
Il discorso del Vicepresidente Mulè.
Buongiorno.
La Camera dei deputati è lieta di ospitare l’evento odierno, che rappresenta una preziosa occasione per riflettere su un tema di grande attualità.
La rapida e continua evoluzione della tecnologia sta infatti modificando i tradizionali assetti economici e sociali, determinando un mutamento profondo delle nostre abitudini di vita.
In questo scenario, risulta decisamente rilevante la progressiva diffusione dell’intelligenza artificiale.
Essa ha ormai raggiunto un grado di sviluppo tale da consentirle, mediante modelli di tipo generativo, di riprodurre le attività creative proprie dell’essere umano.
L’utilizzo sempre più pervasivo di questa tecnologia presenta scenari densi di potenzialità e, al contempo, di rischi, che necessitano di essere opportunamente approfonditi.
In proposito, ricordo il lavoro che, proprio su tali questioni, stanno svolgendo diverse Commissioni permanenti, impegnate in indagini conoscitive.
Tra queste, quella svolta dalla X Commissione con l’obiettivo di analizzare le opportunità e le criticità del fenomeno nel nostro sistema produttivo.
In tale settore, il ricorso all’intelligenza artificiale può contribuire ad accrescere sensibilmente la competitività del Paese, incrementando la produttività e garantendo un uso più razionale delle risorse.
Tuttavia, a differenza delle grandi realtà aziendali, le piccole e medie imprese spesso non dispongono di adeguate capacità finanziarie e umane per impiegare sistemi automatizzati così complessi.
Questo divario tecnologico penalizza la base del nostro tessuto industriale e allontana l’Italia da altri Paesi.
Si rendono, dunque, necessarie politiche di sostegno all’innovazione, con un’attenzione particolare alla formazione e alla ricerca.
Una diffusione iniqua dal punto di vista economico, potenzialmente pregiudizievole per gli attori incapaci di adeguarsi prontamente al cambiamento, non costituisce l’unico pericolo insito nell’applicazione dell’intelligenza artificiale nei processi produttivi.
Un ulteriore aspetto da tenere in debita considerazione riguarda le possibili minacce per l’occupazione.
La capacità della tecnologia generativa di surrogare le competenze umane è infatti in grado di mettere a rischio numerosi posti di lavoro, tanto nei settori a bassa specializzazione quanto in quelli ad alto contenuto cognitivo.
Lungi dal rappresentare un nostro sostituto, l’intelligenza artificiale deve mantenere la sua natura di strumento destinato a servire l’umanità e non viceversa.
Per realizzare tale finalità, è indispensabile che essa risulti comprensibile, trasparente e partecipata.
Attraverso un uso saggio e responsabile di questa tecnologia, che metta sempre la persona al centro, sarà infatti possibile creare un futuro migliore per tutti.