(AGENPARL) - Roma, 23 Maggio 2024 - (AGENPARL) – gio 23 maggio 2024 Gentile collega,
ti segnaliamo la notizia pubblicata su Media INAF riguardante alcuni
suggestivi scatti della Luna presi da Roma, lungo il cosiddetto “Asse
sistino”, uno dei più famosi rettilinei della Città eterna:
L’Asse sistino al tempo del lunistizio
Di seguito riportiamo il testo integrale della notizia:
IL PIANO URBANO RINASCIMENTALE INCARDINA ROMA AI RITMI DELLA LUNA
L’Asse sistino al tempo del lunistizio
L’Asse sistino, voluto da Papa Sisto V per collegare le principali
basiliche, tra cui Santa Maria Maggiore dove è sepolto e consentire un
comodo pellegrinaggio tra le strade dell’Urbe, è uno dei più famosi
rettilinei di Roma. Un nuovo assetto urbano nel quale è possibile che la
Luna abbia giocato un ruolo da protagonista
Redazione Media Inaf
23/05/2024
Un allineamento voluto verso il punto più a nord in cui tramonta la Luna
sulla Città eterna, in quello che viene definito astronomicamente *lunistizio
superiore*: un inedito e magico “Sistine-henge” per cacciatori di
irripetibili panorami celesti.
La Luna tramonta lungo l’Asse sistino al lunistizio superiore visto da
Piazza Esquilino, proprio dietro la torre solare di Monte Mario, il 13
aprile 2024. Crediti: Gianluca Masi, Virtual Telescope Project/Inaf
Questo ci raccontano queste splendide foto del nostro satellite naturale
che si prepara a scomparire all’orizzonte in uno dei più famosi rettilinei
di Roma, composto da via Depretis, via Quattro Fontane e via Sistina.
È l’Asse Sistino, centro del nuovo assetto urbanistico ideato da Sisto V e
dal suo architetto e ingegnere Domenico Fontana (1585-1590) per collegare
le principali basiliche e consentire un comodo pellegrinaggio tra le strade
dell’Urbe. Il tratto che collega gli obelischi di S. Maria Maggiore e
Trinità dei Monti, lungo circa un chilometro e mezzo, è infatti orientato
verso un azimut di 307°, con un’elevazione dell’orizzonte di circa 1,5° in
direzione del colle di Monte Mario, dove nel XX secolo fu trasferito
l’Osservatorio Astronomico di Roma, oggi sede dell’Istituto Nazionale di
Astrofisica.
Tramonto della Luna lungo l’Asse sistino al lunistizio superiore visto da
L’azimut del punto di scomparsa cambia leggermente da una notte all’altra.
Crediti: Gianluca Masi, Virtual Telescope Project/Inaf
Questo allineamento trasforma il canyon urbano dell’antica “via Felice”
(dal nome di Papa Peretti) in un traguardo telescopico che è un naturale
prolungamento dell’asse della celebre basilica di Santa Maria Maggiore. La
circostanza suggerisce fortemente un legame con l’orientamento originario
della chiesa paleocristiana, concepita per celebrare la Vergine Maria e il
suo corrispondente celeste.
Piazza Esquilino trasformata in un immenso strumento per seguire i moti
della Luna. Incisione di Cornelis Meyer, 1696
Questo fenomeno – identificato e fotografato da *Giangiacomo Gandolfi*
dell’Inaf
di Roma e *Gianluca Masi* del Virtual Telescope Project e associato Inaf –
è stato presentato oggi a Corfù, al 12esimo Convegno internazionale Insap
, dedicato all’ispirazione dei fenomeni
astronomici, ed è abbastanza raro: si verifica appena qualche decina di
volte nel corso di una cinquantina di mesi, a intervalli di circa 18 anni.
A conferma del fatto che tale configurazione fosse nota anche in epoche
successive una storica incisione barocca del 1696, che mostra l’obelisco
dell’Esquilino utilizzato come gnomone
per seguire e tracciare i complessi
moti della Luna.
Cordialmente,
Ufficio Stampa INAF
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