(AGENPARL) - Roma, 22 Ottobre 2024 - (AGENPARL) – mar 22 ottobre 2024 *Concordato preventivo biennale, Cataldi (UNGDCEC), Nucera (ADC) e
Ginevra (AIDC): “Non ci sono i tempi per l’attuazione*
ROMA. “Prima di attuare il Concordato preventivo biennale sarebbe
corretto disporre di un quadro normativo chiaro e stabile, che preveda
il riconoscimento del tempo necessario per comprendere e valutarne ogni
risvolto: questo dimostrerebbe finalmente un atteggiamento rispettoso e
attento delle istituzioni verso i contribuenti e i professionisti, che
dovrebbero favorire un rapporto di compliance ma alle condizioni attuali
certamente non possono farlo. In mancanza di un quadro normativo chiaro,
non si potrà purtroppo che constatare come ulteriormente disatteso
l’obiettivo dichiarato nella Delega Fiscale, che aveva introdotto
l’istituto con l’intento di voler semplificare il rapporto tra Fisco e
contribuente. Così come, peraltro, non si potrà che imputarne
l’insuccesso o la sua ridotta efficacia a questo modo di legiferare e
alla mancata volontà del legislatore di concedere i tempi necessari per
valutare l’adesione al nuovo istituto nei suoi diversi aspetti”. Lo
affermano in una nota i vertici dei sindacati dei commercialisti
*Francesco Cataldi*, presidente UNGDCEC, *Edoardo Ginevra*, presidente
AIDC, e *Maria Pia Nucera*, presidente ADC.
“L’obiettivo del Concordato preventivo biennale (CPB) è ambizioso e
richiede un cambio culturale. Ci aspettavamo una svolta radicale, invece
abbiamo dovuto assistere, ancora una volta, alla consueta
contrapposizione tra gli intenti dichiarati e ciò che è realmente
accaduto, con continue modifiche apportate in itinere alla disciplina
del CPB”, rimarcano i presidenti delle associazioni di categoria. “In
particolare, la norma che introduce un regime sanzionatorio penalizzante
per i soggetti che decidono di non aderire al concordato, nonché la
possibilità, per chi al contrario aderisce, di accedere ad un
ravvedimento dei teorici imponibili non dichiarati negli anni pregressi,
sta mettendo in seria difficoltà i contribuenti e i professionisti, per
la difficile valutazione di ogni singola situazione che comporta calcoli
di convenienza e valutazioni soggettive”.
“A ciò, si aggiunga il dover assistere a una campagna comunicativa da
parte dell’Agenzia delle Entrate e del Ministero omissiva di tutti gli
aspetti di complessità insiti nel nuovo strumento, che vengono lasciati
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