(AGENPARL) - Roma, 11 Aprile 2024 - (AGENPARL) – gio 11 aprile 2024 Italiana spiaggiate al cantiere Ege Çelik di Alia?a: *
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GREENPEACE: LA MARINA MILITARE SMANTELLA LE SUE NAVI IN UN SITO TURCO
INQUINATO E PRIVO DI VALUTAZIONE DI IMPATTO AMBIENTALE
dell’ambiente e alla valorizzazione del mare
,
la Marina Militare italiana smantella le sue navi storiche in uno dei
cantieri noti per la mancanza di conformità con la normativa UE. È quanto
denunciano Greenpeace e la ONG Shipbreaking Platform, proprio mentre si sta
ultimando la consegna di sette unità navali della Difesa italiana al cantiere
turco Ege Çelik di Alia?a
Come mostra un rapporto di Shipbreaking Platform
,
i cantieri di riciclaggio di Alia?a sono esentati dall’obbligo di
valutazione di impatto ambientale e presentano alti livelli di inquinamento
dell’aria, del suolo e dell’acqua, oltre a gravi irregolarità nella
gestione dell’amianto e in materia di salute e sicurezza dei lavoratori.
Oltre all’amianto, le sostanze tossiche rilevate sono arsenico, piombo e
altri metalli pesanti, idrocarburi poliaromatici, ossido di tributile e
dieldrina. Secondo il rapporto, i rifiuti solidi e liquidi derivati dal
petrolio, provenienti dalla sentina delle navi, dall’acqua, dalla zavorra e
dai fanghi, contribuiscono all’inquinamento costiero. Le alte
concentrazioni di piombo nel suolo dei cantieri sono invece attribuibili
alle vernici per navi. L’indagine ha inoltre svelato che l’inquinamento
atmosferico da particolato e metalli pesanti è più intenso nella regione
dove avviene la demolizione e riciclo delle navi.
«Alia?a è lo stesso sito in cui rischiava di finire smantellata la Costa
Concordia. Per ovvi motivi di immagine e reputazione, la Concordia fu poi
smantellata a Genova. È evidente che per la Marina Militare questa
reputazione conta poco», dichiara Alessandro Giannì, direttore delle
Campagne di Greenpeace Italia. «Oltre che un contributo a un disastro
ambientale noto da decenni, questa è anche un’occasione persa per creare
occupazione nel nostro Paese con una filiera del decommissioning alimentata
da commesse pubbliche e sostenuta da una normativa più efficace».
Quattro unità della Marina italiana (gli ex pattugliatori Bersagliere e
Artigliere, e le ex fregate Maestrale e Scirocco) sono arrivate al cantiere
di Alia?a il mese scorso, altre tre (gli ex sommergibili Da Vinci, Marconi
e Di Cossato) sono partite da La Spezia la sera del 9 aprile con la stessa
destinazione. Lo smantellamento di queste unità è un’impresa complessa, con
sfide significative come la potenziale ruggine e il deterioramento, che
aumentano il rischio di accumulo di gas pericolosi in spazi ristretti. È
probabile che siano presenti materiali pericolosi quali carburante, PCB,
nonché un’elevata quantità di amianto in spazi confinati. Dati i gravi
problemi ambientali riscontrati nel settore del riciclaggio navale in
Turchia, il trattamento di queste unità ad Alia?a suscita molte
preoccupazioni.
Un altro rapporto, condotto dalla Facoltà di Agraria dell’Università Ege,
in Turchia, ha rilevato che la biosfera di Alia?a e delle immediate
vicinanze è in uno stato di estremo disastro e che le capacità di carico
del bacino sono state superate. L’inquinamento da arsenico e piombo, in
particolare, avrebbe raggiunto cumulativamente livelli pericolosi per la
salute umana e per l’ambiente, mentre le attività industriali in corso
nella regione, compreso il settore del riciclaggio delle navi, sarebbero
insostenibili in termini di effetti sul suolo e sulle piante.
Il cantiere Ege Çelik, che ha vinto il bando da 1,7 milioni di euro
dell’Agenzia Industrie Difesa
,
è nell’elenco dei siti approvati dall’Unione Europea, ma la sua la
conformità non è stata pienamente confermata nel rapporto di ispezione
della Commissione Europea di dicembre 2023. Tra i principali problemi del
cantiere, il rapporto cita l’insufficiente controllo delle perdite e di
altri effetti negativi sull’ambiente durante lo smantellamento delle
piattaforme petrolifere e gli importi molto bassi delle fatture emesse per
la rimozione dell’amianto che fanno dubitare che l’amianto a bordo delle
navi venga rimosso in modo sicuro. Sono state riscontrate anche la mancanza
di azioni preventive e l’irregolare manutenzione dei dispositivi di
sicurezza.
«Considerata la preoccupante situazione ambientale ad Alia?a, in Turchia, è
imperativo che il proprietario dei rifiuti, la Marina Militare italiana,
conduca la due diligence riguardo alla destinazione finale delle proprie
navi», dice Ekin Sakin, Policy Officer di Shipbreaking Platform e autrice
del report Ship Recycling in Turkey: Challenges and Future Direction. «È
fondamentale garantire che lo smantellamento e i successivi processi di
gestione dei rifiuti non abbiano un impatto negativo sull’ambiente e sulle
persone».
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