale di eccellenza.
Peraltro, nel Vertice a Roma “Italia-Africa. Un ponte per una crescita comune”, primo appuntamento internazionale in Italia dall’avvio della Presidenza del G7, il 29 gennaio 2024 il Ministro ha coordinato la specifica sessione dedicata alla “Formazione professionale e promozione culturale”.
Infine, dal 27 al 29 giugno 2024, Trieste ha ospitato i lavori della Riunione del G7 dedicata all’Istruzione, che sono stati presieduti dal Ministro e hanno visto invitato, per la prima volta, il rappresentante dell’Unione africana. I lavori si sono focalizzati sulla condivisione, da parte degli altri Ministri, della visione proposta dal Ministro nella dichiarazione finale, imperniata sulla visione della Scuola sempre più al centro della crescita e dello sviluppo dei rispettivi ordinamenti e sistemi economici e sociali, dichiarazione approvata all’unanimità a conclusione dei lavori.
Si sta sviluppando un piano per l’utilizzo della intelligenza artificiale in Africa e per divulgare le migliori esperienze didattiche italiane in Stati africani, a partire dal Ghana.
- SEMPLIFICAZIONI
Il Ministro, con proprio decreto del 28 aprile 2023, ha adottato la direttiva con le linee di indirizzo per le iniziative in materia di semplificazione e il Piano di semplificazione per la Scuola, imperniato in particolare sui seguenti 20 progetti:
1) Nuova piattaforma per famiglie e studenti;
2) Welfare per le famiglie;
3) Spid e Cie: integrazione per i servizi della Scuola;
4) Pagopa e App Io: ampliamento dei servizi disponibili;
5) Velocizzazione avvio anno scolastico;
6) Copertura assicurativa e gestione infortuni;
7) Scuole paritarie;
8) Fascicolo digitale del dipendente;
9) Sistema gestione acquisti per le Scuole;
10) Incarichi individuali affidati dalle Scuole a esperti;
11) Supplenze brevi saltuarie;
12) Gestione delle cessazioni;
13) Gestione del contenzioso;
14) Revisori dei conti;
15) Accompagnamento PNRR;
16) Strumenti digitali di finanziamento delle Scuole;
17) Contributi per libri di testo;
18) Firma elettronica avanzata;
19) Cruscotto dati per gli Uffici del Ministero;
20) Interventi di semplificazione sul sistema informativo per le Scuole.
Già da ottobre 2023 sono divenuti operativi questi primi interventi:
1) Piattaforma unica: un punto unico di accesso, attiva dall’11 ottobre 2023 anche previo parere favorevole del Garante per la protezione dei dati personali, che consente l’offerta integrata di tutti i servizi informativi con dispositivi dedicati a famiglie e studenti, organizzati in 3 classi omogenei di servizi:
a) Orientamento agli studenti nella costruzione del percorso di carriera in base a competenze, aspirazioni, offerta formativa e sbocchi professionali;
b) Vivere la scuola, per supportare la gestione del percorso scolastico e arricchire l’esperienza degli studenti attraverso iniziative educative e formative focalizzate su temi di inclusività, sicurezza e benessere; strumenti per la gestione del percorso scolastico e l’accesso a misure dedicate come iscrizioni on line, benefici per le famiglie, pagamenti delle tasse scolastiche;
c) multicanalità, con personalizzazione dei contenuti tramite web, e app per gli studenti, con servizi personalizzati sul singolo utente con metodo design thinking.
2) Velocizzazione dell’avvio dell’anno scolastico per l’immissione in ruolo di docenti e supplenti.
Nell’ambito delle semplificazioni sono stati realizzati anche i seguenti interventi:
• nuova anagrafe degli studenti-ANIST, sulla base di apposite previsioni di legge e decreti attuativi, sempre in collaborazione con il Garante per la protezione dei dati personali per il disegno della nuova piattaforma, che consentirà di assicurare l’interoperabilità con ANPR e di conseguenza la piena fruibilità dei servizi di consultazione da parte del cittadino e delle pubbliche amministrazioni rispetto alle frequenze scolastiche e ai titoli di studio della scuola primaria, della scuola secondaria di primo e secondo grado nonché dell’istruzione tecnica superiore;
• accompagnamento alle scuole per il PNRR attraverso documentazione di supporto per le procedure di affidamento e il conferimento di incarichi individuali;
• il Sistema gestione acquisti per le Scuole;
• strumenti digitali di finanziamento per le scuole attraverso il potenziamento della piattaforma di crowdfunding, IDEArium, già messa a disposizione delle Scuole e attraverso ulteriori documenti sugli strumenti delle sponsorizzazioni;
• il sistema PiReCo per i revisori dei conti, attraverso la quale gli stessi possono scambiare documentazione con le Istituzioni scolastiche, richiedere assistenza su tematiche specifiche, fruire di corsi di formazione in modalità sincrona e asincrona, nonché consultare documenti di loro interesse e/o utili allo svolgimento del proprio incarico. Inoltre, al fine di supportare i Revisori nell’espletamento delle loro funzioni, sono stati predisposti due Vademecum;
• la firma elettronica avanzata, utilizzata dalle istituzioni scolastiche per le sottoscrizioni dei contratti del personale della scuola, dei cruscotti dati per gli uffici del Ministero, a supporto della governance dei processi delle varie Direzioni generali e di procedure informatiche delle segreterie scolastiche. Sono in corso di realizzazione gli ulteriori interventi previsti che avevano una tempistica distribuita sui tre anni del Piano di semplificazione.
Le ulteriori azioni previste sono in corso di realizzazione e vedranno il completamento nel corso del triennio previsto dalla tempistica del piano di semplificazione.
- ATTUAZIONE DEL PNRR
1) PNRR ISTRUZIONE
Sono stati rispettati sinora tutti i target e milestone del PNRR e la spesa si attesta, ad oggi, come riportato nella V Relazione al Parlamento sul PNRR, a circa il 31% in perfetta linea con la media nazionale che si posiziona al 31% della spesa. Vi sono, poi, singoli investimenti, come Scuola 4.0, ad aver raggiunto una spesa di addirittura il 55% del relativo stanziamento.
2) ASILI NIDO
Sono stati finanziati complessivamente, ad oggi, 3.563 interventi per oltre 3,9 miliardi, corrispondenti ad una autorizzazione di circa 120.000 nuovi posti per servizi educativi nella fascia 0-6 anni, grazie anche ad un investimento ulteriore di risorse nazionali, pari a 734 milioni, che ha fatto registrare una particolare attenzione per i comuni delle regioni del Mezzogiorno, ai quali andrà il 64,7% delle risorse, avendo riconosciuto in queste aree un maggiore gap nella copertura del servizio 0-2 anni.
L’investimento su asili nido, particolarmente strategico e su cui continueremo ad investire ulteriori risorse, ci consente non solo di raggiungere il target PNRR, ma anche la media europea del 33% nei servizi educativi 0-6 anni e addirittura di superarla.
3) SCUOLE NUOVE
Sono state investite risorse per 1,18 miliardi per il finanziamento di n. 215 scuole nuove sull’intero territorio nazionale, ben oltre il target PNRR di 166 scuole.
Le nuove scuole garantiscono la sostituzione di parte del patrimonio edilizio scolastico obsoleto con l’obiettivo di creare strutture sicure, moderne, inclusive, sostenibili e per creare ambienti per le nuove metodologie didattiche innovative. Tutti i lavori sono stati aggiudicati e sono in corso.
4) EDILIZIA SCOLASTICA
Per la messa in sicurezza sono stati investiti, ad oggi, 5,1 miliardi per 3.238 interventi di edilizia scolastica, messa in sicurezza e riqualificazione. Tutti i lavori sono stati aggiudicati e sono in corso di esecuzione.
In particolare, sono state stanziate risorse ulteriori rispetto ai 3,9 miliardi PNRR, pari a 1,2 miliardi per garantire la sicurezza delle scuole, l’adeguamento sismico, la riqualificazione degli spazi e l’abbattimento delle barriere architettoniche.
Con tutti gli interventi di edilizia scolastica autorizzati è stata garantita la ristrutturazione di circa 8.600 edifici scolastici, ad oggi, pari a circa il 20 % delle scuole italiane.
5) MENSE
Un importante investimento (della Missione 4 C1) del PNRR relativo all’offerta educativa rivolta ai minori, riguarda le scuole primarie con il fine di ridurre le disparità territoriali sulla presenza nelle scuole di classi a tempo pieno e quindi di opportunità di apprendimento e di socialità.
Il Piano è destinato alla costruzione e ristrutturazione di mense scolastiche.
Con DM del 4 luglio 2024, n. 133, sono stati destinati all’investimento per le mense scolastiche ulteriori 515,4 milioni di euro, che contribuiranno al target del PNRR. Il 62% degli interventi candidati ha riguardato scuole del Mezzogiorno, anche grazie alle attività di sensibilizzazione e informazione svolte dal Ministero nonché alle norme di semplificazione introdotte dal decreto-legge 24 febbraio 2023, n. 13, convertito dalla legge 21 aprile 2023, n. 41. Si è così determinata un’inversione di tendenza che vede protagonisti ora i comuni del Sud.
Sono finanziati circa 1.800 interventi per circa 1,07 miliardi, più del target PNRR per creare nuove mense e favorire il tempo pieno nelle scuole a favore degli studenti ma anche delle famiglie e delle donne lavoratrici.
6) PALESTRE
Sono stati finanziati 443 interventi per le palestre scolastiche per favorire le attività sportive e i corretti stili di vita nelle scuole, riducendo il divario infrastrutturale esistente, rafforzando le attività e le infrastrutture necessarie, così da combattere l’abbandono scolastico, incentivare l’inclusione sociale e rafforzare le attitudini personali, per un investimento complessivo di 330 milioni. A questi sono stati aggiunti 255 milioni di risorse nazionali per ulteriori 172 interventi finanziati per favorire lo sport nelle scuole e per potenziare un investimento strategico.
Tutti i lavori sono stati aggiudicati e sono in corso di esecuzione.
È stata garantita la percentuale del 40% alle regioni del Mezzogiorno.
7) ITS ACADEMY
Nell’ambito della normativa primaria, promossa ed entrata in vigore nel rispetto delle scadenze europee per tutte le 6 riforme PNRR (Reclutamento docenti, ITS Academy, Razionalizzazione della rete scolastica, Orientamento e STEM, Scuola di Alta formazione, Istituti tecnici e professionali), sono stati adottati ad oggi 33 decreti attuativi, oltre alle linee guida sull’orientamento didattico e alle linee guida per le discipline STEM. In particolare, per gli ITS Academy nel 2023 si è raggiunta l’emanazione di ben 16 decreti attuativi, dall’iter estremamente complesso, rispettando il target europeo di dicembre 2023.
Accanto alla relativa riforma, sono stati investiti, ad oggi, 1,3 miliardi a favore delle Fondazioni ITS per la realizzazione di laboratori altamente specializzati e per favorire il legame con il mondo del lavoro e per il potenziamento della didattica, per borse di studio e percorsi all’estero per favorire l’internazionalizzazione.
