(AGENPARL) - Roma, 20 Giugno 2024 - (AGENPARL) – gio 20 giugno 2024 Le APCSM della più grande “Rete Sindacale Militare” del Comparto Difesa e
Sicurezza composta da sindacati delle Forze di Polizia a ordinamento militare
(carabinieri) e delle Forze Armate hanno chiesto e continuano a chiedere di potere
incontrare il Presidente del Consiglio dei Ministri, ciò in analogia al recente
incontro, propedeutico all’apertura del contratto, che il Presidente ha tenuto con i
Sindacati di Polizia ed il COCER e a cui le APCSM, non essendo ancora
rappresentative, non hanno potuto partecipare per esporre le esigenze proprie e del
personale rappresentato.
La richiesta, è finalizzata a porre in evidenza preliminarmente una serie di questioni
economiche e giuridiche.
Le questioni di carattere economico hanno carattere:
a. Generale, in relazione :
– alle risorse allocate a livello del contratto 2022/2024(al momento circa 1,5
miliardi), che si ritengono assolutamente insufficienti a coprire
adeguatamente il costo della vita registrato nel triennio di riferimento (un
5,8% di incremento a fronte di un tasso di inflazione superiore al 16%);
– proporre un focus operativo straordinario per portare a compimento il progetto
di previdenza dedicata e complementare, avuto riguardo alla specificità del
personale militare e all’assenza di un conseguente adeguamento normativo a
seguito della riforma Dini del 1996 sul sistema pensionistico del pubblico
impiego, ciò attraverso un incremento della dotazione di risorse del Fondo di
cui all’articolo 1, comma 96, lettera a), della legge 30 dicembre 2021, n. 234,
come modificato dalla Legge 213/2023 all’ art. 1 comma 350 ed all’adozione
di provvedimenti normativi discendenti.
– alla esigenza di un cosiddetto patto di legislatura, con cui pianificare e
programmare gli interventi necessari e le relative coperture finanziarie per un
adeguamento contrattuale sulle indennità specifiche del Comparto e sulle
progressioni di carriera;
– alla necessità di avviare il tavolo contrattuale della dirigenza militare.
b. Specifico delle sole APCSM.
Procedere in via preliminare al reperimento di risorse intra-bilancio o con
finanziamento ad hoc, necessarie alla concretizzazione dei distacchi e
permessi di cui usufruire dal 2025 in avanti (circa 50 milioni se rapportato
totalmente al costo dei Sindacati delle Forze di polizia). Risorse da trarre da
fondi diversi da quelli del contratto in analogia a quanto avvenuto nel passato
per la sindacalizzazione delle forze di polizia a ordinamento civile.
Le questioni di carattere giuridico/normativo riguardano invece le proposte
emendative alla legge 46/2022, ritenute necessarie per rendere concretamente
funzionali le APCSM in relazione alle necessità del personale.
La richiesta è che tali proposte debbano essere oggetto di emendamenti di natura
governativa già nel corso dell’iter di conversione del Decreto Legge n. 61 del 09
maggio 2024 ovvero, per quelle bisognevoli di approfondimento, con la procedura
prevista dall’ art. 16 comma 5 della Legge 46/2022 (decreti legislativi recanti
disposizioni integrative e correttive).
Trattasi di previsioni volte a:
– modificare la previsione normativa dell’art 1480 comma 9 del D.Lgs. 66/2010
(COM):
“I distacchi e le aspettative sindacali non retribuite possono durare non più di tre
anni. Nessun militare può essere posto in distacco o in aspettativa sindacale non
retribuita più di cinque volte. Tra ciascun distacco o aspettativa sindacale non
retribuita deve intercorrere almeno un triennio di servizio effettivo”;
Tale norma pone infatti un limite temporale di soli tre anni che non solo risulta
disfunzionale al funzionamento delle APCMS ma soprattutto in contrasto e in
aperta distonia con l’art .1477-ter comma 3 del medesimo D.Lgs. 66/2010 che
invece in tema di cariche elettive prevede una durata temporale superiore e
soprattutto garantisce la rieleggibilità “la durata delle cariche direttive è di
quattro anni e non può essere frazionata. Non è consentita la rielezione per più di
due mandati consecutivi. Coloro che hanno ricoperto per due mandati consecutivi
le cariche di cui al comma 1 sono nuovamente rieleggibili trascorsi tre anni dalla
scadenza del secondo mandato..
In sostanza al momento per esempio un Segretario generale può durare in carica
di seguito per otto anni ma dopo tre anni di distacchi deve aspettare un triennio
prima di usufruirne di nuovo. Facilmente intuibile come tale previsione possa
incidere negativamente sulla sua attività;
– considerare i militari in distacco sindacale a tutti gli effetti equiparati a quelli
in servizio nell’Amministrazione, salvo che ai fini del compimento del periodo
di prova e del diritto al congedo ordinario. I predetti periodi di distacco sono
retribuiti con esclusione dei compensi e delle indennità per il lavoro
straordinario e di quelli collegati all’effettivo svolgimento delle prestazioni.
Ciò in linea con quanto previsto dall’art. 1479-bis D. Lgs 66/2010 non
potendosi considerare i militari in distacco sindacale “decaduti”
dall’incarico in atto al momento dell’elezione nonché quali soggetti
inquadrati nella cosiddetta forza potenziale di cui all’art. 455 comma 1 lett.
c) del DPR 15 marzo 2010, nr. 90 come previsto dallo Stato Maggiore della
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