

Siamo di fronte al primo cittadino di Cerda, Salvatore Geraci, Deputato Regionale della Lega. Un uomo con il quale si conversa piacevolmente ma soprattutto che ama la sua terra. Il territorio è unico, con una continua alternanza tra colline e pianure. Culla d’Arte e Letteratura. Noi oggi siamo a Cerda, un comune italiano di 4.959 abitanti della città metropolitana di Palermo, in Sicilia. Sorge in una zona collinare tra il Fiume Imera settentrionale e il Fiume Torto, ex feudo di Calcusa.
Domanda. Questo Paese che ha sempre vissuto in sordina, di agricoltura e mestieri artigianali, comincia ad avere un desiderio di identità grazie alla sua attività politica, come pensa di aiutarlo ad ottenerla?
Salvatore Geraci. I carciofi sono originari del bacino del Mediterraneo, tanto che nel nostro Paese coltivarli è una tradizione secolare. Conosciuti sin dai tempi degli antichi greci, oggi l’Italia è il primo produttore al mondo di carciofi, grazie agli innumerevoli siti produttivi situati in Sicilia, Sardegna e Puglia. La Sagra del Carciofo nasce nel 1982, fortemente voluta dall’Amministrazione Comunale dell’epoca per rendere omaggio al prodotto principe dell’Agricoltura locale, ossia “il carciofo spinoso cerdese”.
Domanda. Localizziamolo.
Salvatore Geraci. Cresce su due piane, una bagnata dal fiume Torto e una bagnata dal fiume Imera Settentrionale, che ci interessa di più.I terreni di Burgitabus, Bonfornello, Cerda, Termini Imerese, Sciara, Campofelice di Roccella, sono 700 ettari di terreno a carciofeto, un ortaggio principe della cucina siciliana.
Domanda. Perchè tanta attenzione e interesse su questo ortaggio?
Salvatore Geraci. Il carciofo, pianta alimentare di origine mediterranea, è uno dei prodotti agricoli tipici della provincia di Palermo, ma per Cerda è molto di più. Questo ortaggio simboleggia ed è colonna portante dell’intera economia locale. Si, vorrei portare l’attenzione su questo prodotto sia in campo nazionale che internazionale. L’evento stampa è stato presentato al Vinitaly, con una cena. Vinitaly and the City è dedicato al pubblico e agli appassionati con eventi, incontri, degustazioni per raccontare il vino. Il carciofo abbinato al vino è un connubio che va ben oltre il semplice fatto gastronomico. Presente la Stampa su larga scala, abbiamo suscitato l’interesse del TG1 Francese che darà spazio all’evento.
Domanda. Chi iniziò a fare degustare il carciofo?
Salvatore Geraci. Iniziò con una trattoria, ed oggi abbiamo diversi ristoranti. Potenziata e valorizzata negli anni, raggiunse l’apice della popolarità nel 1987 con la partecipazione alla trasmissione televisiva “Portobello”, che la porta a conoscenza di tutto il mondo. In diretta, durante lo svolgimento della trasmissione, è stato eretto ed inaugurato un “Monumento al Carciofo”, alto circa sette metri, che s’innalza maestoso nella principale Piazza Vito La Mantia. A giudizio di molti, la Sagra del Carciofo di Cerda è da considerarsi una delle più belle sagre del Meridione d’Italia e per questo ha richiamato l’attenzione e la partecipazione di rinomate e seguite trasmissioni televisive internazionali e nazionali, come “La vita in diretta” e “Linea Verde”;
Domanda. Perché la Sagra si svolge in una data particolare?
Salvatore Geraci. Si è voluto che coincidesse con il 25 aprile, data fondamentale, storicamente parlando della Liberazione d’Italia, conseguente alla seconda guerra mondiale. Da quest’anno si chiamerà “l’Italia del Carciofo”. Dal 2024 l’biettivo è uscire dall’Italia, andare all’estero per darci una internazionalizzazione. L’abbiamo inserita nel “Cynara Festival”. Tante novità in programma con buon cibo, grandi vini e ospiti d’eccezione, tra musica, cooking show e innovazione. Il culmine dell’evento è coinciso con il 25 aprile ovvero con la 42° Sagra del Carciofo.
Domanda. Oltre al carciofo pensate ad altri punti di richiamo per il turista e chi ama la Cultura?
Salvatore Geraci. A poche decine di chilometri verso Est si trova, infine, Himera, una delle colonie greche sulla costa Settentrionale della Sicilia, fondata nel 648 a.C. da un gruppo di Calcidesi provenienti da Zancle (Messina) e da un gruppo di fuoriusciti Siracusani.
Una realtà etnica composita, dunque, che conobbe forme diverse di mediazione e di integrazione che diedero vita a forme culturali ibride e originali d’Imera che si proietta sulla storia della Magna Grecia. Abbiamo parlato di cibo, ma non dimentichiamoci dello sport, ambito da cavalcare perché sappiamo quali montagne di danaro sposta proprio lo Sport. Si arriva alla modica cifra di 200 miliardi l’anno. E parliamo di Targa Florio, di Vincenzo Florio che fu un gigante. La manifestazione si svolgeva in tempi diversi su circuiti diversi di: Km 148 il più grande su strade sterrate, all’inizio; poi di Km 108 il medio circuito di strada restaurata; infine di Km72 il piccolo circuito su strade asfaltate, che attraversava i paesi di Cerda, Caltavuturo, Scillato, Collesano, Campofelice di Roccella, “Tribune di CERDA”, che una volta all’anno diventavano un palcoscenico mondiale. Oggi è una gara di Rally, Regolarità e Auto d’Epoca.
Domanda. Abbiamo parlato di carciofo, di sport, di Targa Florio. Non dobbiamo lasciar fuori le “rovine” che sono le sue testimonianze di inestimabile valore e nel loro insieme la sua affascinante Storia!!!
Salvatore Geraci. Dobbiamo valorizzare queste realtà storiche affinchè la loro conoscenza, come merita, diventi un patrimonio dell’Umanità.. L’Antiquarium di Himera fu realizzato con il progetto dell’architetto Franco Minissi, inaugurato nel 1984 e, dopo lunghi lavori di ristrutturazione, riaperto nel 2001. Al suo interno sono conservati ed esposti i principali reperti rinvenuti durante gli scavi di Imera e nel territorio della Sicilia centro settentrionale.
Domanda. Insomma diciamo che chi visita la Sicilia cammina sulla Storia. Molte di queste terre hanno un problema irrisolto che mette in crisi l’economia della Sicilia stessa: L’Acqua
Salvatore Geraci. Noi abbiamo risolto il problema della condotta, ma la risorsa in effetti c’è: Cerda ed i paesi attorno a Burgitabus sono ricchi di acqua che, come dicono alcuni, arriva dalle falde dell’Etna. Cibo, Cultura, attività sportiva, Clima dovrebbero essere l’attrattiva per chi vuole trascorrere le sue ferie anche con una sicura condizione climatica, perché noi a Natale abbiamo 20 gradi.
Domanda. Signor Sindaco lei è molto determinato, ma le sue convinzioni devono diventare realtà. Quali sono gli ostacoli a tutto questo?
Salvatore Geraci. Gli ostacoli possono essere interni ed esterni. Esterni parliamo di basse Madonie: Cerda, Termini Imerese, Sciara, Campofelice di Roccella ecc. Tutti devono agire con un sistema che io chiamo “Imera, Valle del Torto”. Ci rema contro il senso di appartenenza che non c’è perché ognuno non vede oltre il proprio campanile. Da parte dell’importanza della cultura, il carciofo è visto come un figlio di un Dio minore. Basta andare in Puglia, in Toscana e tutto cambia, perché? Perché sono più bravi di noi a vendersi, a giocare in prima persona. Se noi che abbiamo una ricchezza del genere non la sappiamo raccontare, prolungheremo questa inerzia che ci porta a continuare nell’immobilismo.
Domanda. Cosa fare allora?
Salvatore Geraci. Sviluppo del territorio facendo diventare attrattive e quindi richiamo turistico ciò che il passato ha conservato e tramandato fino ad oggi. La scuola va valorizzata creando incontri e collaborazioni per evitare l’esodo di tutti coloro che hanno studiato e per motivi di sopravvivenza non riescono a dimostrare il loro talento nella propria terra d’origine. Abbiamo avuto tre grandi emigrazioni. nel Novecento, negli anni 60 ed oggi che hanno causato impoverimento culturale ed economico. Da 3 anni abbiamo modo di premiare le eccellenze che durante l’anno si sono prodigate anche in campi diversi per portare all’attenzione di tutti la Sicilianità. Ovviamente ognuno deve fare la sua parte chiedendo supporto economico adeguato, e metaforicamente parlando mettendo in vetrina ciò che di prezioso abbiamo, pensando anche ai nostri figli che saranno il futuro. Non possiamo permetterci leggerezze e pressapochismi perché la SICILIA e in particolare CERDA è una tradizione che deve continuare. Insomma se non si pubblicizza non c’è comunità, Grazie Signor Sindaco.
