(AGENPARL) - Roma, 22 Agosto 2024 - (AGENPARL) – gio 22 agosto 2024 Autonomia differenziata, la Toscana fa ricorso. Giani: “No allo spacca
Italia”
Scritto da Lorenza Berengo, giovedì 22 agosto 2024 alle 16:50
La Regione Toscana ricorre alla Corte costituzionale contro la legge
sull’autonomia (la numero 86 del 2024) promossa dal Governo e ne chiede la
dichiarazione di illegittimità. Tutte le motivazioni del ricorso
depositato dalla Regione presso la Cancelleria dello Stato il 9 agosto sono
state presentate nel dettaglio stamani dal presidente Eugenio Giani insieme
al professore Andrea Pertici, avvocato e docente di diritto costituzionale
all’Università degli Studi di Pisa che ha collaborato con l’avvocatura
della Regione nella stesura dell’atto. Alla conferenza presente anche il
presidente del Consiglio regionale Antonio Mazzeo.
“Da un lato – spiega il presidente Eugenio Giani – abbiamo il referendum
delle cinque Regioni (Toscana, Sardegna, Puglia, Campania, Emilia Romagna)
con un testo omogeneo ed unico, dall’altra il ricorso alla Corte
costituzionale che ogni Regione ha presentato in base a proprie, specifiche
caratteristiche. La Sardegna ad esempio – prosegue il presidente – è una
Regione a statuto speciale e quindi ritiene violati dalla legge Calderoli
alcuni aspetti procedurali, tipici delle Regioni a statuto speciale. Per la
Toscana la situazione è differente. Sono 13 i punti specifici in contrasto
con gli articoli 116, 117 e 120 della Costituzione”.
Il presidente Eugenio Giani entra nel dettaglio: “questa legge
contraddice lo spirito dell’articolo 116 della Costituzione, individuando
una serie ampissima di materie, circa 18, in modo generale e facendo
diventare a statuto speciale, di fatto, tutte le Regioni. Ecco perché lo
spacca Italia – afferma il presidente – contrasta con l’articolo 116 della
Costituzione che invece sottolinea particolari forme di autonomia in base
alle specificità di ogni Regione”.
Riguardo alla Toscana il presidente Giani fa l’esempio dei beni culturali,
della geotermia, delle zone lacustri di interesse nazionale, come la laguna
di Orbetello, dell’Arcipelago toscano, tutti ambiti che richiedono una
specificità di gestione. “L’autonomia non deve tradursi in una scelta
arbitraria da parte della Regione, ma deve essere motivata da singole
peculiarità. L’articolo 116 terzo comma – prosegue il presidente Giani –
tiene conto di questo, ma Calderoli, in questo caso, riteniamo che abbia
interpretato in modo opposto quello che è l’intento della nostra
Costituzione che indica le condizioni particolari di autonomia.”
Il presidente ha ringraziato l’avvocatura generale della Regione Toscana ed
in particolare la direttrice Lucia Bora che ha guidato il percorso del
ricorso.
“Fra gli aspetti che contestiamo – prosegue Giani – c’è anche il mancato
coinvolgimento delle Regioni nel procedimento che ha portato
all’approvazione della legge e anche il rischio che la legge stessa possa
portare all’eliminazione dell’intera potestà legislativa concorrente e che
non siano assicurate, o comunque, previste adeguate forme di coinvolgimento
del Parlamento a tutela dell’unità nazionale. Altre contestazioni,
contenute nel ricorso, riguardano i principi e i criteri direttivi per
l’esercizio della delega legislativa volta alla determinazione dei Lep,
livelli essenziali delle prestazioni”.
“Il ricorso della Toscana – spiega il professore Andrea Pertici – si basa
su alcuni elementi della legge sull’autonomia differenziata che ci sembrano
nettamente in contrasto con l’articolo 116 terzo comma della Costituzione,
che è la principale norma violata, ma non la sola. Abbiamo sollevato le
questioni del procedimento per concedere maggiori condizioni di autonomia,
dove è emersa una marginalizzazione del Parlamento e, da un certo punto in
poi, una perdita della possibilità di interagire da parte della Regione e
un coinvolgimento limitato della conferenza unificata Stato-Regioni”.
Il professore si sofferma anche sui punti che riguardano la determinazione
dei Lep. “La legge prevede che siano solo individuati e non finanziati
né garantiti, come invece sarebbe opportuno. Su questo punto – specifica
Pertici – ci sono state anche molte critiche provenienti da esperti, come
il professor Gianfranco Viesti e l’ex governatore della Banca d’Italia.
Ignazio Visco, prima della sua scadenza, infatti, ha rilevato come l’opera
svolta dal comitato per la determinazione dei Lep avesse condotto ad esiti
deludenti, perché questi parametri erano individuati in termini troppo
generici, senza una reale misurabilità, una mera ricognizione. A ciò si
aggiunge la questione dell’extra gettito e del fondo perequativo, previsto
dal 119 della Costituzione, fondo istituito proprio per garantire a tutte
le regioni i diritti fondamentali. La legge sembra mantenere un extra
gettito sempre maggiore per alcune a detrimento di altre, senza assicurare
un equilibrio; tutto questo – conclude Pertici – potrebbe innescare una
sorta di corsa all’autonomia differenziata per avere maggiori vantaggi.”
“Dopo la richiesta di referendum avanzata dai Consigli regionali e le
oltre 500mila firme dei cittadini per abrogare l’autonomia differenziata –
evidenzia Antonio Mazzeo – oggi la battaglia contro questa norma che spacca
l’Italia si arricchisce del ricorso della Toscana alla Consulta.
Un’iniziativa utile e parallela al referendum, per fermare una legge
ingiusta, che aumenta le disuguaglianze e crea 20 piccole Italie più
deboli e fragili. Noi ci batteremo per costruire un’Italia in grado di
aiutare i più fragili senza lasciare indietro nessuno, dove non ci siano
cittadini di serie A e di serie B in base al luogo di nascita.”
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