
La guerra in Ucraina ha rivelato nuove sfide per le strategie di difesa delle nazioni occidentali, dimostrando la necessità di un coinvolgimento dell’intera società nella difesa nazionale. Un recente rapporto della Commissione per le relazioni internazionali e la difesa della Camera dei Lord del Regno Unito avverte che l’esercito britannico è troppo piccolo per affrontare conflitti estesi come quello in Ucraina e per adempiere efficacemente agli impegni della NATO. Questo, secondo il rapporto, rende evidente la necessità di un approccio di “difesa totale” che coinvolga non solo le forze armate, ma l’intera società.
Tuttavia, una delle sfide principali per il governo britannico è quella di comunicare queste esigenze all’opinione pubblica senza suscitare allarme o timori eccessivi, specialmente in relazione alla coscrizione, argomento delicato e ampiamente respinto dalla popolazione. Il rapporto sottolinea l’importanza di elaborare attentamente qualsiasi proposta che preveda il coinvolgimento dei cittadini nella difesa, senza far degenerare il discorso verso la reintroduzione della leva obbligatoria, che rischierebbe di polarizzare l’opinione pubblica.
Il rapporto parlamentare indica che l’attuale dimensione e struttura delle Forze armate britanniche sono basate su presupposti superati. L’idea che eventuali conflitti futuri sarebbero brevi e risolti in poche settimane è stata smentita dalla realtà della guerra in Ucraina, dove uno scontro prolungato tra due stati tecnologicamente avanzati ha dimostrato che la sola tecnologia non è sufficiente per concludere rapidamente le ostilità. L’esercito britannico, pur ben addestrato ed equipaggiato, è ritenuto troppo ridotto per gestire conflitti estesi o simultanei.
Inoltre, il rapporto critica la riduzione del personale militare britannico, una scelta che è stata giustificata dalla crescente sofisticazione tecnologica delle forze armate. Tuttavia, l’esperienza ucraina ha dimostrato che numeri ridotti non possono essere completamente compensati da tecnologie avanzate. Il documento definisce questa una “wake-up call”, sottolineando la necessità di rivedere la pianificazione della difesa del Regno Unito.
Un altro punto centrale del rapporto riguarda l’esempio fornito da paesi come la Finlandia e la Svezia, che hanno adottato il concetto di “difesa totale”, coinvolgendo tutti i settori della società nella pianificazione della difesa. In Finlandia, per esempio, sebbene l’esercito regolare sia piccolo, il paese può mobilitare rapidamente un gran numero di riserve civili. Questo approccio, che fa parte della cultura nazionale, consente ai paesi scandinavi di affrontare meglio le crisi, con una popolazione preparata e consapevole del proprio ruolo nella sicurezza nazionale.
Il rapporto esorta il governo britannico a prendere in considerazione questo modello e a educare il pubblico sull’importanza della resilienza nazionale. La difesa, afferma il documento, non dovrebbe essere vista come esclusiva responsabilità dell’esercito, ma come uno sforzo collettivo in cui anche la popolazione civile può contribuire.
Uno dei punti più delicati evidenziati dalla commissione riguarda il modo in cui il governo dovrà affrontare il discorso sulla difesa. Sebbene il concetto di coinvolgere la società sia necessario, esiste il rischio che qualsiasi dibattito su questo tema venga percepito come un preludio alla reintroduzione della coscrizione. Il ricordo dei dibattiti pubblici sul tema della leva, durante i quali giornali e politici hanno alimentato un clima di incertezza, è ancora vivido. Il rapporto sottolinea la necessità di evitare che queste discussioni si trasformino in un argomento divisivo, raccomandando di concentrarsi sul coinvolgimento volontario e sul rafforzamento delle riserve militari.
Nel frattempo, le forze armate britanniche stanno già rivedendo la propria organizzazione alla luce dell’esperienza maturata nel supporto all’Ucraina. Attraverso l’addestramento dei soldati ucraini e il coinvolgimento in operazioni dietro le linee del fronte, il Regno Unito ha riaperto la discussione su come creare un “esercito di cittadini” in grado di rispondere rapidamente a crisi improvvise. L’esperienza ucraina, secondo fonti del Ministero della Difesa, potrebbe fungere da “prova generale” per un eventuale futuro bisogno di mobilitazione nazionale nel Regno Unito.
Il rapporto della Camera dei Lord offre un’importante riflessione sul futuro della difesa britannica, evidenziando la necessità di adattarsi alle nuove minacce globali e di coinvolgere la società civile in uno sforzo collettivo di “difesa totale”. Mentre la sfida principale rimane quella di evitare il panico o l’opposizione pubblica, il concetto di resilienza nazionale sta emergendo come un elemento cruciale per affrontare i conflitti del futuro. Guardando agli esempi scandinavi, il Regno Unito dovrà lavorare per creare una maggiore consapevolezza pubblica e per sviluppare piani che permettano alla popolazione di contribuire alla sicurezza nazionale senza timori o resistenze.