(AGENPARL) - Roma, 9 Luglio 2024(AGENPARL) – mar 09 luglio 2024 *GRAVIDANZA, USIC: “DA COMANDO GENERALE CARABINIERI CIRCOLARE
DISCRIMINATORIA”*
*“L’integrazione concreta delle donne nel mondo militare deve fare ancora
molta strada”*
“L’istituto dell’astensione obbligatoria per gravidanza ancora una volta
pone il Comando Generale dell’Arma dei Carabinieri di fronte a
comportamenti potenzialmente discriminatori.
L’Ufficio Affari Giuridici e Condizione Militare, con la *circolare del 20
maggio 2024* – ad integrazione della disciplina vigente e per le ipotesi di
aspettativa “per vari motivi”, dispone che nel caso di fruizione di
benefici che comportino un’assenza continuativa dal servizio superiore a 60
giorni, il tesserino, l’arma in dotazione individuale e il relativo
munizionamento vengano ritirati, a cura del superiore diretto. Questa
misura, stando alla circolare, avrebbe carattere precauzionale, non solo
nell’interesse dell’amministrazione ma anche a tutela del militare.
Il documento, inoltre, stabilisce che al rientro il militare venga
sottoposto a visita medica presso le Infermerie Presidiarie ai fini di
verificare l’idoneità al servizio militare incondizionato.
*Nell’immediatezza della pubblicazione di questa circolare alcuni
Comandanti hanno ritenuto necessario ritirare l’arma a colleghe in stato di
gravidanza, nonostante non fossero trascorsi 60 giorni per l’istituto in
questione denominato “licenza per gravidanza o interdizione” ovvero
“astensione obbligatoria per gravidanza”.*
Si vuole ricordare che tali istituti non sono benefici e che non soddisfano
i presupposti per l’applicazione di quanto previsto dalla circolare.
L’astensione obbligatoria o l’interdizione per gravidanza deve
necessariamente essere scorporata da qualsivoglia conteggio o valutazione,
al fine di evitare discriminazioni di genere.
Per arginare questa possibilità, la circolare necessita di integrazione per
esplicitare la diversa natura del periodo di “astensione obbligatoria per
maternità”, evidenziando che è una licenza (denominata licenza
straordinaria per congedo di maternità o interdizione), impedendo il mal
governo dei militari donne da parte di sedicenti Comandanti.
Per il Comando Generale è giunto il momento di confrontarsi e ascoltare i
carabinieri donne, al fine di realizzare un ambiente meno discriminante e
concretamente inclusivo che non si manifesti solo con l’utilizzo di
immagini di militari donne o l’istituzione nominale di uffici e organi che
soddisfano una necessità di salvaguardia dell’immagine dell’Arma, ma che
operino e tutelino con fattiva funzionalità la differenza di genere da ogni
comportamento discriminatorio.
Confidiamo, dunque, in un iniziale e proficuo confronto con gli organi
preposti al fine di valutare, con uno sguardo nuovo, la condizione dei
militari donne nell’Arma.
L’integrazione concreta delle donne nel mondo militare deve fare ancora
molta strada e sicuramente deve partire dalla base e dall’ascolto delle
esperienze delle stesse nel cuore della Benemerita”. Lo dichiara, in una
nota, Gina Perotti, consigliere nazionale dell’Unione Sindacale Italiana
Carabinieri (USIC), con delega alla parità di genere.
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*Gina Perotti *
*Consigliere Nazionale dell’Unione Sindacale Italiana Carabinieri*
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