(AGENPARL) - Roma, 3 Ottobre 2024 - (AGENPARL) – gio 03 ottobre 2024 L’olimpionico Giuseppe Delfino entra a far parte della “FIE Hall of
Fame”. Il Presidente federale Paolo Azzi: “Doveroso riconoscimento della
scherma mondiale a un campione esemplare”
Il nome del grande schermidore azzurro Giuseppe Delfino entra a far
parte della “Hall of Fame” della Federazione Internazionale di Scherma.
Il Comitato Esecutivo della FIE, infatti, ha accolto la candidatura
presentata dalla Federazione Italiana Scherma inserendo l’olimpionico
torinese nel gotha mondiale di tutti i tempi.
Giuseppe Delfino, classe 1921, specialista della spada, partecipò in
carriera a ben quattro edizioni dei Giochi Olimpici vincendo sei
medaglie. Affascinante, ricca di blasone sportivo e umanità, la sua
storia ha vissuto tappe e vicende straordinarie. Lavorava in fabbrica,
prima alla Fiat e poi come funzionario alla Michelin, e per partecipare
ai vari tornei internazionali utilizzava i giorni di ferie.
Il 6 settembre del 1960, ai Giochi della XVII Olimpiade a Roma, Delfino
conquistò all’ultimo respiro l’oro nella spada individuale. Lo spadista
azzurro aveva iniziato a tirare di scherma alla fine degli Anni Trenta,
nella palestra del dopolavoro FIAT di Torino, ed era stato costretto a
interrompere la sua carriera agonistica a causa della Seconda Guerra
Mondiale. Cinque anni dopo il cessate il fuoco, fu convocato in
Nazionale in occasione dei Campionati del Mondo del 1950 a Montecarlo,
dove conquistò il titolo iridato nella prova a squadre, che poi si
aggiudicò dal 1953 al 1955, nel 1957 e nel 1958, oltre al bronzo
individuale vinto a Budapest nel 1959. Ai Giochi di Roma era senza
dubbio tra i favoriti, viste le tre medaglie olimpiche vinte ad Helsinki
nel 1952 e a Melbourne nel 1956: due ori a squadre e un argento
individuale. Quattro anni prima, nell’Olimpiade australiana, dovette
arrendersi a Carlo Pavesi, al termine di uno spareggio infinito, del
quale fu protagonista anche Edoardo Mangiarotti, che completò un podio
interamente azzurro.
Al torneo di spada individuale a Roma 1960 – con in pedana 69 atleti in
rappresentanza di 32 Paesi – Delfino trionfò al Palazzo dei Congressi
davanti al britannico Allan Jay e al sovietico Bruno Habarovs. Per il
38enne torinese i Giochi romani si conclusero con un doppio oro, grazie
anche al successo a squadre con Edoardo Mangiarotti, Carlo Pavesi,
Alberto Pellegrino, Fiorenzo Marino e Gianluigi Saccaro, prima di
rientrare immediatamente al lavoro perché le sue ferie erano finite.
Quattro anni dopo, a Tokyo 1964, l’argento vinto con la squadra degli
spadisti rappresentò la sua sesta medaglia olimpica in quattro edizioni.
Morì nel 1999 all’età di 77 anni.
“_L’ingresso di Giuseppe Delfino nella FIE Hall of Fame è un ulteriore
motivo d’orgoglio e un onore per tutta la scherma italiana _- le parole
del Presidente federale Paolo Azzi -. _Un doveroso riconoscimento a una
figura leggendaria della nostra disciplina, che ha scritto straordinarie
pagine di storia dello sport italiano. Siamo estremamente felici di aver
ottenuto un’ulteriore incoronazione a livello internazionale per un
campione esemplare, anche oltre la pedana, soprattutto perché soltanto
quattro atleti, ogni anno, possono entrare a far parte di questa élite
della scherma mondiale in cui l’Italia è sempre più rappresentata_”.
Istituita nel 2013, la FIE Hall of Fame celebra gli “eroi” della scherma
di tutto il mondo, del passato e del presente, per rendere omaggio alle
prestazioni e al contributo che ciascuno di loro ha dato negli anni a
questo sport. Ne fanno parte in tutto ben 20 protagonisti della scherma
italiana: Marcello Baiocco, Diana Bianchedi, Francesca Bortolozzi,
Giancarlo Brusati, Andrea Cipressa, Sandro Cuomo, Mario Favia, Giulio
Gaudini, Edoardo Mangiarotti, Michele Maffei, Giuseppe Mazzini, Aldo
Montano, Mario Aldo Montano, Nedo Nadi, Renzo Nostini, Mauro Numa,
Cesare Salvadori, Giovanna Trillini, Valentina Vezzali e adesso anche
Giuseppe Delfino. —
_foto FIS – liberamente pubblicabili_
Dario Cioffi
Addetto Stampa
Federazione Italiana Scherma
Viale Tiziano 74, ROMA
www.federscherma.it [1]
Links:
——
[1] http://www.federscherma.it
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