(AGENPARL) - Roma, 27 Giugno 2024 - (AGENPARL) – gio 27 giugno 2024 La storica sentenza della Corte di Cassazione, n. 17478 del 25 giugno 2024,
che stabilisce che i crediti di lavoro dei carcerati non si prescrivono
fintanto che sono detenuti.
Il rapporto di lavoro dei detenuti è univoco e continuativo,
indipendentemente dalle eventuali cessazioni intermedie, pertanto la
prescrizione dei relativi crediti resta sospesa fino alla cessazione dello
stato di detenzione.
Questo il principio di diritto affermato dalla Suprema Corte all’esito di
un difficile contenzioso, che ha visto, finalmente, prevalere il sacrosanto
diritto dei detenuti al riconoscimento di tutto quanto spettante per il
lavoro svolto alle dipendenze degli Istituti penitenziari.
La Cassazione lo ha deciso respingendo il ricorso proposto dal Ministero
della Giustizia contro la sentenza della Corte d’Appello di Roma che aveva
ritenuto che i crediti da lavoro dei carcerati non si prescrivessero
fintanto che il rapporto di lavoro fosse definitivamente cessato,
indipendentemente dalle eventuali sospensioni dovute, per esempio, al
trasferimento in altro e diverso Istituto penitenziario.
Il controricorso – in favore del detenuto-lavoratore – è stato curato
dall’avv. Marco Tavernese del Foro di Roma, che ha sostenuto la tesi
dell’unicità del rapporto di lavoro ei detenuti in tutti i gradi di
giudizio.
Una decisione fondamentale che consentirà ai carcerati di vedersi
riconosciute, una volta per tutte, le retribuzioni effettivamente spettanti
e che mette fine ad un’ingiutizia perpetuatasi per troppo tempo.
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