
(AGENPARL) – gio 16 maggio 2024 *MEDITERRANEO | Nuovi dettagli sulla crisi di salinità che 6 milioni di
anni fa ha prosciugato il Mare Nostrum*
*Uno studio internazionale ha rivelato dettagli sulla crisi di salinità del
Mediterraneo di 6 milioni di anni fa, offrendo nuove prospettive
sull’evoluzione geologica e climatica della regione*
*[**Roma, 16 maggio 2024**]*
Un nuovo studio condotto da un team di ricercatori internazionali, con la
partecipazione dell’*Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (INGV)*,
ha portato alla luce importanti scoperte riguardanti la *crisi di salinità
avvenuta nel Mediterraneo* circa 6 milioni di anni fa, che ha provocato il
progressivo *disseccamento del bacino*.
Secondo la ricerca *“Causes and consequences of the Messinian salinity
crisis”* recentemente pubblicata su Nature, l’apertura e la chiusura degli
oceani e dei mari, correlate ai movimenti delle placche litosferiche,
spesso conducono alla formazione di bacini marginali con un limitato
scambio d’acqua con l’oceano aperto. Questi periodi di limitato scambio
possono portare all’accumulo di enormi depositi evaporitici, noti come
“giganti di sale”, come quello riscontrato nel Mediterraneo durante la
crisi di salinità Messiniana.
*Fabio Florindo*, ricercatore dell’INGV e co-autore dello studio, ha
sottolineato l’importanza di queste scoperte: “*Questi enormi depositi
evaporitici si sono formati episodicamente nella storia della Terra e hanno
avuto un impatto significativo sul ciclo del carbonio e sul clima globale*”.
Durante la crisi Messiniana, il Mediterraneo subì un’importante
trasformazione a causa della chiusura progressiva del collegamento con
l’Oceano Atlantico.
“*Questo evento*”, prosegue *Florindo*, “*ha portato a una diminuzione
significativa del livello dell’acqua nel Mediterraneo e alla deposizione di
oltre 1 milione di chilometri cubi di sale, sotto forma di depositi di
gesso e di halite, nei suoi bacini*”.
Le implicazioni di tali depositi evaporitici sulla composizione chimica
degli oceani e sull’equilibrio climatico globale sono state approfondite
dagli studiosi. La rimozione di calcio dagli oceani attraverso la
deposizione di solfato di calcio ha causato una serie di cambiamenti, tra
cui un aumento del pH oceanico, una diminuzione della pressione parziale
dell’anidride carbonica atmosferica e un raffreddamento globale.
Circa 5.3 milioni di anni fa, questo periodo di isolamento giunse a una
conclusione epica con un’imponente inondazione dall’Atlantico, nota come
evento Zancleano, che ha riportato condizioni marine nel Mediterraneo.
Questo studio offre un’importante finestra sul passato geologico del
Mediterraneo e sull’evoluzione del nostro pianeta, offrendo spunti preziosi
per comprendere meglio i processi climatici e ambientali che hanno plasmato
la Terra nel corso dei millenni.
*Link allo studio*: https://www.nature.com/articles/s43017-024-00533-1
*Link utili*:
*Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia*
*University of Southampton, UK*
*Utrecht University, The Netherlands*
*National Institute of Marine Geology and Geo-ecology, GeoEcoMar,
Bucharest, Romania*
*University of Corsica Pasquale Paoli, Corte, France*
*Australian National University, Canberra, Australia*
*University of Bristol, UK*
*University of Salamanca, Spain*
*Institut de Physique du Globe de Paris, Université Paris Cité, CNRS,
France*
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*Figura 1* – Fasi evaporitiche della crisi di salinità messiniana (MSC).
a, Mappa della regione mediterranea con i mari, stretti e catene montuose
più importanti.
b–d, Mappe schematiche del Mediterraneo e della Paratetide durante tre fasi
evaporitiche con i principali siti affioranti a terra. Questa serie di
mappe illustra la sequenza di unità evaporitiche che definiscono il MSC
durante la restrizione e l’isolamento del Mediterraneo dall’Atlantico
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*Figura 2* – Stratigrafia della crisi di salinità messiniana in differenti
contesti di bacino.
a, Mappa schematica del Mediterraneo con indicazione delle zone marginali,
dei bacini poco profondi con sbarramenti, dei bacini intermedi e dei bacini
centrali profondi.
b, Sezione trasversale schematica del Mediterraneo con depositi della MSC
in diversi contesti di bacino. I numeri nei livelli si riferiscono a: 1,
fase del gesso primario inferiore (PLG); 2, halite; 3, fase del gesso
superiore (UG).
c, Vincoli di età e distribuzione dei depositi del MSC in diversi contesti
di bacino. I record stratigrafici della crisi di salinità messiniana (MSC)
riflettono la profondità del bacino e l’ambiente tettonico.
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*Figura 3* – Contesto geodinamico della crisi di salinità messiniana.
a, Topografia schematica della regione dello Stretto di Gibilterra prima
della crisi di salinità messiniana, con indicazione della paleogeografia
della connessione Mediterraneo-Atlantico. Le etichette illustrano le età e
i meccanismi del moto verticale che hanno limitato la connessione
Atlantico-Mediterraneo (~5,33-7 Ma).
b, Rappresentazione schematica della morfologia della placca litosferica
sotto Gibilterra a circa 8 Ma. Le frecce illustrano i movimenti assoluti
delle placche per l’Africa e l’Iberia con un movimento centrale-orientale
betico più lento. La configurazione richiesta per la connessione o per la
restrizione del Mediterraneo dall’Atlantico è stata controllata dalla
convergenza Africa-Iberia. orientale betico più lento.
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