(AGENPARL) - Roma, 28 Maggio 2024(AGENPARL) – mar 28 maggio 2024 TEATRI DI CONFINE 2024
Giovedì 30 maggio, presso la Gipsoteca di Pescia parte Teatri di Confine 2024, la rassegna dedicata alla scena contemporanea realizzata da Teatri di Pistoia e dalla Fondazione Toscana Spettacolo onlus, quest’anno pensata per i luoghi d’arte di Pistoia e Pescia.
Giovedì 30 maggio (ore 21.15) alla Gipsoteca Libero Andreotti di Pescia, Davide Valrosso presenta SYMPOSIUM. Symposium è una performance che nasce dall’incontro di Davide Valrosso con un musicista che cambia in ogni luogo di rappresentazione dell’azione di danza. In questa occasione Valrosso viene accompagnato dalla musica dal vivo del chitarrista Meme Lucarelli. Un nuovo modo di intendere l’improvvisazione attraverso un unico elemento: una cesta piena di pensieri, in cui ogni persona è chiamata ad aggiungerne uno proprio e prenderne uno altrui.
A seguire SIMBIOSI, con Laila Lovino e Melissa Bortolotti, per la coreografia di Roberto Tedesco. Le relazioni simbiotiche sono considerate forme inibitrici dello sviluppo o addirittura dannose, in cui l’acquisizione dell’indipendenza e della maturità per la vita adulta e? compromessa. È su questa traccia che prende forma la coreografia concepita da Roberto Tedesco per due danzatrici. La caratteristica principale di una coppia di simbiotici e? la reciproca dipendenza tra i partner e la scarsa definizione dei confini interpersonali, al punto che più che un incontro tra due individui si realizza la costruzione di un unico corpo psichico. Lo spettacolo è stato selezionato per la vetrina della giovane danza d’autore Extra 2023 – Network Anticorpi XL.
Le due proposte entreranno in dialogo con lo spazio espositivo: la Gipsoteca Libero Andreotti di Pescia. Il museo raccoglie circa 250 pezzi fra bozzetti, calchi, modelli formati in gesso, frammenti e l’archivio personale dello scultore, collocato al secondo piano, che contiene circa 5.600 unità documentarie, arricchito nel 2003, nel 2014 e nel 2021 grazie a ulteriori lasciti voluti dalla famiglia. Nel 2004 è stato pubblicato il relativo catalogo composto di lettere, documenti, fotografie, disegni, ritagli di giornali. L’archivio rappresenta uno strumento fondamentale non soltanto per la ricostruzione dell’opera di Andreotti, ma anche per contribuire agli studi sulla vita artistica e culturale, a livello nazionale e internazionale, dei primi tre decenni del Novecento. Ma come nasce questa raccolta? Con la scomparsa di Libero Andreotti, avvenuta il 19 aprile 1933, oltre duecento modelli in gesso erano rimasti alle Pagliere Reali annesse all’Istituto d’Arte di Firenze per poi essere trasferiti, alla fine degli anni Cinquanta, in Lungarno Cellini, nell’abitazione della sua famiglia. La riscoperta dell’importanza di Libero Andreotti risale al 1976, quando era stata allestita a Pescia, presso Villa Sismondi, una importante retrospettiva curata da Raffaele Monti. Proprio in questa occasione era stata ripresa la proposta, caldeggiata anche da Carlo L. Ragghianti, di istituire la sede della Gipsoteca. In seguito all’assenso dell’amministrazione comunale i figli di Andreotti, Lupo e Aldo, avevano donato nel 1978 l’intero fondo del loro padre alla città natale, con la condizione che per questo patrimonio artistico fosse trovata subito una sede prestigiosa, il medioevale Palazzo del Podestà, detto anche Palagio, appena reso agibile dopo un annoso restauro. In questa sede la Gipsoteca è stata inaugurata nel 1992, grazie all’impegno di Ornella Casazza della Soprintendenza fiorentina e con il progetto di allestimento curato da Raffaella Melucci e Stefano Nardini.
Teatri di Confine presenta, fino al 17 giugno, spettacoli di danza, circo contemporaneo, prosa e musica. La rassegna, dedicata alla scena contemporanea, è realizzata da Teatri di Pistoia e dalla Fondazione Toscana Spettacolo onlus, con il sostegno del Ministero della Cultura e della Regione Toscana, in collaborazione con il Comune di Pistoia e il Comune di Pescia. Il cartellone di appuntamenti sono ospitati a Pistoia, negli spazi del Museo del Novecento e del Contemporaneo di Palazzo Fabroni e di Villa Stonorov-Fondazione Vivarelli, e a Pescia, alla Gipsoteca Libero Andreotti e al Museo della Carta. Luoghi d’arte che sono stati messi a disposizione condividendo la prospettiva culturale del progetto.
Biglietti
€ 12 intero
€ 8 ridotto
€ 5 ridotto ragazzi under 14
€ 5 speciale serata 4 giugno – Museo della Carta Pescia
riduzioni
ridotto per Over65, soci UNICOOP Firenze, possessori Carta Fedeltà Far.com, abbonati alle Stagioni Teatri di Pistoia, abbonati Stagione Teatrale Lamporecchio, allievi Scuola Mabellini, iscritti corsi Funaro, soci CRAL/Associazioni convenzionate; possessori di abbonamenti regionali (Regione Toscana) e biglietti Trenitalia per Pistoia e Pescia da un’altra provincia (dello stesso giorno o il giorno prima dell’evento), Giovani Card, Biglietto Futuro under 35 con Unicoop Firenze, Carta dello Studente della Toscana.
Info e prevendita
(Corso Gramsci, 127 – Pistoia)
orario estivo: martedì, giovedì e venerdì ore 16/19; mercoledì ore 11/15; sabato ore 10/13
http://www.teatridipistoia.it | http://www.toscanaspettacolo.itI luoghi
Gipsoteca Libero Andreotti, Piazza del Palagio, 7, 51017 – Pescia PT
Museo della Carta, via Mammianese Nord, 229, 51017 – Pescia PT
Giardino di Palazzo Fabroni, Via Santa – Pistoia
Villa Stonorov – Fondazione Vivarelli, Via di Felceti 11 – Pistoia
I prossimi appuntamenti
Contemporaneamente, per la coreografia di Patrizia de Bari, in scena BIANCHISENTIERI. La performance incalza, con suggestioni visive e sonore, i temi della conservazione e della trasmissione della conoscenza, attraverso la memoria. Bianchi come i fogli e Sentieri come i solchi della scrittura, fonte primaria della trasmissione e del sapere. La trasposizione in un’immagine surreale darà vita ad un “animale” raro, forse già scomparso, che trascina un abito costruito con pagine di libri oramai dismessi, pronti per il macero, come simbolo della memoria del passato e depositari del sapere. Le tracce lasciate dal suo passaggio prenderanno forma, come nei sogni, assumendo una fisionomia concreta; rinasceranno desideri, curiosità e voglia di conoscenza. Lo spettacolo, prodotto da Giardino Chiuso, è a ingresso libero (fino ad esaurimento posti).
Martedì 11 giugno (ore 19.00), nel ‘giardino d’autore’ del Museo del Novecento e del Contemporaneo di Palazzo Fabroni, a Pistoia, arriva ABBATOIR BLUES, di e con Luigi Ciotta, ultimo titolo della Trilogia dell’Abbondanza, dopo Funky Pudding (2009, sul tema degli sprechi alimentari) e Sweet Dreams (2014, sull’abuso di zuccheri). Uno spettacolo onirico, surreale, comico, crudele ed emozionante, che tramite il clown e il circo affronta in maniera dissacrante e non moralistica le condizioni di vita umane e animali all’interno dei macelli. La giornata tipo di un lavoratore di un macello che subirà profondi cambiamenti nel corso dello spettacolo. Una persona sola, dai tratti borderline, che trascorre la vita in mezzo a animali, vivi e morti. Un lavoro alienante e ripetitivo, che si presta alla coreografia del movimento e al circo per esprimere la sua tensione relazionale con la vita, sospesa tra la gravità e la morte. Lo spettacolo unisce teatro di figura, circo, teatro fisico, magia e comicità in una dimensione in cui le parole cedono il passo a suoni, versi e rumori, sia registrati che dal vivo. Lo spettacolo ha vinto, nel 2019, il Premio “Emilio Vassalli” – Festival Circonferenze.
Venerdì 14 giugno (ore 19.00), nel ‘giardino d’autore’ del Museo del Novecento e del Contemporaneo di Palazzo Fabroni, a Pistoia, va in scena WOOD, con Maria Anzivino, per la coreografia di Marianna Moccia e Sara Lupoli. Il viaggio della performance è una metafora della crescita dell’uomo e del suo rapporto con la natura. Natura di cui fa parte, ecosistema che prova a decifrare, da cui scappa, con cui dialoga, che prova a dominare e a cui soccombe per rinascere nel fluire armonioso del suo tempo. Wood prende per mano lo spettatore e lo accompagna in un viaggio visuale e sonoro dove le scene dondolano sul sottile filo dell’immaginazione e della compartecipazione, evocando suggestioni legate alla complessità dell’essere umano e all’ostinata ricerca dell’equilibrio.
A seguire THERE IS A PLANET di Michele Scappa, con il performer Emanuel Santos. There is a Planet è una ricerca finalizzata a distanziarsi dall’ambiente teatrale, attraverso un’indagine del corpo negli spazi, un corpo che si abbandona, che osserva, che include e che comunica. L’indagine prende ispirazione dalla mostra fotografica di Ettore Sottsass alla Triennale Milano (2017-18), da cui deriva l’omonimo titolo. Sono fotografie, scattate in quarant’anni di viaggi intorno al mondo, che riguardano l’abitare e in generale la presenza dell’uomo sul pianeta: tra le pagine scorrono gli scenari incontaminati della natura (panorami di fiumi, foreste, distese marine, rocce) e immagini di architetture, case, persone, situazioni particolari, profondamente umane. Lo spettacolo è stato selezionato per la vetrina della giovane danza d’autore Extra 2023 – Network Anticorpi XL.
