(AGENPARL) - Roma, 17 Ottobre 2024 - (AGENPARL) – gio 17 ottobre 2024 Comunicato stampa
Nuove scoperte nell’area del mercato dell’Aquileia tardoantica
Un’équipe dell’Università di Verona – Dipartimento di Culture e Civiltà, sotto la direzione di
Patrizia Basso in collaborazione con Diana Dobreva, ha da pochi giorni concluso una nuova
campagna di scavo nell’area del Fondo ex Pasqualis, posta all’estremità sud-orientale di Aquileia. I
lavori sono condotti su concessione ministeriale, in accordo con la Soprintendenza Archeologia,
belle arti e paesaggio per il Friuli Venezia Giulia e sulla base dell’accordo di collaborazione
scientifica e finanziaria con la Fondazione Aquileia, che fin dal 2018 sostiene generosamente i
lavori (fig. 1).
Le indagini si sono protratte per tre mesi e hanno coinvolto una ventina di studenti, dottorandi e
giovani dottori di ricerca dell’ateneo veronese, permettendo così di investigare più di 700 mq di
terreno mai scavato in precedenza e di ottenere nuovi importanti dati per la storia del sito e
dell’intera città.
Di particolare interesse e novità per la storia degli studi dell’areale è la complessa stratificazione
emersa nel terreno con la campagna 2024. Quest’anno lo scavo ha in effetti raggiunto i più antichi
livelli pavimentali finora evidenziati nel terreno e in particolare un solido battuto databile al I sec.
d.C. e correlabile a poderosi pilastri. Si tratta di strutture il cui significato funzionale andrà definito
con il prosieguo della ricerca, ma che risultano in fase con la prima banchina di sponda
settentrionale di un fiume Natissa ben più ampio dell’attuale, messa in luce già in passato nel
terreno di indagine.
A queste fasi di frequentazione dell’area precedenti al mercato tardoantico, va attribuito anche
l’allineamento di anfore poste in posizione verticale e segate all’altezza della spalla che era già
cominciato a emergere nel 2023 e che quest’anno è arrivato a contare 23 esemplari (fig. 2).
Per quanto concerne il grande complesso mercantile, nel corso dei lavori 2024 è venuto alla luce
un quinto lastricato, ubicato a ovest degli altri. Nel settore per ora emerso, esso appare molto
lacunoso, probabilmente a causa dei lavori agricoli che si sono succeduti in area nei secoli. Il suo
rinvenimento, tuttavia, è di grande interesse e conferma ulteriormente la monumentalità e
l’ampiezza del grande mercato. La rilettura degli scavi pregressi condotti nel terreno sembra,
inoltre, far pensare all’esistenza di un sesto edificio pertinente al complesso, il cui lastricato
sarebbe emerso negli anni Ottanta del Novecento nel corso di scavi realizzati in corrispondenza
dell’ex edificio Pasqualis, ora sede della Fondazione Aquileia (fig. 3). Questi dati confermano con
forza la straordinaria rilevanza storica di tale ampio e articolato complesso che, almeno allo stato
attuale delle conoscenze, non ha confronti nell’Impero, attestando la grande vitalità come centro
di scambi e commerci dell’Aquileia di IV e V secolo d.C.
Un altro dato di interesse della campagna 2024 relativamente al mercato è la messa in luce di un
ulteriore, lungo tratto di strada acciottolata, già individuata nel 2023 fra due dei suoi sei edifici ( fig.
4): staccandosi dal decumano posto a nord del complesso, essa permetteva il passaggio dei
numerosi avventori che quotidianamente popolavano questi spazi e dei carri per il trasporto delle
merci, come confermano anche i solchi lasciati dalle ruote sul suo piano di calpestio.
Gli scavi 2024 hanno, inoltre, evidenziato un settore del crollo del portico occidentale di uno degli
edifici del mercato, permettendo il recupero di altre numerose cariossidi di cereali combuste, oltre
a quelle già raccolte negli scorsi anni di indagine: si tratta di dati di grande interesse anche per
studiare l’alimentazione del tempo. Infine, va citato il rinvenimento di alcune strutture di età
altomedievale che attestano la frequentazione dell’area dopo l’abbandono del mercato: si tratta
dei resti di due piccole strutture abitative, dotate di focolari, con muri realizzati reimpiegando
nelle fondazioni elementi costruttivi del mercato e alzati lignei (fig. 5).
Durante i mesi di lavoro, lo scavo è sempre rimasto aperto al pubblico, che ogni giorno è stato
coinvolto in visite guidate da parte degli studenti veronesi. Di particolare interesse fra le attività di
comunicazione e racconto dei dati raccolti, vanno menzionati i due open day organizzati il 15
giugno e il 28 settembre dalla Fondazione Aquileia, in collaborazione con la Soprintendenza
Archeologia, belle arti e paesaggio per il Friuli Venezia-Giulia, il Museo Archeologico Nazionale di
Aquileia e altri enti che lavorano per la valorizzazione della città.
Il Presidente di Fondazione Aquileia, Roberto Corciulo, e il Direttore, Cristiano Tiussi: “Le indagini
nel fondo Pasqualis, proprio alle spalle della sede della Fondazione, rivestono un carattere
particolare, perché si svolgono in un’area sempre aperta al pubblico, che può quindi seguire e
apprezzare giorno dopo giorno le nuove scoperte. La convenzione di collaborazione scientifica e
finanziaria con l’Università di Verona e quelle con le altre Università che scavano ad Aquileia
hanno per la Fondazione un’importanza strategica, non solo perché contribuiscono alla
formazione dei futuri archeologi, ma anche perché l’allargamento significativo delle zone scavate e
i nuovi elementi di conoscenza che sempre emergono dalla ricerca sono indispensabili alla nostra
attività di valorizzazione delle aree archeologiche aquileiesi, indirizzata alla costituzione del Parco
Archeologico”.
Si allegano 5 figure:
1. Il gruppo di lavoro 2024, con presidente e direttore della Fondazione Aquileia e la
funzionaria della Soprintendenza Archeologia, belle arti e paesaggio per il Friuli VeneziaGiulia.
2. Fotografia da drone con muri e pilastri pertinenti a varie fasi di frequentazione dell’area e
una serie di anfore allineate.
3. Planimetria schematizzata dei sei edifici del complesso commerciale.
4. Particolare di un tratto della strada acciottolata emersa fra due degli edifici del mercato.
5. I resti murari e i focolari di una delle due strutture abitative altomedievali messe in luce
sopra i livelli di crollo del mercato.
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