(AGENPARL) - Roma, 10 Ottobre 2024 - (AGENPARL) – gio 10 ottobre 2024 Buongiorno,
con riferimento alle parole del Presidente Mattarella, vi giriamo il
comunicato stampa, con preghiera di diffusione, relativo all’indice di
Well-Fare, presentato dal Consiglio Nazionale dei Giovani.
Grazie.
Comunicato Stampa
*Innovativo strumento di misurazione del Benessere e dello stato di salute
dei giovani *
*Presentato l’Indice di WELL-FARE del Consiglio Nazionale dei Giovani*
*Pisani (Presidente CNG)“Il benessere dei giovani non si misura
esclusivamente attraverso indicatori materiali, ma anche attraverso la
fiducia in se stessi, la qualità delle loro relazioni sociali e
dell’ambiente in cui vivono.”*
*Roma* – La conoscenza delle giovani generazioni, delle loro esigenze e
delle loro difficoltà, richiede strumenti di lettura innovativi e
metodologicamente solidi. In questa direzione, il Consiglio Nazionale dei
Giovani ha strutturato un *Indice di WELL-FARE*. Si tratta di uno
strumento di misurazione unico che non si limita ad analizzare la semplice
equazione tra benessere e salute mentale dei giovani ma, in una prospettiva
del tutto innovativa, integra le quattro dimensioni del *Benessere
Individuale *(percezione di sé, salute fisica, motivazioni, capacità di
gestire le emozioni), del *Benessere Relazionale* (famiglia, rapporti
amicali, rapporto con la comunità), del *Benessere Spaziale* (ambiente,
sicurezza, qualità dell’abitare) e del *Benessere Sociale *(partecipazione
sociale, adesione ai modelli culturali dominanti, capacità di cogliere le
opportunità).
L’indagine, condotta su un campione rappresentativo di giovani tra i 15 e i
35 anni, offre una fotografia dettagliata sul livello di benessere delle
nuove generazioni, mettendo in luce aspetti positivi e criticità.
L’Indice di WELL-FARE, realizzato con il supporto tecnico di “*EU.R.E.S.
Ricerche economiche e sociali”*, evidenzia, infatti, una “prevalente
soddisfazione” tra i giovani, con un punteggio medio di 63,9 su 100. Tra le
dimensioni osservate, il benessere relazionale registra il punteggio più
alto (69,3), seguito dal benessere individuale (65,6), sociale (63,7) e
spaziale (56,9). Tuttavia, emergono differenze significative per genere e
territorio: le giovani donne e i giovani del Sud riportano livelli di
benessere inferiori rispetto ai loro coetanei maschi e ai giovani del Nord.
*”Abbiamo scelto di pubblicare il nuovo Rapporto Well-Fare proprio in
occasione della Giornata Mondiale della Salute Mentale, perché per molti
anni, il benessere e la qualità della vita sono stati analizzati
prevalentemente attraverso il ricorso a fattori materiali e oggettivi,
quali la situazione socio-economica, il livello di reddito e le condizioni
di salute, trascurando altri aspetti di eguale rilevanza, come l’autostima,
la motivazione al raggiungimento di scopi e obiettivi lavorativi e
personali e la qualità dell’interazione sociale”. *Ha commentato Maria
Cristina Pisani, Presidente del Consiglio Nazionale dei Giovani.
*“Non a caso, l’indice indica che le relazioni con gli amici sono spesso il
primo supporto emotivo, molto più della famiglia, soprattutto per le
ragazze, che in numeri percentuali risultano fare più fatica a gestire
emozioni e autostima. La centralità dei comportamenti alimentari e dello
stile di vita per il benessere psico-fisico *- aggiunge Pisani -* appare
ampiamente condivisa e trasversale, risultando il grado di accordo sempre
vicino al 90% in tutte le componenti del campione; in particolare quello
femminile sembra registrare una maggiore sensibilità. Il dato che mi
preoccupa maggiormente* *è vedere come ancora ci siano difficoltà nel
sentirsi ascoltati, integrati e accolti negli ambienti sociali e fisici.
Non è un caso che solo il 7,1% dei giovani giudichi “ottimo” il livello di
soddisfazione per la qualità dell’ambiente in cui vive (spazi, relazioni,
sicurezza, inquinamento),* *o che per il 21,8% le esperienze/situazioni di
isolamento subite abbiano influenzato “molto” negativamente il proprio
benessere psicologico con una percentuale che sale al 39,5% quando si
indagano gli effetti “piuttosto negativi”.”*
*“Al di là delle criticità sottolineate, i giovani si collocano
complessivamente nell’area di una “prevalente soddisfazione” per le diverse
dimensioni che definiscono il benessere, esprimendo in termini prospettici
un atteggiamento ancora di prevalente fiducia. Anche sul fronte delle
previsioni nel medio periodo, la maggioranza degli intervistati immagina
che la propria condizione tra 5 anni sarà migliore di quella attuale. La
maggiore preoccupazione che emerge leggendo i dati* – prosegue la
Presidente del CNG – *è invece il ridotto numero di giovani che, pur
provando un disagio psicologico, chiede aiuto. Parliamo del 27,9% su un 75%
che dichiara di aver sentito il bisogno di un supporto psicologico”.*
*“Pur nella consapevolezza che è solo l’inizio di un percorso di ricerca da
implementare, sviluppare e perfezionare negli anni, si tratta di
un’iniziativa unica e innovativa per ottenere risultati comparativi e per
cogliere, anche direttamente, spunti e suggerimenti utili al vasto lavoro
di proposta e rappresentanza delle nuove generazioni”, *conclude Maria
Cristina Pisani.
Ufficio Stampa
*Consiglio Nazionale Giovani*
https://consiglionazionale-giovani.it
Via Adige, 26 – 00198 Roma
*L’indice di WELL-FARE*
*Benessere e stato di salute dei giovani *
*in prospettiva individuale, relazionale e sociale*
*SINTESI*
*L’INDICE SINTETICO DI WELL-FARE*
L’attività di ricerca ha visto la progettazione e realizzazione di un *Indice
Sintetico di Well-Fare*, con l’obiettivo di misurare il livello di
benessere dei giovani attraverso le quattro dimensioni del benessere
individuale, relazionale, spaziale e sociale. Ciascuna di queste dimensioni
è stata declinata attraverso specifici item (da 4 a 6) con risposte di
autovalutazione standardizzate, generalmente su una scala Likert a 5 passi
(valutazione pessima; valutazione cattiva; valutazione discreta;
valutazione buona e valutazione ottima). Le risposte sono state analizzate
sia in termini descrittivi, sulla base delle diverse modalità di risposta
fornita, sia in termini quantitativi, attraverso l’attribuzione di un
valore numerico (compreso tra 0 = valutazione pessima e 100 = valutazione
ottima) che ha consentito una più agevole lettura dei risultati e una più
immediata comparazione degli indici di well-fare nelle diverse dimensioni
del benessere.
Considerando quanto premesso, l’*Indice sintetico di well-fare* tra i
giovani si colloca nell’area della “prevalente soddisfazione” (punteggio
compreso tra 50 e 75), con un valore pari a 63,9 punti (su una scala da 0 a
100); tra le dimensioni osservate, quella del benessere relazionale,
trainata dal positivo risultato dei rapporti amicali, registra la
soddisfazione più alta (con un punteggio pari a 69,3), seguita dal
benessere individuale (65,6), dal benessere sociale (63,7) e dal benessere
spaziale (56,9).
Le maggiori criticità (trasversalmente riscontrabili per tutte le
dimensioni del benessere analizzate) sono espresse dal campione delle
giovani donne, tra le quali il valore dell*’Indice sintetico di well-fare*
scende a 61,6 (contro 66,4 tra i coetanei maschi), così come dai giovani
del Sud, con un punteggio pari a 62,9, a fronte di 63,4 al Centro e di 64,9
al Nord. Per quanto riguarda inoltre la prospettiva anagrafica, sono i
giovani-adulti della fascia “30-35 anni”, che hanno già in larga misura
definito il proprio “essere nel mondo”, a presentare la situazione più
positiva (con un punteggio pari 67,2); segue il campione più giovane (15-19
anni), prevalentemente costituito da studenti (con un punteggio pari a
64,9), mentre più critica appare la situazione dei giovani delle fasce
“20-24 anni” (63,5) e “25-29 anni” (63,1), che più degli altri vivono le
difficoltà, le incertezze e le delusioni legate all’impatto con il mercato
del lavoro e, più in generale, alla transizione alla vita adulta.
*Benessere Individuale** più basso tra le giovani. Pesano l’autostima, la
percezione del sé e la capacità di gestire le emozioni – *All’interno
dell’indice del benessere individuale (il cui valore risulta pari a
65,6/100, che sale a 69,6 tra i maschi contro 62 tra le femmine), il
punteggio più alto è assegnato dai giovani intervistati al proprio stato di
salute fisica (71), seguito dal livello generale di salute e benessere e
dalla soddisfazione per il proprio carattere e personalità (rispettivamente
67,2 e 67,1). Più distanziati gli indicatori relativi al livello di energia
e motivazione (punteggio pari a 63,5) e alla capacità di gestire le
emozioni (59,4), invece centrali per tutte le funzioni del percorso
evolutivo e per una positiva costruzione della dimensione sociale e
relazionale.
Più in dettaglio, a considerare “ottimo” il proprio livello generale di
salute e benessere è il 13,9% del campione, mentre il 48,4% lo definisce
“buono” e, il 31,4% “discreto”, mentre residuale risulta la percentuale dei
giovani che esprime un giudizio apertamente negativo, definendolo “cattivo”
(5,3%) o, addirittura, “pessimo” (1%).
*Le relazioni amicali pilastro del **Benessere Relazionale** dei giovani.
Nella famiglia, diffuse difficoltà di ascolto – *La dimensione del
benessere relazionale è quella che ottiene il punteggio più alto (69,3, che
sale a 71,3 tra i maschi, scendendo a 67,5 tra le femmine), tra quelle che
compongono l’*Indice sintetico di Well-Fare.*Anche in questo caso il valore
dell’indice risulta più elevato tra i giovani della fascia “30-35 anni”
(71,3/100), mentre il campione di 15-19 anni presenta il risultato
inferiore (pari a 66,9), con uno scarto di tre punti dagli intervistati di
“20-24 anni” (69,7) e di “25-29 anni” (69,0).
Tra le sei variabili selezionate per definire il benessere relazionale, la
maggiore soddisfazione deriva dalle relazioni amicali (71,1) e dal supporto
ricevuto dagli amici (punteggio 73,8), con scarti non marginali rispetto
alla risposta della famiglia sia in termini di supporto (69) sia,
soprattutto, di ascolto (68); ancora inferiore risulta infine il punteggio
assegnato allo “specchio sociale”, cioè all’apprezzamento ricevuto dalla
comunità (con un indice pari a 67,6), mentre il risultato più basso (pari a
65) è quello assegnato al livello di integrazione nella società.
Il campione maschile registra in tutti i casi indici di soddisfazione
superiori alla componente femminile, con valori mediamente superiori a 7
punti; tra le giovani, gli indici risultano quindi decisamente più bassi,
avvicinandosi a quelli del campione maschile soltanto in relazione al
“supporto degli amici” (con un punteggio pari a 73/100, contro 74,7 tra i
maschi). Le maggiori criticità si osservano in relazione all’integrazione
nella società (punteggio pari a 64,9) e all’ascolto in famiglia (dove il
voto risulta pari a 65,4, a fronte di 70,8 tra i loro coetanei maschi).
Passando all’analisi descrittiva dei risultati, a considerare “ottime” le
proprie relazioni amicali è un intervistato su 4 (il 24,4%), ovvero una
percentuale sostanzialmente analoga a quella che le definisce “discrete”
(24,8%). Ben più numerosi risultano gli intervistati che esprimono un
livello di soddisfazione “buono” (44,3%), mentre piuttosto marginali
risultano le percentuali dei giudizi apertamente “negativi”, che le
definiscono cioè “cattive” (4,4%) o “pessime” (2,1%).
*Uno spazio sociale accogliente, sicuro e ricco di servizi per consentire
il **Benessere Spaziale** dei giovani – *Per quanto riguarda la dimensione
del benessere spaziale dei giovani, declinata come giudizio sulla qualità
dell’ambiente fisico e sociale in cui vivono, il valore dell’indice emerso
tra gli intervistati, pari a 56,9, conferma un punteggio tra i maschi
(60,4) nettamente superiore a quello delle femmine (53,7), così come una
maggiore soddisfazione tra i giovani del Nord (58,2) rispetto a quelli del
Centro (57) e del Sud (55,2).
In termini più analitici soltanto il 7,1% dei giovani giudica “ottimo” il
livello di soddisfazione per la qualità dell’ambiente in cui vive (spazi,
relazioni, sicurezza, inquinamento, ecc.), mentre la frequenza di quanti lo
definiscono “buono” (36,2%) è inferiore a quella del termine “discreto”
(38,1%). Infine, quasi un quinto dei giovani esprime una valutazione
apertamente negativa, definendo la qualità dell’ambiente in cui vive
“cattiva” (14,6%) o “pessima” (4%).
Osservando inoltre il peso attribuito dai giovani ai diversi fattori
ambientali nel determinarne il livello di benessere, l’offerta di servizi
pubblici (trasporti, sanità, istruzione, ecc.) è considerata essenziale,
raccogliendo un punteggio medio pari a 91,9 (in una scala da 0 a 100), così
come avviene anche per la disponibilità di spazi in cui sentirsi a proprio
agio (91,1) e per il fatto di sentirsi al sicuro nel proprio quartiere
(88,6). Più distante il punteggio assegnato alla possibilità di vivere in
un’abitazione di proprietà (77,7).
*La capacità di valorizzare le opportunità cui si è avuto accesso, quale
chiave del **Benessere Sociale **dei giovani – *All’interno dell’*Indice
sintetico di Well-Fare*, la dimensione del benessere sociale ottiene un
punteggio medio pari a 63,7 (63,1 tra le femmine e 64,4 tra i maschi),
collocandosi anch’essa nell’area della “prevalente soddisfazione”. Ancora
una volta il risultato più alto è indicato dal campione della fascia “30-35
anni” (66,4), seguita dalla fascia “15-19 anni” (65,3), mentre punteggi
medi inferiori si rilevano tra i giovani delle due fasce “intermedie” (62,9
in quella “20-24 anni” e 63,4 in quella “25-29 anni”).
Tra i singoli fattori considerati, le maggiori criticità si rilevano per la
partecipazione attiva (con un valore pari a 52,8), mentre quasi
sovrapponibili, e decisamente più alti, risultano i punteggi attribuiti
dagli intervistati alla soddisfazione per le condizioni sociali di partenza
(69) e per la propria capacità di valorizzare le opportunità cui si è avuto
accesso (69,3).
Accanto a quanto sopra evidenziato, i giovani intervistati attribuiscono
una forte rilevanza ai modelli sociali/culturali condivisi, definendoli
“importanti” con il 67,4% delle adesioni, anche se circa un terzo del
campione esprime la valutazione contraria, definendoli “poco” (28,5%) o
“per niente importanti” (4,1%).
Il 21,8% del campione afferma inoltre che le esperienze/situazioni di
isolamento subite (esperienza condivisa da quasi 9 intervistati su 10)
hanno influenzato “molto” negativamente il proprio benessere psicologico,
mentre per il 39,5% hanno avuto effetti “piuttosto negativi”. Gli effetti
negativi dell’isolamento sembrano riguardare più diffusamente le giovani
donne, che nel 67% dei casi riconoscono un impatto “molto” o “abbastanza
negativo” (contro il 54,9% dei maschi); allo stesso modo, la fascia più
colpita risulta essere quella di “20-24 anni”, che nel 64,5% dei casi
segnala conseguenze negative derivanti dalle esperienze di isolamento,
seguita dal campione di 15-19 anni (60,3%) e di 25-29 anni (60,9%).
*UN ATTEGGIAMENTO OTTIMISTICO PER MIGLIORARE LE PROPRIE CONDIZIONI – *Al di
là delle criticità sottolineate, i giovani si collocano complessivamente
nell’area di una “prevalente soddisfazione” per le diverse dimensioni che
definiscono il benessere, esprimendo in termini prospettici un
atteggiamento ancora più positivo e di prevalente fiducia.
Gli intervistati “prevalentemente” (38,6%) o “totalmente ottimisti” (5,1%)
rappresentano infatti la maggioranza relativa del campione (pari al 43,7%,
che scende al 38,7% tra le giovani donne, salendo al 49,1% tra i maschi).
Il 33,2% dei giovani si dichiara invece “né pessimista né ottimista”,
mentre il restante 24,1% (poco meno di 1 intervistato su 4), vede in futuro
in termini pessimistici.
A manifestare maggiore ottimismo è il campione della fascia 15-19 anni
(50,5% delle indicazioni), seguiti dai 30-35enni (46,6%) e dai 20-24enni
(44,7%), mentre le più forti criticità si riscontrano tra i 25-29enni,
pessimisti nel 25,6% dei casi (e ottimisti soltanto nel 39,5%). Un futuro
più positivo è inoltre prefigurato dai giovani del Nord, “ottimisti” nel
45,9% dei casi, a fronte del 42,7% tra quelli del Sud e del 40,6% al Centro.
Anche sul fronte delle previsioni nel medio periodo, la maggioranza degli
intervistati immagina che la propria condizione tra 5 anni sarà migliore di
quella attuale: per il 48,8% sarà leggermente migliore e per un
significativo 20,7% sarà “molto migliore”. Soltanto l’8,8% prevede un
peggioramento della propria condizione tra 5 anni (11,4% al Sud), mentre un
giovane su 5 (il 21,6%) prevede una sostanziale stabilità.
*—*
*Il suo indirizzo è tra quelli che hanno richiesto di ricevere i comunicati
stampa del Consiglio Nazionale dei Giovani, oppure è stato selezionato tra
gli indirizzi delle redazioni di testate che si occupano del tema della
presente nota.*
*Rispetta l’ambiente. Non stampare
questa e-mail se non è necessario.*
*Questa e-mail è riservata esclusivamente al destinatario. Tutte le
informazioni ivi contenute, compresi eventuali allegati, sono da ritenere
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