(AGENPARL) - Roma, 16 Marzo 2024 - (AGENPARL) – sab 16 marzo 2024 **Festival dell’Identità toscana: le ricerche di Irpet e Ars**
/Scritto da Chiara Bini e Walter Fortini, sabato 16 marzo 2024 alle 15:25/
La presentazione del Festival dell’identità toscana
, in programma a Firenze dal 18 al 22 marzo, è stata accompagnata da due
ricerche, rispettivamente dell’Istituto Regionale per la Programmazione
Economica (Irpet) e dell’Agenzia regionale di sanità (Ars), ecco una
sintesi.
*Analisi dell’Irpet*
In cosa eccelle la Toscana? E’ la domanda alla quale risponde Irpet nella
sua ricerca volta a individuare gli elementi di un’identità toscana.
Iniziamo dagli aspetti economici.
In estrema sintesi, la Toscana esprime un suo punto di forza nella
relazione con l’esterno: è una regione aperta sul mondo e che trae da
questo rapporto la linfa vitale per il proprio benessere. Potremmo
sostenere che è un tratto tipico/storico della regione e che si racchiude
in due atteggiamenti: da un lato, il saper “andare verso” gli altri;
dall’altro, il saper “attrarre” gli altri.
“Attrarre gli altri”
Turismo – E’ senza dubbio il primo elemento. La Toscana “ovunque
bella”, come recita un fortunato slogan, fa dell’eterogeneità e della
prossimità delle proprie attrattive, naturali, paesaggistiche e derivanti
dal patrimonio storico artistico, il principale punto di forza del proprio
modello di sviluppo turistico.
Il tratto multidimensionale della capacità attrattiva della Toscana si
riflette nella forza e nella continuità della crescita del fenomeno
turistico nel complesso della regione e nelle principali tipologie di
destinazione. Fatto 100 il livello delle presenze del 1985 tra le regioni
turisticamente sviluppate, la Toscana è seconda in Italia solo alla
Lombardia per ritmo di crescita e mostra una particolare capacità
competitiva nel segmento del turismo internazionale.
Il territorio toscano: un’eccellenza globale – In una prospettiva ecologica
e di sviluppo sostenibile, la qualità del paesaggio è un elemento chiave
per il benessere sociale ed individuale.
Da questo punto di vista la Toscana esprime valori di eccellenza frutto di
una storia profonda, che intreccia le qualità naturali e geomorfologiche
del territorio, con l’evoluzione delle strutture sociali e produttive e con
l’operato delle istituzioni di governo.
In tutto questo, la complessiva qualità del paesaggio trova riscontro
nella porzione di suolo “consumato” registrando i valori più bassi tra
le aree più sviluppate del paese. Così come in una capacità di
pianificazione e tutela. Un ulteriore elemento di eccellenza che emerge
dalla storia istituzionale della regione in termini comparativi è la
capacità pianificatoria e di salvaguardia paesaggistica del territorio.
Parlando del patrimonio culturale, c’è un’eccellenza dell’offerta museale.
Nel 2019, ultimo anno prima della pandemia, la Toscana è risultata seconda
solo al Lazio per numero di visitatori nei musei e nelle strutture
assimilabili, con 24 milioni di visitatori contro 33, dei quali quasi la
metà concentrati nella sola città di Firenze (11,7 milioni) e due quote
di circa il 15% ciascuna in quelle di Pisa (3,8 milioni) e Siena (3,4
milioni).
Tra tutte le attività culturali, quelle che più caratterizzano la regione
sono quelle connesse al patrimonio (musei e biblioteche), che possono
contare sulla presenza, oltre che di campioni internazionali, di un
diffusissimo patrimonio comunale. Si tratta di un patrimonio di oltre 500
musei aperti al pubblico, 1000 biblioteche, 300 luoghi dello spettacolo dal
vivo, 160 cinema.
Calcolando un indice di copertura territoriale regionale, che tiene conto
della quota percentuale di Comuni dotati di biblioteche, teatri, cinema e
altri luoghi dello spettacolo, la Toscana ottiene il risultato migliore a
scala nazionale, con un valore dell’indice pari a 130 contro la media
italiana pari a 98.
“Andare verso gli altri”
Oltre a saper attrarre, persone e non solo, la Toscana ha tra i propri
tratti distintivi anche la capacità di “andare verso” gli altri, la
capacità di proiettarsi oltre i confini regionali e nazionali.
La rilevanza delle esportazioni – La Toscana ha mostrato negli anni tassi
di crescita superiori rispetto alla media nazionale e alle principali
regioni del centro nord (Tabella 3). Tra 2010 e 2021, infatti, l’export
regionale è cresciuto del 77%, contro una media italiana che si è
attestata attorno al 54%. Le performance migliori le fanno la Farmaceutica,
la Moda e la Camperistica, insieme ai prodotti agricoli. Altre eccellenze
toscane sono la Gomma e la plastica e la produzione di macchinari con i
loro componenti.
Nicchie eccellenti, gli yacht di lusso per cui la Toscana è ai primi posti
nella produzione ed esportazione. Buona la performance sui mercati esteri
anche delle produzioni ferro-tramviarie (50%), e positivo nell’ambito dei
prodotti dell’industria alimentare è il tasso di crescita delle 9
esportazioni di olio (68%), nei quali la Toscana rimane la regione leader
per esportazioni a livello nazionale. Infine, tra i minerali non
metalliferi, considerando anche la componente estrattiva, la filiera del
marmo.
La Toscana è leader indiscusso in Italia nel settore della pelletteria. Il
fatturato della pelletteria toscana è di 11,3 miliardi di euro, il 36% del
quale è costituito da esportazioni.
La produzione di accessori in pelle è il vero pilastro della pelletteria
regionale. Per questo, c’è una ricca offerta formativa rivolta alle figure
del sistema moda.
Sono i dati a dirci che la Toscana del Made in Italy ha in realtà una
seconda anima piuttosto solida nelle Scienze della Vita. In un’accezione
industriale, ricadono nelle Scienze della Vita la R&S in campo
biotecnologico, la farmaceutica, la produzione di apparecchi
elettromedicali, di mobili per uso medico, di macchine per la dosatura o
imballaggio, di fitofarmaci e il commercio all’ingrosso di prodotti
farmaceutici. In questo complesso di settori, la Toscana è la quarta
regione in Italia per addetti, fatturato e valore aggiunto.
Nel 2021 l’industria farmaceutica in Italia ha fatto investimenti nella R&S
per 1,7 miliardi di euro, pari al 6,3% di quelli fatti a livello nazionale
dai settori a più alta intensità di R&S del paese. La Toscana è il terzo
polo per R&S farmaceutica in Italia. Anche nel campo della R&S farmaceutica
la Toscana ha un posizionamento tutt’altro che irrilevante, rappresentando
il 17% dell’investimento e il 14% degli addetti della ricerca e sviluppo
farmaceutica complessivamente condotta nel paese.
Un ecosistema di imprese ricco ed eterogeneo dal punto di vista settoriale
– In Toscana una quota rilevante delle unità locali (7,1%) e degli addetti
(45,5%) alle Scienze della Vita si concentra nel settore farmaceutico.
Per questo esistono gli adeguati presupposti per strategie pubbliche
finalizzate al consolidamento e all’ulteriore rinforzo del comparto delle
Scienze della Vita. In quest’ottica, il governo regionale ha lanciato da
tempo un distretto tecnologico per le Scienze della Vita, gestito dalla
Fondazione Toscana Life Sciences, che vede la partecipazione di oltre 200
imprese e ha lo scopo di favorire l’integrazione e le collaborazioni tra
queste e la rete delle eccellenze presenti nel sistema della ricerca
valorizzando il “sistema di raccordo” già presente sul territorio
(parchi scientifici-tecnologici, incubatori di impresa, ecc.).
Il florovivaismo- E’ una delle principali produzioni dell’agricoltura
toscana. Si tratta di un settore fortemente esposto sui mercati esteri. La
Toscana presenta il primato nazionale nella produzione vivaistica: nel
triennio 2017-2019 la produzione è stata, in media, di circa 770 Milioni
di euro, ovvero il 54,7% della produzione nazionale.
Il 40% dell’export italiano di piante proviene dalla Toscana, che si
posiziona prima tra le regioni italiane. Nel tempo, il valore dell’export
è stato sempre crescente e nel 2021 ha raggiunto i 390 Milioni di Euro,
ovvero l’80% di vendite all’estero di prodotti agricoli.
Gli ultimi anni sono stati particolarmente difficili per il florovivaismo
toscano. L’impatto sulla produzione dell’alluvione che ha colpito la
Toscana nel novembre 2023, compresa l’area del distretto pistoiese, deve
ancora essere valutato. Nonostante ciò, il florovivaismo ha sempre
mostrato un elevato grado di resilienza. Il settore della nautica – Nel suo
complesso contava in Toscana poco meno di 4mila addetti prima della crisi
del COVID-19, poco meno del 50% dei quali impiegati nel SLL di Viareggio.
Un settore a forte vocazione internazionale. A dimostrazione di come il
prodotto toscano in questione raggiunga particolari nicchie di mercato, la
platea degli acquirenti non si limita alla domanda locale ma si estende
alla domanda internazionale.
La filiera agroalimentare – Un esempio virtuoso nel quale è possibile
rintracciare un legame molto forte tra ciò che determina attrazione e ciò
che contribuisce alla proiezione è rappresentato dalla filiera
agroalimentare. In totale i settori che compongono la filiera
agro-alimentare toscana, se consideriamo anche la ristorazione, producono
un valore aggiunto di 20 miliardi di euro l’anno, ovvero circa il 20% del
totale regionale.
Con oltre 20.000 addetti l’industria degli alimentari e delle bevande è
tra i comparti più rilevanti in termini quantitativi della filiera, ma
assume ancora maggiore importanza in termini qualitativi. La Toscana è, in
effetti, una delle regioni italiane con il più elevato numero di
denominazioni di qualità, sia nel comparto cibo (31 prodotti tra DOP e
IGP), sia e soprattutto nel comparto vino (58 prodotti tra DOP e IGP).
Il settore vitivinicolo al top in Italia – Con 500 milioni di euro di
valore aggiunto nel settore vitivinicolo la Toscana si posiziona seconda in
Italia insieme al Piemonte, dopo il maggiore produttore di vino nazionale,
il Veneto (Figura 10). La Toscana si posiziona al secondo posto in Italia
anche per numero di vini certificati (ISMEA – Qualivita, 2022), con un
totale di 52 DOP e 6 IGP registrate. I vini certificati toscani nel 2019
hanno prodotto un valore stimato di 371,5 milioni di euro, ovvero il 10,8%
del valore della produzione nazionale complessiva.
La geotermia – L’energia geotermica, quella cioè generata utilizzando il
calore delle fonti geologiche presenti nel sottosuolo, è una forma di
energia che viene sfruttata in Toscana fin dall’800. A testimonianza della
rilevanza della geotermia vale la pena ricordare che essa già oggi
rappresenta una quota importante della produzione dell’energia elettrica
regionale. Infatti, al lordo delle perdite, la geotermia contribuisce al
70% della produzione realizzata con le sole fonti rinnovabili e al 20%
della produzione elettrica complessiva. Al netto delle perdite, le
precedenti proporzioni sulla produzione salgono rispettivamente al 76% e
35%.
La resilienza della Toscana fra benessere economico e sociale
La Toscana, come il resto d’Italia, è stata toccata nell’ultimo
quindicennio da tre pesanti recessioni. Una misura indiretta del benessere
sociale che tiene insieme crescita e disuguaglianza, correggendo il Pil con
un indice di dispersione dei redditi nella popolazione, mostra una
traiettoria non troppo dissimile da quanto osservato in precedenza, ma
caratterizzata nel confronto con le altre regioni da un comportamento più
virtuoso rispetto alla media nazionale.
Se guardiamo poi agli ultimi anni, facendo 100 il dato relativo al 2020, la
Toscana è tra le regioni che stanno riemergendo meglio dal Covid19. Se da
un lato il sistema produttivo ha quindi sofferto quanto il resto del Paese,
è altrettanto vero che la struttura sociale della regione ha consentito di
distribuire meglio che negli altri contesti il carico di danni prodotto da
questa lunga fase storica.
La resilienza regionale non va però considerata solo ed esclusivamente
rispetto ad un parametro strettamente economico, qual è la generazione di
reddito e la sua distribuzione, ma va analizzata anche con riferimento alle
dimensioni non strettamente economiche e che assumono un ruolo fondamentale
nel definire il benessere delle persone.
Il profilo della Toscana, nell’indice di sviluppo umano, indica una
costante posizione al di sopra della media nazionale collocando la regione
a ridosso delle realtà a maggior livello di benessere del nostro Paese:
Lombardia, Trentino-Alto Adige, Emilia Romagna e Lazio. La Toscana
appartiene al gruppo delle regioni più performanti.
Inoltre, la Toscana mostra una elevata capacità di recupero dopo le fasi
recessive.
Una dimensione ulteriore, rispetto alle precedenti, che conferma la tenuta
della nostra regione rispetto alle altalenanti dinamiche del ciclo
economico, riguarda il lavoro. La Toscana (+9,3%) è nel panorama nazionale
la regione che, assieme alla Emilia R. (+8,8%), ha mostrato dal 20042 ad
oggi la maggiore crescita di occupati, sopravanzata solo da Trentino Alto
Adige (+16,3%) e Lazio (+11,3%).
Analisi dell’Ars
In Toscana si vive più a lungo che nel resto d’Italia e la speranza, a
sessantacinque anni, di vivere in buona salute è migliore, come anche la
percentuale di anziani che ritengono di stare bene e sono autosufficienti.
Un’eccellenza toscana che ha a che fare, oltre che con salutari stili di
vita, anche con la prevenzione e i servizi offerti dal servizio sanitario:
primo fra tutti gli ospedali.
Lo racconta l’Ars, l’agenzia regionale per la sanità, sintetizzando i
punti di forza del servizio sanitario regionale.
Gli ospedali toscani, lo attesta lo stesso ministero nei suoi rapporti
periodici, attraggono pazienti anche dal resto d’Italia. Mediamente (i dati
si riferiscono al 2022) ogni mille abitanti si registrano 108 ricoveri e le
degenze, soprattutto in rapporto ad un maggiore indice di complessità
degli interventi, è inferiore rispetto ad altre regioni. Un dato dunque
virtuoso, rilevato ancora una volta il Ministero della salute.
Ciascuna delle tre aree vaste in cui si divide la Toscana effettua il 95
per cento dei ricoveri per i propri residenti, numeri che attestano una
bilanciata e diffusa offerta di servizi. Se poi la lente di ingrandimento
si ferma su alcune singole patologie, la Toscana emerge ad esempio per la
flessione significativa, dal 2010 al 2022, della mortalità a trenta giorni
per infarto (solo il 6,4 per cento), indice di una presa in carico rapida
dei pazienti. In dodici anni si è ridotta di un terzo: viaggiava tra il 9
e il 10 per cento. In flessione, con un andamento più altalenante, appare
anche la mortalità a trenta giorni per ictus ischemico: l’8,7 per cento
nel 2022.
In crescita si rivelano poi i volumi della chirurgia oncologia, che nel
2022 hanno superato anche i livelli pre-pandemici del 2019: i tempi di
attesa del primo semestre 2023 risultano inferiori (o simili) a quelli
prima della pandemia.
Ultimo capitolo, gli antibiotici. La Toscana emerge in Italia per un
consumo parco e appropriato. Un eccesso di uso di antibiotici è la causa
della crescita di batteri resistenti, uno dei maggiori problemi
dell’assistenza ospedaliera. In Italia si consumano in media venti dosi di
antibiotico al giorno per mille abitanti, in Europa poco meno di diciotto:
in Toscana tredici.