
Gli investigatori militari iraniani non hanno trovato prove di sabotaggio o di attacco informatico nell’incidente dell’elicottero che ha provocato la morte del presidente Ebrahim Raisi e del suo entourage il 19 maggio scorso. Il rapporto ufficiale, pubblicato mercoledì dallo Stato Maggiore delle Forze Armate iraniane, esclude la possibilità di un’esplosione causata da sabotaggio.
Il secondo rapporto sull’incidente, che ha causato la morte anche del ministro degli Esteri Hossein Amirabdollahian e di altri membri dell’entourage presidenziale, si basa su un’analisi approfondita dei rottami dell’elicottero. I detriti e le parti dell’aeromobile non mostrano segni di esplosioni dovute a sabotaggi. Inoltre, il pattern di distribuzione dei detriti conferma che non ci sono state esplosioni prima dell’impatto con il fianco della montagna.
Gli investigatori hanno esaminato accuratamente i documenti relativi alla manutenzione dell’elicottero, senza riscontrare problemi significativi che avrebbero potuto contribuire all’incidente. Il rapporto sottolinea che il carico dell’elicottero al momento del decollo e durante tutto il volo era entro i limiti consentiti.
Le conversazioni registrate tra l’equipaggio di volo mostrano che l’ultimo contatto con i piloti è avvenuto 69 secondi prima dello schianto, senza che fosse dichiarata alcuna emergenza. Gli investigatori hanno escluso anche qualsiasi interruzione nel sistema di comunicazione o interferenze nelle frequenze utilizzate dall’elicottero.
Il rapporto afferma chiaramente che non ci sono segni di un attacco informatico contro l’elicottero presidenziale. Le comunicazioni con l’aeromobile sono state mantenute senza problemi fino a pochi istanti prima dell’incidente.
Lo Stato Maggiore delle Forze Armate iraniane, che aveva già pubblicato un rapporto preliminare il 24 maggio, ha dichiarato che l’indagine continuerà fino a quando non sarà determinata la causa principale dell’incidente. I risultati finali saranno resi pubblici per fornire una completa trasparenza sulle circostanze che hanno portato alla tragedia.
Questo secondo rapporto fornisce un quadro più chiaro delle cause dell’incidente, escludendo sabotaggi e attacchi informatici. Le indagini proseguiranno per identificare eventuali ulteriori fattori che potrebbero aver contribuito all’incidente, garantendo che tutte le domande rimaste senza risposta siano affrontate in modo esaustivo.
La comunità internazionale e il popolo iraniano attendono con impazienza ulteriori aggiornamenti mentre gli investigatori lavorano per completare la loro indagine su questa tragica perdita.