(AGENPARL) - Roma, 31 Luglio 2024 - (AGENPARL) – mer 31 luglio 2024 **Giani: “Turismo motore dell’economia regionale. Guai a frenarlo”**
/Scritto da Antonio Cannata, mercoledì 31 luglio 2024 alle 14:00/
“Il turismo è uno dei motori dell’economia toscana, che rappresenta
quella fonte di attrazione che rende la regione conosciuta, desiderata e
apprezzata nel mondo. Guai a frenarlo”. Il presidente Eugenio Giani
commenta così i numeri di Irpet, presentati questa mattina in Palazzo
Strozzi Sacrati, sulla congiuntura 2023/2024 del settore, che nei prossimi
mesi vedranno superare i flussi conosciuti in epoca prepandemica.
“L’aumento nell’arco di un anno dell’8,8% è un dato di cui ci dobbiamo
sentire orgogliosi”, aggiunge Giani che con soddisfazione nota come “le
facce diverse” che il turismo ha sul territorio “si sposano con un
grande incremento nella Toscana diffusa e nelle città d’arte.
Conversando con i giornalisti, il presidente si sofferma sul ruolo del
pubblico nell’orientate i flussi turistici su tutta la Toscana. Giani
ricorda la proposta di legge regionale sul turismo da poco presentata che
introduce gli ambiti territoriali turistici, “ovvero un’idea di
promozione legata non solo alle grandi città”. “Abbiamo diviso la
Toscana in 28 ambiti omogenei – evidenzia – rispetto ai quali vogliamo
curvare messaggi e finanziamenti”.
Riguardo al dibattito sull’overtourism, il presidente lancia un messaggio
chiaro di fronte ai rappresentanti delle categorie economiche intervenuti
all’evento di presentazione del rapporto Irpet.: “Piuttosto che parlare
di numeri chiusi e meccanismi che limitano i flussi, occorrono invece
azioni che indirizzano verso altre zone e la logica degli ambiti – conclude
– va in questa direzione”.
Poco prima, nella sessione dell’incontro odierno dedicata all’illustrazione
dell’indagine a cura di Sabrina Iommi, il direttore di Irpet aveva
ricordato come “la Toscana, dopo aver mostrato una capacità di tenuta e
resilienza nel periodo della pandemia, ha saputo intercettare la ripresa
che si è manifestata”. “Elemento di fondo positivo” per Sciclone,
cui però vanno aggiunti alcuni elementi da monitorare con attenzione,
“in particolare la difficoltà della domanda interna che frena il turismo
nazionale degli italiani non toscani, le difficoltà delle strutture
ricettive alberghiere non di lusso che ancora non hanno recuperato i
livelli prepandemici così come il recupero ancor incompleto sulle città
d’arte e sulla capacità di attrarre alcuni flussi in particolare
dall’Asia”. Per il direttore di Irpet la Toscana ha davanti due sfide
principali: “Occorre lavorare per elevare il livello della qualità,
perché quello straniero è un turismo esigente, e sulla
digitalizzazione”.
Soddisfatto dei dati emersi dall’indagine l’assessore a economia e turismo
Leonardo Marras. “Numeri che denotano che il fenomeno è in fortissima
crescita, la Toscana continua ad essere una delle destinazioni più
interessanti e più desiderate nel mondo, e tra le regioni italiane è la
seconda ad essere cresciuta di più negli ultimi 10 anni”, osserva
Marras, rilevando che “Non c’è ancora la pienezza degli arrivi
dall’Asia, per cui c’è da aspettarsi che i flussi crescano ancora e anche
in maniera consistente”. In particolare Marras invita a guardare il dato
sulle destinazioni meno note che “si comportano con ottime
performance”.
“Questo significa che la Toscana inizia a essere conosciuta tutta”,
aggiunge, rivolgendo poi l’attenzione anche sulle ombre che emergono dal
rapporto, ovvero il calo del turismo italiano e toscano. “La causa è
l’aumento da un lato dei prezzi, che fa emergere il grosso problema dei
salari nel nostro paese, dall’altro alcuni prodotti turistici più maturi,
come il balneare, su cui c’è una grande concorrenza di altre
destinazioni”.
Per il futuro, conclude Marras, “dobbiamo continuare a lavorare per
mantenere sempre più la vocazione internazionale della Toscana, allargando
i flussi e rendendo il nostro turismo sempre più vero, sempre più
sostenibile, sempre più capace di offrire qualità”.
**Turismo, Toscana pronta a sorpassare livelli pre-pandemia. Da inizio anno
già +3,1 sul 2019**
/Scritto da Antonio Cannata, mercoledì 31 luglio 2024 alle 12:12/
Il turismo in Toscana, nonostante alcuni fattori di freno, continua a
correre e il 2024 sarà l’anno del definitivo sorpasso rispetto ai livelli
pre-Covid. A fotografare la situazione è il rapporto Irpet sulla
congiuntura 2023/2024 del settore presentato questa mattina a Palazzo
Strozzi Sacrati in un confronto pubblico, alla presenza dei rappresentanti
delle categorie economiche, a cui hanno partecipato il presidente Eugenio
Giani, l’assessore all’economia e al turismo Leonardo Marras e il direttore
dell’Istituto regionale di programmazione economica della Toscana Nicola
Sciclone.
Il 2023 ha segnato, in linea con il Paese, il completo recupero dei livelli
di presenze turistiche precedenti la pandemia (e un +8,8% sul 2022),
registrando anche buone notizie per il mercato del lavoro con un’espansione
degli occupati e meno precarietà.
Ma sono i primi 5 mesi del 2024 a lasciar prefigurare il definitivo
superamento dei dati prepandemici grazie a un solido +3,1% di variazione
tendenziale sul 2019.
A fare da traino sono i flussi internazionali sia nel 2023 (+17,6% sul
2022, +3,5% sul 2019) sia nei primi mesi del 2024, che già registrano un
+12,6% rispetto all’anno scorso.
Da inizio anno protagonista principale della ripresa è la componente
extra-europea non nord-americana (+25,4%), ma buoni segnali arrivano sia
dalla stessa componente nord-americana (+7,4%) sia da quella del “vecchio
continente” (+10,4%). Mentre rispetto al 2019, sono proprio queste ultime
a caratterizzare la crescita, rispettivamente con un +20,2% e +31,5%.
Le difficoltà nell’anno in corso riguardano i flussi interni e quelli
esteri più lontani dal punto di vista geo-politico e culturale. Nel primo
caso l’aumento del costo della vita e dell’inflazione provocano una
debolezza strutturale della domanda domestica (sul 2019, -14,5% gli
italiani non toscani e -11,3% i toscani). Anche rispetto al 2023, il calo
è importante: -8,9% di italiani dalle altre regioni e -12,8% dei toscani.
Nel secondo caso i flussi dall’Asia fanno fatica a recuperare i livelli
prepandemici, registrando un -20,3%.
Riguardo alle mete, nei primi 5 mesi del 2024, le città d’arte riscontrano
la variazione tendenziale sul 2023 più vivace (+5,2%), pur restando le
destinazioni più lontane (Firenze su tutte) dal recupero dei livelli del
2019 (-7,8%). Rispetto allo scorso anno, crescono le aree balneari (+3,1%)
e le aree montane (+1,9%), mentre preoccupa la tendenza negativa di quelle
collinari (-2,2%), molto influenzata dalla debolezza della domanda interna.
Come è andata nel 2023
Il 2023 delinea un “ritorno” alla normalità pre Covid, ma con tratti
in chiaroscuro. La ripresa c’è, spinta dall’ulteriore
internazionalizzazione del sistema turistico toscano, frenata però dalla
debolezza della domanda interna e caratterizzata da una maggiore
esposizione alla concorrenza di nuove destinazioni e alle dinamiche
macroeconomiche e geopolitiche mondiali.
I pernottamenti aumentano nel complesso dell’8,8% sul 2022, sfondando il
tetto dei 52 milioni di presenze. Un risultato dovuto esclusivamente alla
dinamica della componente straniera (+17,6%), mentre ristagna il mercato
nazionale (-0,3%).
A dominare l’aumento dei flussi il contributo della componente extraeuropea
(+52,3% sul 2022). Frena in modo vistoso l’aumento degli europei (+5,9%),
fondamentale nella tenuta durante il Covid-19 insieme al mercato domestico.
Nonostante la forte ripresa, alla fine del 2023 mancano ancora alla
Toscana, rispetto al 2019, quasi la metà delle presenze dal continente
asiatico – e in particolare il -63% dei cinesi contro solo il-15% degli
indiani – e i tre quarti delle presenze dalla Russia. A crescere di più,
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