(AGENPARL) - Roma, 10 Aprile 2024 - (AGENPARL) – mer 10 aprile 2024 Gentile collega,
ti segnaliamo la notizia appena pubblicata su Media Inaf riguardante lo
studio di un team internazionale di ricerctrici e ricercatori che ha
rivelato sulla sua superficie di Epsilon Indi, una nana arancione distante
11.9 anni luce dalla Terra, il più debole stellamoto mai registrato fino ad
oggi. Al lavoro hanno partecipato anche ricercatori dell’Istituto Nazionale
di Astrofisica:
Stellamoti: rilevato il più piccolo mai registrato
Di seguito riportiamo il testo integrale della notizia:
ALLO STUDIO HANNO PARTECIPATO RICERCATORI INAF
Stellamoti: rilevato il più piccolo mai registrato
Epsilon Indi è una nana arancione distante 11.9 anni luce dalla Terra. Un
team internazionale di astronomi l’ha osservata, rilevando sulla sua
superficie il più debole stellamoto mai registrato fino ad oggi. Enrico
Corsaro (Inaf): «Grazie alle capacità dello spettrografo Espresso, siamo
riusciti a cogliere delle oscillazioni sulla superficie stellare con
un’ampiezza di appena 2.6 centimetri al secondo, in un nuovo regime che di
base prima non era accessibile»
Giuseppe Fiasconaro
10/04/2024
Rappresentazione artistica delle onde di pressione, a frequenze diverse,
che si propagano negli strati interni di una stella. Crediti: Tania Cunha
(Planetário do Porto – Centro Ciência Viva)/Instituto de Astrofísica e
Ciências do Espaço
All’interno delle stelle, i moti turbolenti della materia generano onde di
pressione che fanno pulsare la loro superficie. Stellamoti
,
*starquakes* in inglese, è così che si chiamano queste onde in grado di
scuotere le stelle. Come i geologi utilizzano i terremoti per indagare la
struttura della Terra, gli astronomi utilizzano gli stellamoti per ottenere
informazioni sulla struttura e sulla composizione interna delle stelle.
Utilizzando tecniche di astrosismologia
, la scienza che studia
questi fenomeni, *Tiago Campante*, astronomo dell’*Instituto de Astrofísica
e Ciências do Espaço*, e colleghi sono ora
riusciti a captare piccolissime pulsazioni della superficie di una nana
arancione, la stella Epsilon
Indi, riconducibili al più
piccolo stellamoto mai rilevato. Allo studio
, accettato per la pubblicazione su
*Astronomy
& Astrophysics Letters*, hanno partecipato Enrico Corsaro ed Ennio Poretti
dell’Inaf.
Un modo per rilevare gli stellamoti prevede di misurare le piccole
variazioni nella luce di una stella. Le pulsazioni della superficie
dell’astro influenzano infatti le lunghezze d’onda della radiazione
visibile che osserviamo, producendo spostamenti verso il blu o verso il
rosso per effetto Doppler,
rilevabili misurando la velocità radiale
della
stella. Nello studio in questione, utilizzando lo spettrografo Espresso
montato
sul *Very Large Telescope*
dell’Eso,
i ricercatori sono riusciti a registrare queste variazioni luminose nello
spettro di Epsilon Indi, una nana arancione distante 11.9 anni luce dalla
Terra, situata nella costellazione dell’Indiano.
«Le velocità radiali sono una misura ottenuta grazie all’effetto Doppler
che le oscillazioni della stella producono sul suo spettro» dice a *Media
Inaf Enrico** Corsaro*, astronomo dell’Inaf di Catania e co-autore della
pubblicazione. «Quando si verificano queste oscillazioni (o stellamoti) –
aggiunge Corsaro – la stella si espande e si contrae continuamente. Quando
si espande, per effetto Doppler le righe dello spettro si spostano verso il
blu, viceversa quando si contrae le righe si spostano verso il rosso.
Grazie a strumenti come gli spettrografi, siamo in grado di osservare
queste variazioni, anche se di entità molto piccola, che sono direttamente
legate a proprietà fondamentali della stella quali massa e raggio, e alla
sua struttura interna».
Infografica che mostra alcune caratteristiche della nana arancione Epsilon
Indi e del Sole a confronto. Crediti: Paulo Pereira (Instituto de
Astrofísica e Ciências do Espaço)
La successiva traduzione di queste variazioni luminose in onde sonore ha
permesso ai ricercatori di osservare qualcosa che non si aspettavano. Negli
spettri di frequenza risultanti, hanno trovato che l’ampiezza dello onde
variava di un paio di centimetri al secondo (un valore che è circa il 14
per cento dell’ampiezza di oscillazione degli *starquakes* registrati sulla
nostra stella): la firma del più piccolo stellamoto mai registrato fino ad
oggi.
L’estremo livello di precisione di queste osservazioni, spiegano i
ricercatori, dimostra che è possibile fare astrosismologia anche su stelle
con temperature superficiali fino a 4.200 gradi Celsius, circa 1.000 gradi
in meno della temperatura della superficie del Sole, aprendo di fatto un
nuovo dominio nell’astrofisica osservativa.