
(AGENPARL) – gio 12 settembre 2024 **Consiglio della Provincia autonoma di Bolzano**
Comunicato del 12/09/2024, ore 18:28
Nota ai media!
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I lavori del plenum vengono trasmessi in diretta sulla homepage http://www.consiglio-bz.org e sul canale YouTube del Consiglio provinciale. Su quest’ultimo è possibile interrompere lo streaming per rivedere i passaggi precedenti, in caso di interesse a specifici interventi. Alla pagina web http://www.consiglio-bz.org/it/filmati-delle-sedute-del-consiglio è disponibile invece, di norma dal giorno successivo alle riprese, una riproduzione strutturata delle stesse, con la possibilità di cercare e selezionare la discussione su un determinato atto e gli interventi dei singoli consiglieri/delle singole consigliere.
Consiglio
Lavori Consiglio: Istituto ladino di cultura, Aggressioni alle Forze di Polizia, Terzo settore
**Approvato con 32 sì il disegno di legge della Giunta sul Micurá de Rü, via libera a proposte di SVP/Freiheitlichen/La Civica e di La Civica/SVP/Fratelli d’Italia. La sessione di lavori di settembre è conclusa, domani non ci saranno sedute.**
È stato presentato questo pomeriggio in Consiglio provinciale il Istituto ladino di cultura (presentato dalla Giunta provinciale su proposta dell’assessore Daniel Alfreider). Secondo la, l’Istitut Ladin Micurá de Rü è stato istituito con legge provinciale 31 luglio 1976, n. 27, con obiettivi di studio scientifico e promozione della lingua, della storia e della cultura dei ladini delle Dolomiti: “nell’ottica di una migliore legislazione appare ora necessario abrogare la legge provinciale 31 luglio 1976, n. 27, e successive modifiche, ed emanare una nuova legge provinciale che tenga anche conto del fatto che l’assegnazione ordinaria annuale e l’assegnazione per investimenti a favore dell’Istituto ladino di cultura, nonché le disposizioni circa il personale, devono essere conformi alla normativa statale vigente in materia di armonizzazione dei bilanci pubblici”. Il disegno di legge, ha spiegato il primo firmatario Daniel Alfreider, contiene modifiche di carattere legale e giuridico, per adeguare la struttura dell’istituto alle nuove discipline amministrative, riguardanti tra l’altro le posizioni dirigenziali. L’opera dell’istituto, ha concluso l’assessore, fornisce la base di tutto il lavoro di istruzione cultura del mondo ladino.
Nell’ambito della discussione generale, Sven Knoll (Süd-Tiroler Freiheit) ha evidenziato il prezioso lavoro dell’istituto ladino e la disponibilità del personale che vi lavora, annunciando sostegno alla proposta. Ha invitato quindi a rendere più visibile il ladino anche in Consiglio provinciale, traducendo in questa lingua i disegni di legge che riguardano i ladini.
Alex Ploner (Team K) ha detto di aver scoperto di recente che il suo bisnonno era il sindaco di La Valle, nonché la storia del paese e le sue radici. Si è detto favorevole al disegno di legge, perché l’Istituto va mantenuto anche per i futuro. Ha rilevato però un problema all’articolo 2 comma 3, perché va garantita l’indipendenza politica della cultura, e bisogna evitare un’influenza del Dipartimento provinciale sugli organi dell’istituto.
L’ass. Daniel Alfreider ha ringraziato per la proposta di tradurre i documenti, aggiungendo che alcune traduzioni sono già disponibili, e si è rallegrato dell’ampio sostegno dato all’Istituto.
Approvato il passaggio alla discussione articolata (32 sì, unanimità), sono stati discussi i singoli articoli della norma.
Approvato senza discussione e all’unanimità l’articolo 1 che definisce Istituto ladino di cultura, l’articolo 2 con le Funzioni dell’istituto è stato votato per parti separate e approvato: approvati i primi 2 commi (33 sì), il 3o comma sull’accordo con il Dipartimento provinciale competente è stato accolto con 19 sì 10 no e 1 astensione.
Via libera senza modifiche né voti contrari agli articoli da 3 a 9.
In merito all’articolo 10 sulla disposizione finanziaria, Brigitte Foppa (Gruppo verde) ha chiesto com’è possibile che non ci siano ulteriori spese. L’ass. Daniel Alfreider ha chiarito che i mezzi per l’Istituto sono già previsti a bilancio, la legge non prevede la necessità di fondi ulteriori. Foppa ha ritenuto interessante la formulazione, da utilizzare anche in prossime occasioni. Il pres. Arno Kompatscher ha chiarito che non sono previsti “nuovi” o “maggiori” oneri con la modifica introdotta dal disegno di legge: la formulazione usata è corretta. Foppa e Knoll hanno insistito: se la vecchia legge è abrogata, bisogna garantire copertura tramite la nuova; il presidente Kompatscher ha chiarito che nonostante l’abrogazione della vecchia legge, il bilancio provinciale è già approvato. L’articolo è stato approvato con 33 sì (unanimità), così come l’articolo 11.
Non essendoci dichiarazioni di voto, il disegno di legge 28/24 Istituto ladino di cultura è stato messo in votazione e approvato con 32 sì (unanimità).
Harald Stauder (SVP) ha quindi presentato il Pene più severe per le aggressioni nei confronti delle Forze di polizia (presentato dai conss. Stauder e Mair il 01/07/2024), cofirmato dall’ass. Ulli Mair e da Angelo Gennaccaro (La Civica), al fine di invitare il Parlamento e il Governo (1) a disporre che le pene detentive da sei mesi a cinque anni previste dagli articoli 336 e 337 del Codice penale siano aumentate a pene detentive da quattro anni a dieci anni; (2) a prevedere un inasprimento delle pene di cui agli articoli 336 e 337 del Codice penale in caso di violenza armata; (3) a imporre anche ulteriori sanzioni pecuniarie per i reati di cui agli articoli 336 e 337 del Codice penale.
Sven Knoll (Süd-Tiroler Freiheit) si è detto scettico nei confronti del voto e ha annunciato astensione. Se è giusto che chi colpisce le forze di polizia sia sanzionato, è giusto che anche le forze degli ordini siano sanzionate per i loro abusi, che sono capitati e capitano, dagli anni ‘60 a Genova ai casi di repressione per chi non portava la mascherina o di intimazione a parlare in italiano. Le forze di polizia devono essere tutelate, altrimenti nessuno vorrà più fare questo lavoro, ma anche i cittadini devono essere tutelati da singoli agenti.
L’ass. Ulli Mair ha chiarito che la violenza delle forze di polizia nei confronti dei cittadini non ci deve essere, ma le pene previste in questo caso sono molto pesanti. Da inizio anno ci sto stati ferimenti di 30 agenti di polizia, uomini e donne, a non se ne parla. Si discute giustamente di sicurezza sul lavoro, ma nei confronti della polizia si tace. Un voto ha un peso relativo, ma bisogna iniziare a mettere dei paletti. Mair ha quindi ringraziato l’attuale Questore, che difende i propri agenti come da molti anni non era fatto, e aggiunto che l’unica prevenzione contro gli attacchi è la repressione, “perché questi delinquenti non hanno nulla di cui temere in Italia” e le pene detentive non vengono applicate davvero.
Angelo Gennaccaro (La Civica) ha evidenziato che non solo nell’ambito delle Forze dell’ordine, ma anche in altri settori avvengono attacchi che mettono in sofferenza il personale: ha fatto riferimento al personale ferroviario e ospedaliero.
Zeno Oberkofler (Gruppo verde) ha fatto riferimento all’articolo 13 della Costituzione che definisce inviolabile la libertà: la libertà personale è un diritto costituzionale, pertanto su quali basi si vuole moltiplicare per 8 il periodo di detenzione? In Germania, la reclusione è fino ai 3 anni o ai 5 anni con violenza aggravata, in Austria pure. Non è possibile chiedere un aumento delle pene senza ponderare il tema, solo per mostrare la mano dura. La mancanza di personale si deve soprattutto ai prezzi delle case inaccessibili e a condizioni di lavoro difficili, inoltre vanno considerate anche categorie come quella dei sanitari.
Andreas Leiter Reber (Freie Fraktion) ha assimilato i contenuti a quelli del disegno di legge di Fratelli d’Italia/Maiorano dell’ultimo anno – questo disegno di legge sta già facendo il proprio iter. Se mai il voto vuole essere un incentivo a portare avanti il ddl.
Sandro Repetto (Partito Democratico) ha evidenziato che la solidarietà le forze dell’ordine è fondamentale, tuttavia bisogna chiedersi cosa significa votare il documento, considerando il sovraffollamento del carcere e la carenza di personale penitenziario, l’inesistenza di una politica abitativa per gli alloggi delle forze dell’ordine. Con l’ultimo decreto sicurezza la maggioranza ha reso facoltativa e non più obbligatoria la sospensione della pena alle donne in gravidanza, questa è la politica della destra: con il voto si vuole solo andare sui giornali.
Marco Galateo (Fratelli d’Italia) ha invitato a chiedersi se si vuole davvero una società dove le regole vengono fatte rispettare, o se si vuole una società dove le persone vengono arrestate e puntualmente liberate e dove vige la legge del più forte. Ha ringraziato il Questore Sartori per i suoi interventi e gli uomini e le donne in divisa per quello che fanno, ribadendo però che ogni giorno ci sono le stesse persone che commettono reati. Il voto dà un segnale importante.
Renate Holzeisen (Vita) si è detta d’accordo sul fatto che le regole giuste vadano fatte rispettare, ha ricordato però che negli ultimi anni proprio le forze dell’ordine hanno imposto il rispetto di regole ingiuste. Ha ricordato che due funzionari della Questura erano andati da lei per notificare le sanzioni per mancanza di mascherina. Lei è solidale con le forze dell’ordine se operano nella cornice costituzionale, e ricorda quelle forze dell’ordine costrette dallo Stato a farsi iniettare sostanze fondamentali e anche a morirne.
Bernhard Zimmerhofer (Süd-Tiroler Freiheit) ha sostenuto che atti di violenza non vanno accettati da nessuna patre, e ipotizzato una situazione migliore se ci fosse una polizia provinciale. Ha aggiunto che gli attacchi alle forze dell’ordine vengono perpetrati soprattutto da stranieri: chi non rispetta le regole deve tornare nel Pese d’origine.
Andreas Colli (JWA Wirth Anderlan) ha appoggiato il voto, pur non confidando nei suoi effetti pratici. Questi reati sono quasi sempre correlati ad altri atti di violenza; un approccio severo sarebbe importante, mentre i precedenti governi hanno sempre promosso la depenalizzazione.
Brigitte Foppa (Gruppo verde) ha detto di aver notato che il numero dei documenti voto è aumentato in maniera esponenziale; interessante era il riferimento di Leiter Reber al disegno di legge di Fratelli d’Italia, al presidente Kompatscher chiede se questo è nell’interesse della sua Giunta. È importante garantire la sicurezza del lavoro delle forze dell’ordine, ma ciò che ha detto Galateo non è corretto: dire “no” al voto non vuol dire che si è contro il rispetto delle regole, ma che non si è d’accordo su una certa via di farle rispettare.
Il presidente della Provincia Arno Kompatscher ha detto di non credere che per risolvere un problema basti aumentare le pene, tuttavia sostiene l’iniziativa. Gli stessi sindacati delle forze dell’ordine hanno invitato ad aumentare le pene detentive in modo tale che poi si possano applicare certe misure cautelari come i domiciliari – ci sarà anche un dibattito dettagliato in Parlamento. È opportuno dare un input in questa direzione. Harald Stauder ha ringraziato per gli interventi, e chiarito che è vero che ci sono stati attacchi da parte della polizia, ma non si possono contrapporre le due cose. Il senso del voto è lanciare un segnale, anche di solidarietà e ringraziamento alle forze di polizia, per dare la possibilità di intervenire in modo più rapido ed efficiente. La mozione è stata approvata con 21 sì, 2 no e 7 astensioni.