(AGENPARL) - Roma, 22 Luglio 2024 - (AGENPARL) – lun 22 luglio 2024 Ventidue piccoli ambasciatrici e ambasciatori di pace del popolo Saharawi
sono stati accolti oggi pomeriggio in Sala esposizioni dagli assessori
Alessandra Nardini, Serena Spinelli e Simone Bezzini. Dal deserto di
Tindouf, in territorio algerino, sono arrivati in Toscana per trascorrere,
assieme altri 13 loro coetanei, alcune settimane di vacanza. Ad ospitarli
amministrazioni locali e associazioni della Rete Saharawi, che da oltre 40
anni danno vita in Italia a un programma di solidarietà al fianco della
causa per l’autodeterminazione del popolo del Sahara occidentale in esilio
da oltre mezzo secolo.
Con loro, anche Bachir, da qualche tempo in cura presso il sistema
sanitario regionale, che ha voluto leggere un messaggio, in cui ha
ringraziato la Regione e l’assessora alle politiche internazionali Nardini,
e ha fatto appello alla Toscana chiedendo aiuto affinché il suo popolo
torni nella sua terra, “perché noi abbiamo il diritto di essere
liberi”.
Gli assessori hanno donato alle piccole e piccoli ambasciatori di pace dono
alcuni gadget della Regione, spiegando il significato del Pegaso
sovraimpresso, simbolo dell’istituzione regionale, che affonda le radici
nella bandiera del Comitato toscano di Liberazione, racchiude i valori
dell’antifascismo e richiama dunque libertà per tutte e per tutti, “a
partire da quella del popolo Saharawi”.
Il presidente Eugenio Giani, impossibilitato a partecipare per impegni
istituzionali, ha tenuto a inviare il suo messaggio di benvenuto.
“Ci sono sorrisi che spalancano il cuore e il mio si spalanca ogni anno
quando accogliamo in Toscana le piccole ambasciatrici e i piccoli
ambasciatori di pace del popolo Saharawi, un popolo che da troppo tempo
attende che venga riconosciuto il proprio diritto all’autodeterminazione,
un diritto su cui, come Regione, vogliamo assolutamente continuare a
mantenere alta l’attenzione dell’opinione pubblica”, ha affermato
l’assessora alle politiche internazionali Alessandra Nardini rivolgendo un
“benvenute e benvenuti a queste bambine e a questi bambini, augurandoci
davvero che la loro presenza possa aiutare a moltiplicare le costruttrici e
i costruttori di pace”, perché “ne abbiamo davvero tanto bisogno, oggi
più che mai”. “Sono anni – ha concluso Nardini – che bambine e bambini
Saharawi, in estate, vengono accolti in Toscana in maniera diffusa, grazie
all’impegno preziosissimo di tante associazioni e alla disponibilità di
tante Amministrazioni comunali che hanno stretto legami di amicizia con il
popolo Saharawi, creando nel tempo legami meravigliosi tra le nostre
comunità.
“La vostra presenza qui fa bene anche a noi, perché ci sono dei valori e
principi che ci uniscono e che è importante che tutti assieme si lavori
per continuare a coltivarli e a proiettarli nel futuro”, ha detto
l’assessore al diritto alla salute Simone Bezzini. “Confrontandoci con
voi riusciamo a comprendere meglio certe situazioni e tutti assieme
possiamo avere una visione capace di rompere muri e steccati. Dobbiamo
essere aperti, solidali, e promuovere i diritti fondamentali delle
persone”, ha proseguito definendosi “contento che la Regione Toscana e
le organizzazioni del sistema sanitario stiano dentro questa progettualità
di amicizia”.
Per l’assessora alla cooperazione internazionale Serena Spinelli,
“accogliere i bambini e le bambine Saharawi nella sede della Regione
Toscana è ogni anno una grande emozione, per loro che molto spesso per la
prima volta stanno viaggiando fuori dai campi profughi, dove vivono tra
molte difficoltà, così come per noi che vediamo i loro sorrisi e
l’impegno di tante associazioni e comuni toscani, che ringraziamo per
portare avanti un bel progetto di scambio e di solidarietà. “Il progetto
di piccoli ambasciatori di Pace va avanti da oltre quaranta anni e ha
permesso a oltre 3.000 bambini e bambine di trascorrere in Toscana un
periodo di divertimento e serenità, conoscendo anche la storie e le
istituzioni della nostra regione”, ha ricordato Spinelli sottolineando
che “quello tra la Toscana e il popolo Saharawi è un lungo legame di
cooperazione che prosegue nel tempo e che ci vede al loro fianco nella
battaglia per il riconoscimento dei diritti e per l’autodeterminazione.
Durante la visita il gruppo di bambine e bambini era accompagnato da
dirigenti del Fronte Polisario, il movimento politico che si batte per
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