(AGENPARL) - Roma, 11 Giugno 2024 - (AGENPARL) – mar 11 giugno 2024 IL SACELLO DELLA VILLA SUBURBANA DI CIVITA GIULIANA
Dallo scavo della legalità emerge un ulteriore ambiente,
tra il quartiere residenziale e il quartiere servile della Villa
Nell’area di Civita Giuliana, area a nord della città antica di Pompei, già agli inizi del Novecento era
stata identificata una grande residenza detta Villa Imperiali. A partire dal 2017 e poi nel 2019 grazie
a un protocollo d’intesa siglato con la Procura della Repubblica di Torre Annunziata, il Parco
Archeologico di Pompei ha dato avvio a campagne di scavo che hanno permesso di arrestare il
saccheggio sistematico che per anni ha interessato la villa e che hanno restituito nuovi dati e
rinvenimenti eccezionali.
Le indagini del 2023-24 si sono concentrate lungo il tratto dell’attuale via di Civita Giuliana
investigando per la prima volta un’area interposta tra i due settori già noti, quello residenziale a nord
e il quartiere servile a sud, al fine di verificare l’attendibilità delle informazioni recuperate dalle
indagini giudiziarie condotte dalla Procura di Torre Annunziata.
Fra le importanti scoperte che hanno interessato la villa, di cui l’ultima la stanza dei carpentieri,
emerge anche un sacello, un ambiente dedicato al culto religioso, collocato in un punto di cerniera
tra il settore di servizio (con stalle e la stanza degli schiavi) a sud e il complesso residenziale a nord
della villa.
La rimozione della strada, avviata nell’agosto 2023, ha portato in luce- immediatamente al di sotto
degli strati preparatori della via moderna, tra i 40 e i 50 cm di profondità dall’attuale quota stradale pavimentazioni appartenenti al piano superiore del quartiere servile nonché il sacello con volta ad
incannucciata dalla planimetria rettangolare, di cui sono noti alcuni esempi annessi alle ville del
suburbio pompeiano, seppur non con la stessa monumentalità.
Il sacello sembrerebbe corrispondere a quanto rilevato dagli inquirenti nel corso di investigazioni,
nelle quali emergono riferimenti ad un “tempietto” intitolato ad Ercole, e ad affreschi raffiguranti le
12 fatiche di Ercole, di cui tuttavia non ci sono tracce al momento.
L’ambiente è coperto con un tetto spiovente a falda
unica, mentre la fronte esterna, completamente
intonacata e dipinta di bianco, presenta un grande
portale (2.65 x 2.75 m) ed è sormontata da una sorta
di “timpano” a rilievo.
Davanti alla enorme porta è presente una rampa con
tracce di ruote, indizio del possibile uso nel corso dei
rituali di un carro cerimoniale.
Internamente l’ambiente è caratterizzato da una
decorazione pittorica parietale in IV stile: il
ciclo decorativo, prevedeva una sequenza su
sfondo rosso di dodici pannelli a drappo
giallo, mentre al centro della parete di fondo
due pannelli che inquadravano un podio in
muratura, verosimilmente di supporto per
una statua.
Poco distante corre lungo le pareti una banchina continua, in muratura rivestita di intonaco
dipinto, di cui è evidente l’usura determinata dall’uso nel tempo, da parte dei partecipanti ai rituali.
“Lo scavo del sacello, da un lato è sconcertante, perché ci fa vedere la spregiudicatezza con cui gli
scavatori clandestini hanno operato, spogliando quasi tutte le pareti e l’interno della stanza. –
dichiara il Direttore Gabriel Zuchtriegel – Vedere questo luogo di culto, annesso al quartiere
produttivo della villa, ridotto in queste condizioni, fa male, anche perché ci sono pochissimi confronti
per questo genere di ambienti. Paradossalmente, però, al tempo stesso, è incoraggiante: lo Stato
c’è, insieme alla Procura della Repubblica e ai Carabinieri, il Ministero della Cultura sta recuperando
un complesso di grandissima importanza. I rinvenimenti confermano quanto appurato dalla polizia
giudiziaria e dalla Procura. Si tratta di uno scavo di tutela attiva e direi anche di giustizia, dopo anni
di saccheggiamento. I prossimi passi saranno: continuazione degli scavi, proseguo degli espropri,
abbattimento di edifici espropriati per il recupero del patrimonio archeologico e progettazione di una
fruizione pubblica della villa: sarà un gioiello della Grande Pompei, che ci aiuterà a valorizzare meglio
tutto il territorio della città antica. Ringrazio il Ministro Sangiuliano per il sostegno e per i fondi nella
Legge di Bilancio per nuovi scavi a Pompei e in altri parchi nazionali, che ci permettono di continuare
le indagini a Civita Giuliana. Oltre al Procuratore Fragliasso, vorrei anche ringraziare
l’amministrazione comunale nella persona del sindaco Lo Sapio, perché gli scavi sotto la strada
moderna, che hanno portato alla scoperta del sacello e della stanza del carpentiere, sono possibili
solo grazie a una fattiva e quotidiana collaborazione tra enti che a Pompei sta portando a grandi
risultati.”
Le attività di indagine in corso a Civita Giuliana costituiscono il modello di uno scavo che è esempio
di legalità e tutela e che diventa occasione di conoscenza e sviluppo della ricerca.
L’obiettivo è continuare il programma degli espropri e l’abbattimento degli edifici già acquisiti e al
contempo ampliare gli scavi al fine di chiarire gli ancora numerosi aspetti di Civita Giuliana sia a
livello scientifico, sia in termini giuridici, e progettare.
Fondamentale per il prosieguo delle attività sul territorio sarà la progettazione un sistema ampio di
accessibilità e fruizione che metta in connessione questo sito nella rete della Grande Pompei. Su
quest’ultimo punto è in corso una collaborazione con la Federico II e con il ReParch, Master
Universitario di II livello in Restauro e Progetto per l’Archeologia.
Gli ambienti indagati finora sono quelli dell’ampio quartiere produttivo e servile:
fra cui una stalla con i resti di equidi bardati, in cui è stato possibile realizzare il primo calco
intero di cavallo;
un carro cerimoniale a quattro ruote, in legno e con elementi in ferro, con raffinate decorazioni
in bronzo e argento, interpretato come pilentum, cioè un veicolo usato nel mondo romano dalle
élites per cerimonie e in particolare per accompagnare la sposa nella nuova casa, esemplare
unico nel suo genere al momento in Italia;
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