(AGENPARL) - Roma, 26 Marzo 2024 - (AGENPARL) – mar 26 marzo 2024 FORESTE, NUOVO REPORT DI GREENPEACE: «LE BANCHE ITALIANE ED EUROPEE HANNO
FINANZIATO CON OLTRE 250 MILIARDI DI EURO AZIENDE CHE MINACCIANO LA NATURA
E IL CLIMA»
banche europee hanno erogato circa 256 miliardi di euro a imprese che
mettono a rischio le foreste e altri ecosistemi naturali fondamentali per
la salvaguardia del clima del Pianeta. È quanto emerge da un nuovo rapporto
,
pubblicato oggi da Greenpeace International, Milieudefensie, Harvest,
Global Witness e altre ONG, basato su dati compilati dall’organizzazione di
ricerca indipendente Profundo. Lo studio si concentra sulle istituzioni
finanziarie con sede in Europa che, tramite crediti e investimenti,
finanziano società leader in settori legati alla distruzione degli
ecosistemi, come ad esempio quelli lattiero-caseario, della mangimistica o
dei biocarburanti. I finanziamenti sono andati a società come JBS, Cargill,
Sinar Mas e altri operatori con noti legami diretti o indiretti con recenti
casi di deforestazione in Sud America e nel Sud-Est asiatico.
Secondo il rapporto, tra il 2016 e l’inizio del 2023, il 22,1% del credito
globale e il 9,4% degli investimenti mondiali correnti nei settori che
mettono a rischio gli ecosistemi del pianeta è riconducibile a istituzioni
finanziarie dell’Unione Europea, comprese quelle italiane.
In particolare, le istituzioni finanziarie con sede in Italia hanno fornito
in questo periodo di tempo un totale di 10,8 miliardi di dollari (pari a
9,9 miliardi di euro) in credito e 2,8 miliardi di dollari (pari a 2,6
miliardi di euro) in investimenti a importanti società che operano in
settori che hanno un alto impatto sugli ecosistemi. Ciò rende il comparto
finanziario italiano il quinto maggior fornitore di credito e il settimo
maggior investitore in settori che mettono in pericolo gli ecosistemi, tra
i Paesi dell’UE.
UniCredit spicca come il principale finanziatore italiano di società legate
alla distruzione degli ecosistemi, con quasi 7 miliardi di dollari (pari a
circa 6,4 miliardi di euro) di crediti elargiti a queste società, seguito
da Intesa Sanpaolo con 2,6 miliardi di dollari (pari a 2,4 miliardi di
euro). Con quasi 1,3 miliardi di dollari di investimenti, Intesa Sanpaolo è
l’istituzione finanziaria italiana che destina le maggiori risorse ai
principali attori operanti nei settori ad alto impatto sugli ecosistemi.
«Il Regolamento UE 2023/1115 per fermare l’importazione di prodotti e
materie prime legate a deforestazione (EUropean Deforestation Regulation,
EUDR), adottato nel maggio 2023, ha rappresentato un importante primo passo
per ridurre l’impatto del consumo dell’Unione Europea, ma la legislazione
attuale non contempla i flussi finanziari legati alla distruzione degli
ecosistemi», dichiara Martina Borghi, campagna Foreste di Greenpeace
Italia. «La revisione prevista entro giugno 2025 rappresenta un’opportunità
cruciale per colmare questa lacuna. Se questa opportunità verrà ignorata,
l’UE si troverà in una situazione paradossale in cui il suo settore
finanziario continuerà a facilitare e trarre profitto dalle attività
distruttive di società che producono, lavorano e riforniscono il mercato
globale di prodotti legati alla distruzione degli ecosistemi, mentre l’EUDR
vieta la vendita di questi stessi prodotti nell’UE».
Greenpeace chiede all’Unione Europea di migliorare l’EUDR, estendendo gli
obblighi previsti dal Regolamento anche alle istituzioni finanziarie, per
fare in modo che investimenti e assicurazioni non vadano a finanziare
società e attività che distruggono le foreste e altri importanti
ecosistemi. Greenpeace chiede ai governi europei, compreso quello italiano,
di implementare correttamente l’EUDR, assicurando controlli e sanzioni
efficienti per fermare l’ingresso nel mercato di prodotti e materie prime
legate alla distruzione delle foreste.
Il report completo e la sintesi in italiano sono disponibili QUI
CONTATTI: