(AGENPARL) - Roma, 9 Ottobre 2024 - (AGENPARL) – mer 09 ottobre 2024 **Fiera Toscana del Lavoro, Fse+ 21/27, già attivate metà delle risorse
del settennato**
/Scritto da Redazione, mercoledì 9 ottobre 2024 alle 19:24/
Ad un anno e mezzo dalla partenza effettiva della programmazione 21-27, la
Toscana ha attivato quasi la metà delle risorse del Fondo Sociale Europeo
plus. Su oltre un miliardo e 83 milioni di euro di dotazione complessiva
che dovrà essere rendicontata entro il dicembre 2029, il 42% è già stato
“movimentato”.
Il Fondo Sociale Europeo, nel frattempo diventato plus, è lo storico fondo
UE dedicato al sostegno dell’inclusione socio-lavorativa. Oggi è al centro
della seconda giornata della Fiera Toscana del Lavoro alla Fortezza da
Basso di Firenze, mentre si susseguono i colloqui di lavoro tra candidate,
candidati e aziende.
Sono state attivate circa 150 procedure, finanziati 2.730 progetti,
raggiunti circa 102 mila destinatarie e destinatari. La partecipazione
delle donne è pari al 48%, mentre 14.723 sono finora i giovani dai 18 ai
35 anni (esclusi bambini, bambine, ragazze e ragazzi in età scolare)
beneficiari. Circa 90mila i minorenni raggiunti dai laboratori PEZ
(Progetti Educativi Zonali).
“Grazie a questo Fondo – ha sottolineato l’assessora a istruzione,
formazione professionale, lavoro, Università e ricerca, pari opportunità
Alessandra Nardini, nell’intervento di apertura della giornata -, come
Regione stiamo sostenendo interventi come il rafforzamento del sistema
regionale degli ITS Academy, ampliandone l’offerta formativa,
l’introduzione di piani di welfare aziendale nelle imprese per favorire la
conciliazione tempi di vita e di lavoro e una più equa distribuzione del
carico di cura. Inoltre stiamo continuando a finanziare una misura virtuosa
come le Borse di dottorato Pegaso che mette in rete le Università toscane,
fino alla nuova principale misura messa in campo in questa legislatura:
Nidi Gratis. Quest’ultima – ha proseguito – mi rende particolarmente
orgogliosa perché afferma un principio chiaro: il nido deve essere un
diritto per tutte le bambine e per tutti i bambini e non un privilegio per
chi nasce in una famiglia che può permettersi di sostenerne il costo. Il
nido, infatti, è il primo strumento per combattere povertà e
disuguaglianze educative e poi, in secondo luogo, è anche uno strumento di
conciliazione per le famiglie. In questi primi due anni abbiamo gia’
garantito questa opportunità a circa 27 mila bambine e bambini”.
Oggi all’incontro, oltre a dirigenti regionali, beneficiarie e beneficiari
delle misure finanziate con il Fondo, hanno partecipato in
videocollegamento l’Autorità di gestione del Pr Fse+ 21-27 della Toscana
Elena Calistri, e il vice capo unità direzione generale Occupazione,
affari sociali e inclusione della Commissione europea Leonardo Colucci.
“Il Fondo Sociale Europeo Plus – ha aggiunto l’assessora Nardini – è una
leva straordinaria per migliorare le condizioni di vita delle cittadine e
dei cittadini toscani, per promuovere pari opportunità, per combattere
tutte le disuguaglianze esistenti, siano essere di genere, generazionali o
territoriali”. “Le misure che mettiamo in campo – ha concluso – sono
davvero tantissime e si pongono proprio l’obiettivo di garantire a tutte le
persone pari diritti e dignità: la lotta contro le disuguaglianze è il
filo rosso che guida le nostre scelte, perché vogliamo una Toscana dove
non ci siano né persone, né territori, di serie A e di serie B”.
Durante la mattinata, spazio anche ad alcune azioni innovative finanziate
dal Fse+21/27. Tra queste un avviso rivolto a Comuni e Unioni di Comuni da
circa un milione e 750 mila euro, che resterà aperto fino alla fine di
ottobre. Riguarda misure di rigenerazione attraverso la promozione della
partecipazione attiva per prevenire fenomeni di disagio e insicurezza. A
parlarne è intervenuto l’assessore alla cultura della legalità e alla
sicurezza Stefano Ciuoffo. “Il nostro compito – ha detto – è contribuire
alla tenuta della coesione sociale delle comunità, cercando di intervenire
prima che i processi di degrado producano fenomeni di esclusione
degenerazione del tessuto. Ma se sosteniamo solo la rigenerazione urbana
materiale dei luoghi intercettiamo solo una parte del problemi connessi
alle trasformazioni delle città. Occorre dunque dare supporto alla
rigenerazione delle comunità locali, delle diverse criticità. Per questo
– ha concluso – vogliamo sperimentare un percorso nuovo. Cerchiamo di
valorizzare e attivare cittadini, volontariato, in processo integrato.
Nelle aree che presentano segni di affaticamento l’importante è recuperare
un senso di appartenenza e restituire ai cittadini l’idea che ognuno può
essere una soluzione”.
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