(AGENPARL) - Roma, 8 Maggio 2024 - (AGENPARL) – mer 08 maggio 2024 Breve nota sullo status del Rondone pallido (Apus pallidus) nella città di Ancona.
Il Rondone pallido (Apus pallidus) è una specie piuttosto rara e vulnerabile. Tutt’ora poco studiato ed elusivo (passa la maggior parte del tempo in volo), migratore a lungo raggio, trascorre il periodo riproduttivo da aprile a ottobre lungo le coste del bacino del mediterraneo per spostarsi nella regione equatoriale africana durante l’inverno. La sua dieta è costituita esclusivamente da insetti che cattura in volo, svolgendo quindi anche un’importante attività di “insetticida naturale” nei confronti di specie fastidiose per l’uomo e dannose per l’agricoltura (pest control). Il Rondone pallido è una specie coloniale che nidifica in cavità e fessure delle falesie a picco sul mare, ma alcuni soggetti probabilmente a seguito di competizione interspecifica, hanno sviluppato un adattamento “sinantropico” (vita in simbiosi con l’uomo) sostituendo le cavità naturali nella roccia con quelle presenti nelle case, nei monumenti storici e più in generale in tutte le strutture costruite dall’uomo, dando origine a delle vere e proprie colonie urbane. È questo il caso della città di Ancona, la cui colonizzazione da parte del Rondone pallido ha avuto inizio circa a metà degli anni Novanta, presumibilmente da alcuni soggetti distaccatisi dalla colonia originaria e tutt’ora attiva situata lungo le falesie del monte Conero.
La distribuzione della specie nella città di Ancona non è ancora stata censita con esattezza. È testimoniata la nidificazione di coppie per lo più all’interno dei cassoni delle tapparelle avvolgibili della maggior parte degli edifici che si affacciano sull’area portuale (lungomare Vanvitelli, via XXIX Settembre). In questo contesto, l’edificio maggiormente coinvolto risulta essere la struttura in via Lungomare Vanvitelli che ospita la “mensa cantiere navale” situata di fronte all’ingresso della società “Fincantieri” (vedere mappa n.1 allegata con cerchio rosso). Questo edificio è stato probabilmente scelto dalla specie per alcune sue caratteristiche:
La posizione esposta su tutti e quattro i lati in una zona aperta come quella della banchina
La struttura lineare (quattro lati a due a due uguali) e le dimensioni ragguardevoli (4 piani con 11 finestre per piano sul lato lungo e 5 finestre per piano sul lato corto)
La presenza di numerose finestre (circa un centinaio) con relative tapparelle e cassoni dove i rondoni nidificano.
Chiaramente non tutti i cassoni dell’edificio sono occupati dai nidi. Si stima la presenza di almeno 30 coppie di rondone pallido che utilizzano la struttura ogni anno da fine marzo ad inizio novembre per portare avanti due nidiate. Questi animali possiedono una grande affinità per il sito in cui si sono riprodotti negli anni precedenti (filopatria). E’ stato osservato come coppie di rondone pallido a seguito della perdita del sito di nidificazione per svariati motivi, come ristrutturazioni o abbattimento dell’edificio, abbiano continuato a cercare il nido “scomparso” per buona parte della stagione, perdendo di fatto, l’opportunità di riprodursi.
Il Rondone pallido è una specie selvatica rigorosamente protetta dalla “Convenzione di Berna” (Convenzione sulla conservazione della vita selvatica e dell’ambiente naturale in Europa ratificata in Italia con legge 5 agosto 1981, n. 503 All.II) e dalla legge n. 157/92 “Norme per la protezione della fauna selvatica omeoterma e per il prelievo venatorio”. L’uccisione, il maltrattamento, il deterioramento o la distruzione intenzionale di siti di riproduzione e di riposo, costituisce reato.
Poiché la sua esistenza è strettamente legata ai manufatti di origine umana presso cui nidifica (buche pontaie, cassoni delle tapparelle avvolgibili, fenditure su soffitti e cornicioni, ecc.), risulta di primaria importanza che gli interventi di ristrutturazione su edifici in cui è stata certificata la presenza di coppie riproduttive, venga condotta con l’obiettivo di arrecare il minor danno possibile agli animali. Esistono numerosi casi studio ed esperienze pregresse a cui poter attingere, ma poiché ogni situazione ha le sue peculiarità, risulta fondamentale in sede di programmazione delle attività di risanamento, coinvolgere la figura dell’esperto del settore (ornitologo) che dopo aver studiato la situazione, sarà in grado di indicare soluzioni efficaci ed economiche che permettano il ripristino dell’immobile salvaguardando la colonia che vi si è insediata.
Fulvio Felici
Claudio Zabaglia
APS Ornitologi Marchigiani
Mappa n.1 il cerchio rosso indica la posizione dell’edificio ”mensa cantiere navale”
