(AGENPARL) - Roma, 18 Luglio 2024 - (AGENPARL) – gio 18 luglio 2024 *PRESENTAZIONE RAPPORTO ECOMAFIA 2024 DI LEGAMBIENTE, TRIGGIANI: “DATI
CONFERMANO AZIONE VIRTUOSA DI CONTROLLO E REPRESSIONE SUL TERRITORIO” *
“Il nostro è un sistema capillare e quotidiano di controllo e repressione,
che con tutta evidenza ben funziona. La Puglia si avvale di una normativa
molto rigida ed efficace di presidio sui territori e di questo ci ha dato
anche atto il presidente nazionale di Legambiente Ciafani”. Lo ha detto
l’assessora all’Ambiente della Regione Puglia, *Serena Triggiani*,
intervenendo oggi alla presentazione del nuovo rapporto 2024 di Legambiente
“Ecomafia 2024. Le storie e i numeri della criminalità ambientale in
Italia”, nel 30esimo anno dalla sua prima pubblicazione, e i cui dati sono
stati illustrati oggi a Bari, nella sede di Legambiente Puglia con la
partecipazione, tra gli altri, del Sindaco di Bari, *Vito Leccese*, del
presidente nazionale di Legambiente, *Stefano Ciafani*, e della presidente
Legambiente Puglia, *Daniela Salzedo*.
“Abbiamo da sempre considerato il fenomeno del littering, dell’abbandono
dei rifiuti, una piaga da contrastare con ogni sforzo e mezzo – ha aggiunto
Triggiani – abbiamo adottato strategie e messo in campo azioni attraverso
importanti misure anche di carattere finanziario. Inoltre da quasi 20 anni
è in vigore un accordo di programma quadro triennale per la tutela
ambientale, proseguito ininterrottamente e da ultimo in fase di rinnovo,
che coinvolge, oltre alla Regione in qualità di soggetto promotore, i
Carabinieri, con il Comando unità per la Tutela Forestale, Ambientale e
agroalimentare Carabinieri, e il Comando Carabinieri per la Tutela
Ambientale e la Transizione Ecologica – Nuclei Operativi Ecologici di Bari
e Lecce, la Guardia di Finanza, l’Arpa Puglia e il CNR-IRSA. Ed è proprio
con questo rigido sistema di controlli e di presidio del territorio che
riusciamo a stanare inciviltà, abbandoni illegali di rifiuti anche
pericolosi, discariche abusive e comportamenti illeciti costituenti veri e
propri reati. La Regione Puglia, inoltre, si è dotata di Nucleo di
vigilanza ambientale, presso il nostro Dipartimento Ambiente, con il quale
è in grado di presidiare efficacemente il territorio: si tratta di una task
force specializzata e munita di strumenti tecnologici avanzati, come
fototrappole con intelligenza artificiale e i droni con telecamere ottiche
e termiche. Quello che noi facciamo è assolutamente un’operazione di
controllo stretto sul territorio che porta a svelare purtroppo le numerose
ferite inflitte dalle eco mafie e dagli eco reati. L’attenzione è alta e
mai abbasseremo la guardia – ha concluso l’assessora -, anzi, il rapporto
presentato oggi ci dà nuovo impulso a migliorare nelle azioni di controllo
e repressione. Immagino, quindi, nel prossimo futuro numeri incoraggianti
che ci daranno ragione rispetto a quanto stiamo facendo, come Regione,
Forze dell’ordine, comuni, enti e associazioni. Non senza un’azione
continua di sensibilizzazione dei territori e delle persone sui
comportamenti scorretti in materia di rifiuti, perché anche la coscienza
civile delle singole e dei singoli cittadini contribuisca ad avere diritto
ad un ambiente sano”.
“Il ciclo dei rifiuti in Puglia – ha dichiarato Stefano Ciafani,
presidente nazionale di Legambiente – continua ad essere un problema ancora
molto rilevante. Questo in parte anche perché c’è una normativa importante
che può permettere alle forze dell’ordine e la magistratura di poter
contrastare con più efficacia i trafficanti di rifiuti. E questo è un
risultato davvero concreto del nostro lavoro. Dall’altra parte ci sono i
reati legati al ciclo illegale del cemento che continua ad essere purtroppo
una piaga. Soprattutto per le regioni meridionali ed è, come dire, un
elemento di distruzione permanente del paesaggio come lo è la crisi
climatica perché quando si fanno eco-mostri e, lo sa bene Bari che ha
impiegato tanto tempo per liberarsi dell’ecomostro di Punta Perotti, poi è
difficile toglierseli di torno e quindi è bene lavorare per prevenire
qualsiasi reato che ha a che fare col ciclo illegale del cemento. In questi
tre decenni il Rapporto Ecomafia – ha aggiunto Stefano Ciafani, presidente
nazionale di Legambiente – è diventato sempre più un’opera omnia per
analizzare i fenomeni criminali legati al business ambientale, grazie anche
a contributi istituzionali di rilievo, come dimostra l’edizione 2024”.
“La Puglia, purtroppo, occupa sempre i primi posti nella classifica
nazionale come confermato anche quest’anno dal Rapporto Ecomafia 2024 –
dichiara Daniela Salzedo, presidente di Legambiente Puglia –. Nel 2023 il
numero di controlli effettuati dalle forze dell’ordine risulta essere il
più alto su tutto il territorio nazionale, sono stati infatti effettuati
144.485 controlli. Siamo davanti ad una vera e propria emergenza che
possiamo contrastare solo lavorando in sinergia: forze dell’ordine, enti,
associazioni e cittadini. Va certamente rafforzato l’impianto normativo
recependo le direttive europee ma è necessario affiancare gli enti
regionali e locali nel lavoro quotidiano dando pieni poteri ai prefetti. Ci
preme sottolineare che quella delle Ecomafie è una filiera che coinvolge la
tutela dell’ambiente alimentando anche il lavoro nero”.
“Ringrazio Legambiente che ogni anno monitora i reati ambientali, ed è
molto importante, perché questo richiama le responsabilità istituzionali
sul tema – ha dichiarato il sindaco di Bari, Vito Leccese – nella mia
qualità di sindaco metropolitano cercherò nel corso del mio mandato di
potenziare attività di contrasto e di prevenzione affinché si consumino
meno reati ambientali. Certamente è preoccupante quel tipo di reato
ambientale che viene perpetrato dalle organizzazioni criminali. Questo è
sdoppiamento disdicevole sia sul piano ambientale sia sul piano della
tenuta sociale. Dove esistono delle infiltrazioni in attività economiche da
parte della criminalità organizzata, noi dobbiamo dispiegare gli anticorpi
necessari per questo”.
Nel 2023 i reati ambientali salgono a 35.487, registrando +15,6% rispetto
al 2022, con una media di 97,2 reati al giorno, 4 ogni ora. Illeciti che si
concentrano soprattutto nel Mezzogiorno e in particolare nelle quattro
regioni dove si concentra il 43,5% degli illeciti penali, +3,8% rispetto al
2022. Tutto il mercato illegale nella Penisola è valso agli ecomafiosi nel
2023 ben 8,8 miliardi. In particolare in Puglia nel 2023 sono stati
registrati 3.643 reati ambientali, 3.404 le persone denunciate; 38 quelle
arrestate; 1.074 i sequestri.
Alla presentazione sono intervenuti, altresì, il tenente comandante del
Nucleo operativo Ecologico dei Carabinieri di Bari, Bat e Foggia, *Giovanni
Forte*, della Dirigente U.o.c. “Acqua e suolo” di Arpa Puglia, Filomena
Lacarbonara, del Generale dei Carabinieri, *Antonio Menga*, del Tenente
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