(AGENPARL) - Roma, 18 Marzo 2024 - (AGENPARL) – lun 18 marzo 2024 Proseguono i controlli della Polizia Municipale nei luoghi della movida.
Nei giorni scorsi gli agenti sono intervenuti nelle vie Amari, Vittorio
Emanuele/Chiavettieri, Strasburgo, Sammartino, della Vetriera e Pozzo,
elevando quasi 14 mila euro di multe.
In un locale della via Emerico Amari, gli agenti intervenuti su
segnalazione dei residenti, dopo un’attenta attività di osservazione nelle
adiacenze dell’esercizio commerciale, rilevavano forti schiamazzi ed
elevate emissioni sonore all’aperto che, per la loro esorbitanza e per il
loro protrarsi nella notte, disturbavano il riposo degli abitanti della
zona. All’atto del sopralluogo, era in corso un evento di musica live, con
la presenza di numerosi avventori all’esterno del locale. Dal controllo
visivo, formale e documentale dell’attività è emerso che l’attività di
intrattenimento musicale veniva svolta senza alcun titolo.
Applicate le seguenti contestazioni:
– sprovvisto della prescritta Scia Sanitaria per la somministrazione
all’esterno, con verbale di € 1.000;
– privo della prescritta relazione fonometrica delle apparecchiature
musicali in uso, con verbale di € 50.
Gli agenti hanno eseguito il sequestro amministrativo cautelare, con
apposizione di sigilli, delle apparecchiature elettroacustiche musicali,
diffusori audio, consolle e mixer, per diffusione musicale all’aperto, con
verbale di € 50. Successivamente, con ordinanza del SUAP, sarà applicata la
sanzione accessoria della chiusura coatta di giorni 5 dell’attività.
Immediata l’interruzione dell’evento musicale abusivo.
Un’altra attività in corso Vittorio Emanuele/via Chiavettieri è stata
sequestrata perché totalmente priva dei requisiti e dei titoli previsti
dalle normative amministrative e fiscali.
Contestazioni applicate:
– art. 20 comma 1 e 4 C.d.S. – D.Lgs. n°285/1992 e ss.mm. ii., in
correlazione con l’art. 3 comma 16 della Legge n° 94/2009, perché occupava
illecitamente una porzione di suolo pubblico esclusivamente per la
ristorazione con somministrazione ai tavoli in modalità assistita, con
verbale di contestazione dell’importo di euro 173,00;
– art. 6 comma 3 D.Lgs. n°193/07, in correlazione con i Reg. CE 852/04 e
853/04, perché sprovvisto della prescritta SCIA sanitaria, con verbale di
accertamento dell’importo di euro 3.000,00;
– art. 64 comma 1 D.Lgs. 59/2010, perché sprovvisto della prescritta SCIA
per la somministrazione di alimenti e bevande, con verbale di accertamento
dell’importo di euro 5.000,00;
– art. 19 comma 1 Regolamento Dehors D.C.C.C. 548/2022, perché sprovvisto
della necessaria concessione senza essersi conformato al Regolamento
Dehors, con verbale di accertamento dell’importo di euro 300,00.
Immediata chiusura dell’attività con apposizione dei sigilli.
Gli agenti hanno proceduto a denunciare il titolare del locale per i
seguenti reati penali:
– artt. 633 e 639 bis C.p., perché invadeva e occupava arbitrariamente
suolo pubblico con arredi vari, al fine di trarne profitto.
Gli agenti hanno proceduto anche a controllare un pub in viale Strasburgo
(sempre su esposto dei residenti) e, all’atto del controllo, l’attività
veniva svolta nel rispetto delle concessioni e autorizzazioni in possesso.
I controlli sono proseguiti in altre tre attività commerciali site nelle
vie Sammartino, della Vetriera e Pozzo con un sequestro, tre denunce
all’Autorità Giudiziaria e più di quattromila euro di sanzioni.
Nei primi due locali, in via Sammartino e della Vetriera, entrambi i
titolari delle attività sono stati deferiti per superamento dei valori
acustici consentiti. Nei due pub, oltre alla denuncia penale (L.447/95),
gli agenti hanno proceduto ad applicare 2.000 euro circa di sanzioni
amministrative per difformità nella perizia fonometrica e hanno
sequestrato la strumentazione elettro amplificata. Si è inoltrata nota al
servizio Igiene e Sanità del Comune per gli adempimenti di competenza.
In via Pozzo, nel corso dei controlli per il contrasto all’inquinamento
ambientale, il personale della PM ha sequestrato un’attività commerciale
perché scaricava acque reflue industriali, prodotte dal ciclo lavorativo,
in assenza della prescritta Autorizzazione Unica ambientale (AUA). Anche in
questo caso il titolare è stato denunciato all’Autorità Giudiziaria.
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