(AGENPARL) - Roma, 4 Settembre 2024 - (AGENPARL) – mer 04 settembre 2024 Il Sistema Antitratta italiano
Il Sistema Antitratta italiano, finanziato e amministrato dal Dipartimento per le Pari Opportunità – Presidenza del Consiglio dei Ministri (DPO), trae la sua origine negli anni ’90 in risposta al massiccio arrivo di prostitute straniere (soprattutto est europeo) e si consolida con il Decreto Legislativo del 25 luglio 1998 (n.286) che introduce l’art.18 (Soggiorno per motivi di protezione sociale).
Esso diventa operativo con il primo bando di finanziamento, pubblicato nel 1999 e attivo da maggio del 2000, destinato a progetti finalizzati all’emersione, all’assistenza e all’integrazione sociale delle vittime di tratta in riferimento all’art.18 della Legge 286/98.
Con i primi progetti viene istituito anche il Numero Verde Antitratta, all’origine con una postazione centrale e 14 periferiche, deputato ad essere il cardine del sistema di referral italiano.
Con l’introduzione dell’art.13 della Legge 228 del 2003, “Misure contro la tratta di persone”, gli interventi e i progetti già istituiti dall’art. 18 della legge 286/98, vengono ampliati con l’introduzione dei bandi per progetti ai sensi dell’art.13, prevedendo l’introduzione del periodo di riflessione e l’estensione della tutela ad altre forme di sfruttamento.
Il Sistema, fino al 2016, si è quindi basato sul finanziamento di due distinti bandi, quello per progetti art. 18 e quello per progetti art. 13.
Nel 2007 la postazione del Numero Verde diventa unica e nazionale.
Dal giugno 2021 il Numero Verde Nazionale, dopo essere stato fin dall’inizio gestito dal Comune di Venezia, è stato affidato alla gestione della Regione del Veneto tramite accordo diretto con il DPO.
L’attuale organizzazione dei progetti antitratta è l’effetto dell’unificazione dei due bandi (art.18 e art.13) sotto la denominazione Bando Unico a partire dal 2016.
Da allora si è giunti al 6° bando (1 marzo 2024 – 31 luglio 2025) che attiva 21 progetti antitratta che coprono tutto il territorio nazionale. Di essi 8 hanno come ente capofila Regioni, 2 Comuni e 11 soggetti del privato sociale.
I 21 Progetti Antitratta implementano le azioni previste dal Bando Unico grazie ai 152 soggetti attuatori, pubblici e del privato sociale.
La metodologia generale dei progetti risponde a 4 macro-aree di intervento:
Contatto con le popolazioni a rischio
Le attività di contatto con le popolazioni a rischio vengono svolte dalle Unità di Strada e di Contatto. Queste attività, anche definite come azioni di prossimità, consistono nel recarsi in luoghi ove avviene lo sfruttamento o dove vivono le popolazioni a rischio di sfruttamento. Quindi strade, insediamenti informali, luoghi di sbarco o di frontiera, strutture di accoglienza emergenziali, luoghi di reclutamento della manodopera, punti di ascolto.
Emersione delle potenziali vittime
I soggetti che vengono pre-identificati come potenziali vittime dalle unità di strada e di contatto, dal Numero Verde, dalle Forze dell’Ordine, dagli organi di vigilanza del lavoro, dalle Commissioni per i richiedenti protezione internazionale etc., vengono inviati ai Progetti Antitratta del territorio di competenza per una valutazione degli elementi riferiti alla tratta ai fini di un’identificazione formale, nonché per vagliare la possibile adesione ai programmi di protezione e l’eventuale disponibilità alla denuncia degli sfruttatori.
Presa in carico delle vittime
I posti nelle strutture di accoglienza del Sistema Antitratta, dedicati a uomini, donne e persone transessuali, sono mediamente 1.300. La presa in carico, oltre alla protezione della vittima, all’accompagnamento alla regolarizzazione, alla tutela legale (anche in caso di denuncia), prevede la stesura di un progetto educativo individualizzato che mette insieme i bisogni e le aspettative del beneficiario/della beneficiaria, le sue caratteristiche e le possibilità di inclusione/integrazione del territorio.
Inclusione e integrazione sociale del beneficiario/della beneficiaria
Sin dal primo momento dell’accoglienza, anche qualora questa avvenga in forma cosiddetta territoriale, ovvero non in vere e proprie strutture) viene posto al centro la necessità di fornire al beneficiario gli strumenti necessari (linguisti, professionali e logistici) affinché si possa giungere alla fine del percorso di accoglienza ad una concreta autonomia.
Tutti questi processi si attuano tenendo al centro la necessità di lavorare in un’ottica multi-agenzia tra i numerosi soggetti che, con vari mandati, svolgono azioni relative alle complessità e alle vulnerabilità delle potenziali vittime di tratta e/o grave sfruttamento.
Come è comprensibile, a causa delle diversità geografiche e organizzative, non in tutto il territorio i processi avvengono allo stesso modo. In linea di principio gli organismi con cui maggiormente i Progetti Antitratta (e gli enti attuatori) sviluppano collaborazioni e sinergie sono:
Unità Sanitarie Locali (e in genere area sanitaria)
Forze dell’Ordine
Procure della Repubblica e Tribunali
Organismi di vigilanza nel lavoro
Enti locali (in tutte le declinazioni del welfare)
Sindacati
Commissioni territoriali per il riconoscimento della Protezione Internazionale
Sistema della Protezione Internazionale
Centri Antiviolenza
Servizi scolastici
Centri per l’impiego
Sistema dei MSNA.
Per quanto riguarda i minori si specifica che, per scelta, salvo coloro i quali sono prossimi al raggiungimento della maggiore età, essi non vengono accolti nel Sistema Antitratta in virtù del principio del superiore interesse del minore. Il sistema di tutela minori italiano, per le sue caratteristiche, viene ritenuto maggiormente tutelante per un minore sotto i 17 anni.
A partire dal primo Bando Unico (1 settembre 2016) il Sistema Antitratta ha:
Contattato mediamente 15-20 mila persone all’anno nelle attività di prossimità con popolazioni a rischio (il dato degli interventi di assistenza di prossimità – quindi a favore di persone che restano in strada o nei luoghi di potenziale sfruttamento viene raccolto solo dal 2021);
Valutato (potenziali vittime emerse, in cui si è fatta una valutazione formale) oltre 21.000 persone (di cui 15.713 donne, 4.876 uomini e 494 persone transessuali);
Preso in carico 6.904 persone (di cui 5.095 donne, 1.597 uomini e 212 persone transessuali)
Tra le persone prese in carico 4374 hanno usufruito di accoglienza residenziale, 4.298 di attività mirate all’ottenimento del permesso di soggiorno, 4.220 di assistenza sanitaria, 4.183 di azioni legale all’inserimento sociale, 4.098 di alfabetizzazione linguistica, 3.088 di consulenza legale, 2.268 di assistenza psicologica, 2.245 di tirocini formativi, 1.771 di corsi di formazione professionali, 872di alfabetizzazione informatica e 231 di assistenza psichiatrica.
Nel Veneto, nello stesso periodo (1 settembre 2016 a oggi) sono state valutate 1.866 persone, delle quali 558 sono state prese in carico aderendo al programma di emersione, assistenza e integrazione sociale.
NUMERO VERDE ANTITRATTA
Il Numero Verde Nazionale in Aiuto alle Vittime di Tratta e/o grave sfruttamento è operativo H 24, 365 giorni all’anno.
Oltre a ricevere le richieste di aiuto delle vittime (vengono gestite mediamente 3.000-3.500 chiamate all’anno) o di soggetti pubblici e privati quali Forze dell’Ordine, assistenti sociali, medici, operatori sociali, cittadini, il Numero Verde gestisce la Banca Dati italiana degli interventi sulla tratta, denominata S.I.R.I.T., in collaborazione tecnica con Azienda Zero.
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