(AGENPARL) - Roma, 13 Aprile 2024 - (AGENPARL) – sab 13 aprile 2024 **La Regione ringrazia i volontari della Protezione civile **
/Scritto da Walter Fortini, sabato 13 aprile 2024 alle 15:32/
Un ringraziamento, ma anche un momento di condivisione. Per discutere e
riflettere su quello che è stato ed essere domani ancora più efficaci.
Allo Spazio Reale di San Donnino, nel comune di Campi Bisenzio, oggi
protagonista era la Protezione civile regionale, con il suo volontariato
organizzato. Un appuntamento annuale, voluto dalla Regione, quest’anno reso
più particolare dall’alluvione e il maltempo che appena cinque mesi fa ha
sconvolto proprio il territorio di Campi e tante altri in Toscana.
Il ricordo va lì, a quell’emergenza: tra i volontari, più di seicento dei
quattromila ed ottocento impegnati in quei giorni e quelle notti a riempire
praticamente tutti gli spazi a disposizione, con i prefetti, alcuni sindaci
ed amministratori, con il presidente della Regione Toscana e l’assessora
all’ambiente e alla protezione civile. C’è pure Fabrizio Curcio, il capo
del Dipartimento di protezione civile nazionale.
Quello del volontariato organizzato è un mondo vario e multiforme, fatto
di sigle diverse e tanti gruppi di specializzazione. L’arcobaleno di colori
delle tante e diverse divise che si intrecciano come trama ed ordito nella
grande sala dello Spazio Reale ne costituisce una vivida rappresentazione.
“Siamo tanti e diversi – racconta Dario Cherici, ‘pennellone’ per gli
amici, da cinquant’anni volontariato Anpass e di recente, ad ottant’anni,
nominato da Mattarella commendatore della Repubblica italiana. Durante
l’alluvione di cinque mesi fa cucinava per i volontari e per chiunque ne
avesse bisogno. “Siamo tanti e diversi ma quando siamo nell’emergenza –
ammonisce – siamo tutti uguali e i colori spariscono”.
I volontari, sottolinea dal palco qualcun altro, nel dramma sono un sorriso
di speranza per chi è disperato e viene soccorso. “Certo – raccontano i
diretti interessati – non siamo immuni dal peso emotivo di una tragedia,
ancor più se vissuta in casa”. “Ma se una grande emergenza viene
scomposta nella somma di tanti piccoli problemi a cui cercare una soluzione
– spiegano – allora tutto diventa più facile e gestibile”.
La Protezione civile nazionale nasce nel 1970, dopo l’alluvione di Firenze
del 1966 e il terremoto del Belice. Un modello, sottolinea il capo del
Dipartimento nazionale, che si basa sul volontariato organizzato e il
coordinamento, frutto di una grande intuizione. Un sistema solido, fatto –
aggiunge – di grande partecipazione, solidarietà e democraticità, con
grandi passi in avanti registrati negli ultimi anni.
Ma è anche un sistema vivo e che cambia, così come cambia la realtà
attorno a noi. E così le parole chiave che si sono ripetute per tutta la
mattinata non potevano che essere la formazione (dei tecnici, dei volontari
ma anche di sindaci ed amministratori), l’importanza di procedure
standardizzate, la messa in sicurezza e prevezione, ma anche l’impegno a
far crescere la consapevolezza nei cittadini del rischio del proprio
territorio di fronte ad eventi metereologici sicuramente estremi ma non
più così rari. Sfide su cui misurarsi e ben presenti nell’agenda
dell’assessorato regionale all’ambiente e alla protezione civile, per
risposte sempre più efficaci.
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