(AGENPARL) - Roma, 24 Aprile 2024 - (AGENPARL) – mer 24 aprile 2024 **Vittime stragi nazifasciste, a Udo Surer un riconoscimento della Regione
Toscana**
/Scritto da Lorenza Berengo, Marco Ceccarini mercoledì 24 aprile 2024 alle
16:39/
La Regione Toscana ha conferito una targa in vetro a Udo Surer come
riconoscimento dell’opera di pacificazione e di amicizia che da anni svolge
nei confronti dei superstiti e dei familiari delle vittime delle stragi
nazifasciste. La targa è stata consegnata dal presidente della Regione e
dall’assessora regionale alla Cultura della Memoria. Assieme a loro erano
presenti il sindaco di Cascina, il sindaco di Fivizzano e il presidente
dell’Anpi provinciale di Pisa.
Quello di Udo Surer, nato Maier, avvocato di Lindau, Baviera, è un
meritevole percorso di riconciliazione con un passato terribile, ignobile,
che ha investito la sua famiglia e la cui scoperta lo indotto a rinnegare
il padre, cambiare cognome ed iniziare una nuova vita incentrata sui valori
della pacificazione e della fratellanza tra i popoli. E’ un percorso,
quello di Udo, teso a costruire un ponte con i discendenti di coloro che
furono trucidati dalle Ss e dal cosiddetto Battaglione della Morte, del
quale fece parte anche suo padre, Josef Maier, che fu uno degli autori alle
stragi di San Terenzo Monti e Vinca di Fivizzano, in Lunigiana, nell’estate
del 1944.
Il presidente della Regione ha sottolineato come, dopo aver scoperto il
vero passato di suo padre, Udo Surer abbia avuto il coraggio e la
determinazione di volere incontrare i familiari ed i superstiti delle
stragi avvenute in Italia intraprendendo un percorso di pace e di
riabilitazione. Ha inoltre evidenziato come l’azione di questo avvocato
bavarese sia sempre stata e sia tutt’ora condotta all’insegna dell’umiltà
e del profondo rispetto per le vittime delle stragi nazifasciste.
Per l’assessora regionale alla Cultura della Memoria è motivo di orgoglio
accogliere in Toscana Udo Surer dandogli una targa con il simbolo della
Regione Toscana, il Pegaso alato che fu del Comitato Toscano di Liberazione
Nazionale, un simbolo quindi denso di significato.
E’ il modo migliore di trascorrere la vigilia del 25 aprile ha voluto
sottolineare l’assessora, una data che è la più importante e la più
bella nel nostro calendario civile perché ci ricorda il sacrificio e
l’impegno delle partigiane e partigiani che hanno combattuto per
consegnarci un Paese libero, democratico e in pace, soffermandosi sul
valore di questa parola oggi, alla luce dello scenario internazionale.
Consegnare questo Pegaso a Udo Surer significa ancora una volta ribadire
che affondiamo le nostre radici nei valori dell’antifascismo e della
Resistenza. E, come sottolineato dall’assessora alla Cultura della Memoria,
sono quelle radici le solide basi per costruire un presente e un futuro che
traggano insegnamento dal passato e ci aiutino ad impedire vergognosi
tentativi di revisionismo e negazionismo.
Non è un caso che la Regione Toscana abbia voluto proprio in questa
legislatura inserire un richiamo esplicito all’antifascismo nello Statuto
regionale, anche alla luce dei pericolosi rigurgiti nazifascisti a cui
assistiamo.
L’assessora, ripercorrendo le tappe delle scelte di Udo Surer, ha
sottolineato il coraggio e la determinazione di questo uomo che porta
avanti un’azione preziosa di salvaguardia e diffusione della Memoria.
La storia inizia nel 1992 quando Josef Maier morì e Udo ed i suoi
congiunti incontrarono i cinque figli che il padre aveva avuto da un
precedente matrimonio. Da quegli incontri iniziarono ad emergere
particolari inediti e terribili, una verità sconosciuta quanto
agghiacciante: Josef Maier aveva aderito con convinzione al Reich e al
nazismo. Udo iniziò così a svolgere delle ricerche d’archivio. Nel 2004
scoprì che il padre aveva fatto parte del tristemente famoso sedicesimo
plotone della divisione Reichsführer, meglio noto come Battaglione della
Morte, comandato dal famigerato generale Walter Reder. Tale battaglione,
inquadrato nelle Ss, nell’agosto 1944 trucidò oltre 400 civili, tra cui
molte donne e bambini, in Lunigiana.
Joseph Maier non aveva mai fatto parola dei suoi trascorsi, ma le ricerche
confermarono le responsabilità del padre in alcune stragi. Così Udo
decise di cambiare cognome e di intraprendere una sorta di pellegrinaggio
catartico al fine di ricucire le ferite inferte a popolazioni innocenti
dalla Germania nazista e da chi, come suo padre, ne fu con convinzione al
servizio.
In molti anni Udo Surer ha visitato Marzabotto, Guardistallo, Sant’Anna di
Stazzema, San Terenzo Monti, Valla, Bardine e Vinca di Fivizzano,
raccogliendo le testimonianze dei discendenti e dei parenti di coloro che
furono barbaramente uccisi.
Udo Surer ancora oggi è impegnato a rintracciare superstiti e discendenti
delle vittime delle stragi nazifasciste in Lunigiana ma anche in altre
parti della Toscana e dell’Emilia, vittime innocenti di eccidi perpetrati
dalle truppe naziste spesso assieme ai reparti dell’esercito fascista della
Repubblica di Salò.
Udo Surer è stato insignito di diverse onorificenze, tra cui la
cittadinanza onoraria di Fivizzano. E ieri è stato ospite di Cascina. Oggi
è la Regione Toscana a conferirgli una targa per evidenziare il suo
instancabile lavoro a favore della verità: un lavoro che per Udo, negli
anni, deve essere stato anche assai doloroso, perché per farlo ha dovuto
dovuto prendere coscienza di una realtà brutale ed abiurare la figura
paterna.
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