
Mercoledì, circa 17 milioni di elettori registrati si recheranno alle urne in Mozambico per un’elezione definita “storica” e “guidata dai giovani”. Queste elezioni segnano l’inizio di una nuova fase politica nel Paese, con una nuova generazione di politici pronta a subentrare alla vecchia guardia dell’era pre-indipendenza. Si eleggerà un nuovo capo di Stato e 250 membri del parlamento, segnando una svolta decisiva per la politica mozambicana.
Il presidente in carica, Filipe Nyusi, concluderà il suo secondo mandato quinquennale a gennaio dell’anno prossimo, come previsto dalla Costituzione, che gli impedisce di prolungare il suo mandato. L’uscita di Nyusi, in carica dal 2015, segna la fine di un ciclo politico e apre la strada a una nuova leadership che dovrà affrontare sfide significative. Tra queste, vi è la necessità di risolvere questioni legate alla sicurezza, all’economia e alla corruzione, che hanno caratterizzato l’ultimo decennio del Paese.
Secondo molti analisti, le elezioni riflettono un cambiamento generazionale importante. I politici che hanno vissuto e guidato il Paese dall’indipendenza nel 1975 lasciano gradualmente spazio a volti più giovani, con approcci innovativi per affrontare problemi radicati.
Secondo la Commissione elettorale nazionale (CNE), oltre 36 partiti politici parteciperanno alle elezioni a diversi livelli. Tuttavia, la competizione presidenziale si concentrerà principalmente su quattro candidati approvati dal Consiglio costituzionale. Tra questi, Daniel Chapo, candidato del Fronte di liberazione del Mozambico (FRELIMO) e governatore della provincia di Inhambane, è il favorito, considerando che il FRELIMO ha vinto tutte le elezioni dal 1975.
Chapo, 47 anni, potrebbe diventare il quinto presidente del Mozambico indipendente, succedendo a Samora Machel, Joaquim Chissano, Armando Guebuza e Filipe Nyusi. Tuttavia, si prevede una sfida serrata con Venancio Mondlane, candidato indipendente, e gli altri due candidati, Ossufo Momade dell’ex movimento ribelle Renamo e Lutero Simango del Movimento Democratico del Mozambico (MDM).
Nonostante la predominanza storica del FRELIMO, l’analista politico Charles Mangwiyo ha avvertito che “è troppo difficile prevedere il vincitore”. La partecipazione massiccia e i messaggi convincenti dei candidati hanno reso incerto l’esito finale, che sarà noto solo una volta che i risultati verranno ufficialmente annunciati, 15 giorni dopo le elezioni.
Uno dei temi chiave che domina il dibattito elettorale è l’insurrezione nella provincia settentrionale di Cabo Delgado, ricca di gas, dove l’instabilità ha costretto oltre 1,3 milioni di persone a fuggire. Dal 2007, il Paese è impegnato a combattere l’insurrezione, che ha portato a una crisi umanitaria e ha gravemente ostacolato lo sviluppo economico dell’area.
Un altro problema di grande rilevanza è la corruzione, che ha minato la fiducia nelle istituzioni. Lo scandalo del “tuna bond”, che ha coinvolto 2 miliardi di dollari destinati a progetti di pesca, è emblematico della gestione poco trasparente delle risorse pubbliche. Nonostante le ricchezze naturali del Mozambico, la crescita economica non ha beneficiato la popolazione, con livelli stagnanti di PIL pro capite negli ultimi dieci anni.
Sul fronte delle risorse naturali, il Paese sta affrontando una grave siccità, esacerbata dalle condizioni meteorologiche dovute al fenomeno El Niño. Secondo il World Food Programme (WFP), circa 1,3 milioni di persone stanno vivendo una situazione di grave insicurezza alimentare.
In aggiunta, il Mozambico sta vivendo un periodo di disoccupazione massiccia, soprattutto tra i giovani. La sfida economica del nuovo presidente sarà creare opportunità di lavoro in un Paese in cui il 62% della popolazione vive in condizioni di povertà estrema, secondo i dati della Banca Mondiale.
Il prossimo presidente del Mozambico avrà davanti a sé la sfida di promuovere la pace e la stabilità, soprattutto nella tormentata provincia di Cabo Delgado. Chapo, uno dei favoriti, ha sottolineato la necessità di ripristinare le infrastrutture e garantire la sicurezza nella regione per permettere la ripresa economica. Allo stesso tempo, i candidati dell’opposizione hanno espresso l’intenzione di affrontare le cause profonde dell’insurrezione, come la mancanza di opportunità economiche e l’esclusione politica.
Le elezioni del Mozambico, dunque, non sono solo una scelta tra candidati, ma rappresentano una svolta cruciale per il futuro del Paese. L’attesa è alta, mentre il Mozambico si prepara a voltare pagina e ad abbracciare un nuovo capitolo della sua storia politica.
