
Secondo quanto riportato da Business Insider, il settore della Pay-TV ha subito una perdita di 1,6 milioni di abbonati nel secondo trimestre del 2024. Questo declino, che rappresenta il 6,9% della base clienti, mostra come la Pay-TV tradizionale, compresa la TV via cavo e satellitare (CSTV) e le sue alternative digitali come YouTube TV, stia affrontando un’emorragia di utenti senza segnali di rallentamento.
Gli analisti Craig Moffett e Michael Nathanson sottolineano che “non sembra esserci alcuna ragione per cui tali perdite debbano interrompersi”, evidenziando un quadro fosco per l’industria. Una volta considerati un potenziale argine alle perdite dei distributori tradizionali, i servizi di TV digitale a pagamento come YouTube TV e Hulu Live non riescono più a compensare il declino delle sottoscrizioni.
Per comprendere l’entità del crollo, basta confrontare i dati recenti con quelli di appena cinque anni fa: nel 2019, circa 90,4 milioni di famiglie erano abbonate alla CSTV. Oggi, quel numero è sceso drasticamente a circa 68,76 milioni, con quattro milioni di famiglie che hanno cancellato i loro abbonamenti solo negli ultimi sei mesi. Le previsioni sono ancora più pessimistiche: si stima che nei prossimi cinque anni il numero di abbonati scenderà sotto i 60 milioni.
Il calo della Pay-TV è alimentato dal crescente malcontento dei consumatori nei confronti del bundling, la pratica con cui i fornitori di CSTV impongono pacchetti che includono canali poco richiesti. Le grandi aziende dell’intrattenimento, come Disney, costringono i distributori a includere canali secondari per poter trasmettere i più popolari, come ABC ed ESPN, facendo lievitare i costi per gli utenti.
Il passaggio allo streaming ha messo in discussione questo modello. Gli spettatori preferiscono abbonarsi a servizi come Netflix, che offrono una selezione di contenuti più mirata e a un prezzo inferiore rispetto ai costosi pacchetti CSTV. Tuttavia, anche i servizi di streaming stanno affrontando sfide economiche, con l’eccezione di Netflix, poiché molti altri operatori stanno accumulando perdite miliardarie.
Un altro aspetto cruciale è l’emergere di servizi di streaming sportivo, come Venu, che potrebbe accelerare ulteriormente il declino della CSTV. Se gli sport di punta come quelli trasmessi da ESPN, Fox e Comcast saranno disponibili in streaming, la migrazione degli abbonati potrebbe accelerare. Inoltre, un contenzioso in corso tra Venu e altre piattaforme potrebbe avere importanti conseguenze: la causa riguarda la legittimità del bundling e potrebbe portare alla sua fine.
Infine, un ulteriore fattore che minaccia sia la Pay-TV che i servizi di streaming a pagamento è l’espansione dei servizi di streaming gratuiti come Pluto, Roku TV, Tubi e FreeVee. Con una vasta gamma di contenuti offerti gratuitamente, molti consumatori non vedono più la necessità di pagare per i servizi a pagamento, sia tradizionali che in streaming.
In conclusione, il settore della Pay-TV sta attraversando una crisi senza precedenti. La pressione per accontentare gli spettatori è ora più alta che mai, e il vecchio modello basato sui pacchetti di canali sembra destinato a scomparire, a favore di un mercato più flessibile e orientato alle preferenze degli utenti.