(AGENPARL) - Roma, 9 Ottobre 2024 - (AGENPARL) – mer 09 ottobre 2024 **Consiglio della Provincia autonoma di Bolzano**
Comunicato del 09/10/2024, ore 18:09
Consiglio
Lavori Consiglio: Organismo di garanzia per casi di violenza sessuale, Il valore del settore culturale e creativo
**Disegno di legge del Team K, mozione del Gruppo verde. Domani alle ore 10.00 la presentazione da parte del presidente della Provincia della relazione sulle società partecipate.**
È stato presentato oggi in Consiglio provinciale il Istituzione di un Organismo di garanzia per i casi di violenza a sfondo sessuale (presentato dai conss. Ploner F., Köllensperger, Ploner A. e Rieder). Illustrandolo, il primo firmatario Franz Ploner (Team K) ha fatto riferimento al gruppo di lavoro costituito sulla base della mozione n. 541/22 dell’ultima legislatura, con l’obiettivo di affrontare in modo più incisivo il tema degli abusi sessuali, che aveva chiesto tra l’altro l’istituzione di un Organismo di garanzia per i casi di violenza a sfondo sessuale. Nella relazione accompagnatoria al disegno di legge si cita: “Si propone di prendere spunto dall’esperienza maturata nella Repubblica Federale Tedesca a partire dal 2010 e di seguire un approccio analogo in provincia di Bolzano. L’istituzione di un/una Referente indipendente (organismo di garanzia) che si occupi della tematica degli abusi sessuali, di una Commissione indipendente incaricata di esaminare i casi di abusi nonché di un Consiglio delle vittime consentirebbe di affrontare questo complesso problema di grande attualità nella nostra provincia in modo coordinato, organico e a lungo termine. La violenza sessuale e a sfondo sessuale, così come l’abuso sessuale di minori e di persone vulnerabili, sono problemi sociali assai diffusi che si manifestano anche nella nostra provincia. Questi incresciosi episodi si verificano di norma nello stretto contesto sociale delle vittime. In considerazione dell’elevata complessità, della responsabilità in capo alla società nel suo complesso e delle molteplici sfaccettature che questa problematica presenta, è opportuno istituire un punto di contatto aperto al pubblico che sostenga le vittime dirette e indirette di violenza sessuale e offra loro aiuto”. L’“Organismo di garanzia per i casi di violenza a sfondo sessuale” è strutturato sul modello dell’Ufficio del/della Garante per l’infanzia e l’adolescenza. Insieme a Commissione d’inchiesta indipendente e Consiglio delle vittime, per il coinvolgimento strutturato delle persone che hanno subito violenza sessuale, “contribuisce a rompere il silenzio, a dare forza alle vittime e a sensibilizzare sul problema la società nel suo complesso”, così Ploner, evidenziando che l’organismo può dare un forte contributo allo sradicamento degli abusi sessuali nella società; in provincia di Bolzano manca ancora un punto di contatto sicuro e riservato per le persone che hanno vissuto esperienze così traumatiche, mentre va detto che la Chiesa si è data da fare in questo senso. Si è quindi augurato disponibilità ad approvare questo disegno di legge provinciale, alla cui stesura hanno collaborato il prof. Lintner e la Difesa civica, nonché la dott.ssa Brunner del citato gruppo di lavoro.
Brigitte Foppa (Gruppo verde) ha ricordato l’audizione in aula della dott.ssa Monika Hauser, creatrice di una rete internazionale per aiutare le donne vittime di violenza sessuale, che è di fatto un’arma di guerra. Questa aveva anche riferito di un gruppo di donne venostane che si erano rivolte al suo ambulatorio riferendo di violenze sessuali di tanti anni fa. Ha poi fatto riferimento al dramma dei bambini abusati da persone di cui si fidano, e ai sospetti ingiustificati verso le donne che riescono a denunciare solo dopo tanti anni. Anche lei aveva partecipato ad alcune sedute del gruppo di lavoro, e poteva testimoniare il lungo processo che ha originato il disegno di legge: ora la strada sembra pronta per affrontare questo tema, come ha già fatto la Chiesa, ed è fondamentale occuparsene. Approvare il disegno di legge, che in commissione era stato respinto, sarebbe un segnale veramente importante verso le vittime di violenza sessuale.
Paul Köllensperger, cofirmatario, ha contestato le critiche della maggioranza sui media, secondo cui Franz Ploner vorrebbe approfittare delle vittime: “Mi vergognerei di parlare in questo modo con la stampa”
“Dietro ogni caso di abuso sessuale c’è una storia personale, che è difficile ascoltare ma di cui è difficile parlare se ci riguarda personalmente”, ha detto Sven Knoll (Süd-Tiroler Freiheit), riferendo che sua nonna aveva raccontato degli abusi sessuali perpetrati da soldati nel suo paese durante la guerra mondiale: una donna violentata e rimasta incinta aveva poi partorito su un carro bestiame, e il bambino era stato buttato fuori – come si riesce poi a condurre una vita normale, dopo una simile esperienza? Il trauma rimane e non compare mai. Una donna su tre è colpita da abusi sessuali, ma questo può riguardare anche gli uomini, soprattutto in aree di guerra, e questo è accaduto anche in provincia di Bolzano negli anni ‘60, nelle caserme. Il Consiglio dei Comuni propone di integrare l’organo in un istituto già esistente, ma c’è bisogno di un apposito organo. Le persone, che spesso sviluppano sensi di colpa, non vanno lasciate sole.
Waltraud Deeg (SVP) ha condiviso in pieno le parole di Knoll, e invitato a prendere sul serio il tema. Spesso le vittime non hanno il coraggio di parlare, e va detto che la società spesso tutela gli aggressori. Ha quindi riportato la propria esperienza da volontaria a contatto con le donne, occasioni in cui si è confrontata con testimonianze che arrivavano da background sociali ben diversi; ha poi ricordato la sua proposta di uno sportello a livello comprensoriale che era stata stralciata dal disegno di legge sulla prevenzione della violenza, trasformato poi in legge 13/2021,, cui aveva fatto seguito la mozione del Team K e poi l’istituzione del gruppo di lavoro citato. Il disegno di legge in esame si riferisce però alla realtà della Germania, dove al contrario che in Italia non esiste il cosiddetto “obbligo di referto” e quindi di segnalazione e dove esiste anche un protocollo a livello di assistenza sanitaria. L’organo di garanzia, di cui c’è bisogno, deve essere inserito in questa realtà, ci vogliono risposte giuste e adeguate a chi chiede aiuto e protezione. Si tratta di considerare le vittime: il tema non si presta a giochetti politici.
Maria Elisabeth Rieder (Team K) ha rilevato quanto lavoro c’è stato all’origine del disegno di legge, e ricordato l’audizione di Hauser. Istituire questo organismo presso un’istituzione di garanzia già esistente non va bene: è importante che se ne occupino esperte ed esperti, e che ci sia uno spazio tutelato a disposizione. Il gruppo di lavoro ha proposto una Commissione indipendente e un Consiglio delle vittime. Rieder si è appellata a tutti i colleghi chiedendo di approvare il disegno di legge, anche confrontandosi su eventuali modifiche. Votare contro sarebbe un colpo basso alle vittime.
Brigitte Foppa (Gruppo verde) è intervenuta di nuovo per invitare a rispettare le regole: il disegno di legge dell’opposizione va trattato come tutti gli altri, preparandosi e presentando emendamenti. Se Deeg ha una proposta alternativa può presentare degli emendamenti.
L’ass. Rosmarie Pamer ha chiarito che il tema è molto importante per la Giunta, e ricordato che in commissione legislativa la propria direttrice di Dipartimento aveva spiegato perché il disegno di legge sarebbe stato da ritirare. In quanto ai messaggi ai media prima del dibattito in aula, è una pratica che il Team K utilizza molto spesso. Nel disegno di legge si parla quasi solo di violenza sessuale, e non di abusi sessuali; la mozione riguardava il superamento del tabù dell’abuso sessuale a livello sociale e misure di superamento del relativo tabù a libello collettivo e individuale: il problema non va minimizzato, va resa giustizia alle persone coinvolte. Si dice che non è stato fatto nulla, ma non è vero: è stato dato l’incarico di elaborare un apposito disegno di legge, che ora è quasi pronto, mentre l’autore del dlp in discussione ha preso la propria strada. Il disegno di legge di 16 articoli, che verrà presentato presumibilmente a novembre, è più ampio, punta a rompere il tabù a livello sociale e a introdurre misure preventive. La proposta in esame è troppo poco e non rende giustizia alla tematica, disciplina solo una misura. L’assessora ha chiesto quindi di ritirare il disegno di legge, per non dare un segnale sbagliato all’esterno. Franz Ploner ha replicato che sono circa 100 le segnalazioni settimanali al Tribunale dei minori, il che è spaventoso: l’introduzione di un organismo di garanzia è fondamentale per questo. Il disegno di legge era stato elaborato con l’allora Difensora civica Morandini, ora direttrice di Dipartimento dell’ass. Pamer. Ha quindi rilevato le difficoltà per l’opposizione di far approvare, o almeno discutere, un proprio disegno di legge. Ci sono fuori dall’aula persone che hanno bisogno urgente di sostegno ed empatia per elaborare il loro dolore. Il consigliere ha quindi chiesto votazione nominale. Il presidente Arnold Schuler ha quindi messo in votazione il passaggio alla discussione articolata, che è stato respinto con 16 no e 15 sì.
Brigitte Foppa (Gruppo verde) ha quindi presentato la Il valore del settore culturale e creativo in Alto Adige (presentata dai conss. Foppa, Rohrer e Oberkofler il 12/08/2024), con la quale proponeva di incaricare la Giunta provinciale (1) di commissionare a una struttura indipendente un’indagine della situazione economica dell’industria culturale e creativa in Alto Adige; (2) di incentrare l’indagine sul numero delle imprese e liberi professionisti, sul fatturato dell’industria culturale e creativa nonché sul valore aggiunto lordo di questo settore; (3) di pubblicare i risultati dell’indagine all’interno di un rapporto comprendente gli indicatori economici; (4) di coinvolgere per l’intera durata del progetto gli attori direttamente interessati nonché esperte ed esperti, ovvero di raccogliere le loro richieste. In Germania, ha ricordato la consigliera, il Ministero federale dell’economia e dell’energia (BMWi) incarica ogni anno aziende esterne di analizzare gli indicatori economici dell’industria culturale e creativa: ne risulta che nel 2021 essa ha prodotto all’incirca 103,7 miliardi di euro di valore aggiunto lordo, con un numero di occupati che supera qualsiasi altro settore. Foppa ha chiarito che esiste uno studio in merito del WiFo, che però riguarda solo gli incentivi del settore culturale e creativo, quindi una piccola parte degli attori.
Sandro Repetto (Partito Democratico), appoggiando la mozione, ha ricordato una propria mozione in merito del giugno 2019, “naturalmente bocciata”, nonché che nel 2003-2004 la Provincia promosse con il Comune di Bolzano un Osservatorio culturale, per valutare le attività del settore, considerare investimenti, promuovere uno studio e linee guida per avvicinare il pubblico. È fondamentale nell’ambito della provincia promuovere la comprensione della produzione culturale, per capire la fruibilità del pubblico e le tendenze dei giovani. Non esistono solo le iniziative orientate al turismo.
Alex Ploner (Team K) ha invitato a considerare insieme “cultura” ed “economia”, e fatto riferimento a uno studio del 2022 della Camera di commercio; si parla di 1 mld di valore aggiunto, a fronte di 16.600 dipendenti nel settore. Tuttavia, bisogna evitare di trasmettere il messaggio che “se non rendi, non ha senso”. Il dibattito si è animato anche dopo la pandemia.
Madeleine Rohrer (Gruppo verde), cofirmataria, ha chiarito che l’alto Adige raccoglie dati su tante cose, appartamenti sfitti, dati turistici, emissioni di CO2, e questo al fine di prendere le migliori decisioni politiche. Questo dà visibilità a determinati settori, ed è quindi importante farlo anche per il settore creativo.
Sven Knoll (Süd-Tiroler Freiheit) ha criticato che ci si concentrasse troppo su aziende e liberi professionisti, essendoci anche tante persone che fanno cultura a livello volontario: anche lì viene creato valore aggiunto. Per questo ha chiesto di valutare separatamente il punto (2), ritenendo molto importante il punto (1) e apprezzando molto il punto (4). Il terzo settore ha molto a che vedere con il mondo creativo e culturale, e le associazioni vanno aiutate, anche a fronte del grande sforzo burocratico che devono affrontare.
Andreas Leiter Reber (Freie Fraktion) ha ringraziato per la mozione, associandosi alle critiche al punto (2) e ritenendolo non necessario. L’indagine deve coprire sia la parte economica che il lavoro di volontariato svolto in quest’ambito.
Jürgen Wirth Anderlan (JWA), definendosi “un artista che non ha avuto molto successo”, ha chiarito che chi va talento va incentivato, e il reinserimento del registro del terzo settore provinciale aiuterebbe tutte le associazioni
La seduta di oggi è terminata.
La seduta di domani mattina inizierà alle ore 10.00 con la presentazione da parte del presidente della Provincia della relazione sulle società partecipate prevista dall’art. 108-quinquies del regolamento interno.
**MC**
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