(AGENPARL) - Roma, 28 Maggio 2024 - (AGENPARL) – mar 28 maggio 2024 “Con lo sblocco del *credito d’imposta per le aziende che investono nella
Zona Economica Speciale ZES* unica del Mezzogiorno (dal *12 giugno è
possibile presentare le domande*, il bonus complessivo è di 1,8 miliardi
di Euro) si avvicina quello che per noi è l’obiettivo centrale: far
diventare la Zes unica lo strumento per unire Mediterraneo e Piano Mattei”.
A sostenerlo è Alfredo Carmine Cestari, presidente della Camera ItalAfrica
sottolineando che “la Zes si inserisce in un contesto più ampio del
Mediterraneo e dei Paesi Africani diventando un’opportunità per il
Meridione e le sue imprese. E proprio perché è il mare l’autentica
“autostrada” di collegamento, per i porti del Sud servono tanti Rotterdam,
sostenuti dalla Zes unica. Si pensi – continua – che da quando è scoppiata
la crisi del Canale di Suez, ogni giorno circa 2 milioni di container
“cercano casa” nel Mediterraneo. Se Rotterdam è il porto ideale per la
logistica (infatti, con una sola operazione il container viene sbarcato
dalla nave e, tramite il nodo logistico intermodale, viene caricato su
treno veloce e portato a destinazione), purtroppo il Mediterraneo è privo
di strutture del genere. Però, dalla fine del 2023 Rotterdam ha perso dal 6
al 10% del solito traffico, quota che si è riversata nel Mare Nostrum.
Infatti, per compensare i maggiori costi di trasporto, caro-noli e
assicurazioni, gli armatori preferiscono accorciare le rotte della catena
logistica e del valore: quotidianamente 40 navi continuano ad attraversare
Suez, mentre altre 30 compiono il periplo dell’Africa e rientrano nel
Mediterraneo dallo Stretto di Gibilterra. Si tratta, dunque, di settanta
meganavi al giorno, molte delle quali ora fanno scalo nei pochi porti
“transhipment” disponibili (Algeciras, Valencia, Barcellona, Vado Ligure e
Gioia Tauro), dove, mancando il collegamento con la ferrovia, i container
vengono trasferiti su navi più piccole che provvedono alla consegna in
porti minori, per lo più del Sud Italia. Dove, purtroppo, i tempi si
allungano. La logistica e in generale le infrastrutture – dice Cestari –
sono perciò strategiche per far decollare la Zes unica ed attrarre
investimenti.Abbiamo sostenuto dal primo momento il ‘Piano Mattei’ della
Premier Meloni perché rappresenta quel modello virtuoso di collaborazione e
di crescita tra Unione Europea e nazioni africane che come Camera
ItalAfrica stiamo sperimentando con buoni risultati da qualche anno e che
nella Zes trova ulteriori strumenti efficaci di cooperazione economica e di
intensificazione import-export. Per tutto questo il Piano Mattei che ci
vede ancora protagonisti – aggiunge – è un ulteriore strumento di sviluppo
industriale e produttivo non solo per i Paesi Africani ma anche per le
regioni del Sud. In proposito la nostra azione si svolge attraverso “Sud
Polo Magnetico”, che contiene anche iniziative per le imprese
meridionali. Noi di ItalAfrica partiamo dalle esperienze positive e
consolidate negli anni delle Zes realizzate in ambito Ue ed extra Ue per
indicare come rafforzare il ruolo strategico di queste aree a cominciare
dalla ‘governance’”.
