(AGENPARL) - Roma, 15 Marzo 2024 - (AGENPARL) – ven 15 marzo 2024 **”Nidi Gratis”, Giani: “Grazie a questa misura coinvolto il 44 per cento
dei bambini toscani”**
/Scritto da Antonio Cannata, venerdì 15 marzo 2024 alle 17:21/
“Nidi Gratis è una misura bandiera dell’identità toscana, che ho
fortemente voluto come scelta qualificante sul piano dei servizi in questa
legislatura”. Sono le parole del presidente Eugenio Giani che questa
mattina è intervenuto a La Compagnia di Firenze in occasione dell’evento
organizzato per fare il punto sulla misura regionale a un anno dal lancio.
“Questa misura, di cui hanno goduto oltre 14mila famiglie – ha ricordato
Giani – porta al 44 per cento la quota di bambini di età 0-3 che
frequentano i nidi, di gran lunga superiore alla media italiana del 38 per
cento, e consolida il superamento dei parametri di Lisbona. La Toscana ha
investito più di altri sui servizi per l’infanzia e questo perché
vogliamo che si caratterizzi per l’educazione dei nostri ragazzi e per la
capacità di offerta dei servizi”, ha aggiunto il presidente,
sottolineando che con Nidi Gratis “la sinergia pubblico privato ha
funzionato benissimo” e rinnovando “l’impegno a contribuire alla
nascita di nuovi nidi nei comuni della Toscana”.
Giani ha tenuto a ribadire che “alla base di Nidi Gratis non vi è solo
un aspetto economico, ma c’è anche una grande dimensione culturale dalla
grande valenza pedagogica: i bambini che frequentano i nidi acquistano in
quell’età una capacità relazionale e di abitudine al confronto, al
contatto con i propri simili. Oltre a un beneficio indubbio per la famiglia
per il contesto della comunità. Nidi Gratis caratterizza la Toscana per
essere un po’ avanguardia di quello che a mio giudizio dovrebbe fare il
Ministero dell’istruzione e che spero presto faccia” ha concluso il
presidente, rivolgendosi al governo e dando appuntamento su questi temi al
prossimo novembre, quando la Toscana convocherà gli “Stati generali
dell’infanzia”.
“Siamo davvero orgogliosi dei dati che emergono in questo primo anno di
‘Nidi Gratis’ e questo ci spinge a proseguire convintamente su questa
strada” ha affermato l’assessora all’istruzione Alessandra Nardini.
“Voglio ricordare qual è l’obiettivo per cui nasce questa misura: il nido
come diritto per tutte lebambine e per tutti i bambini toscani. Il compito
delle istituzioni – ha sottolineato – è infatti quello di garantire ad
ogni bambina ed ogni bambino pari opportunità, garantire che i percorsi di
educazione e istruzione siano un diritto di tutte e tutti perché
rappresentano una leva di emancipazione sociale. Per questo reputo l’azione
del Governo Meloni rispetto al contributo nidi discriminatoria e
insufficiente: si tratta dell’aumento del contributo e non della gratuità
del nido, come invece era stato inizialmente annunciato; inoltre il maggior
contributo è previsto solo a partire dalla seconda figlia o figlio”.
“Noi in Toscana – ha proseguito – abbiamo davvero reso i nidi gratis per
tutte le bambine e i bambini provenienti da famiglie con ISEE fino a 35
mila euro. Abbiamo fatto questa scelta, quindi, prima di tutto riconoscendo
la valenza educativa del nido, la presidente Meloni invece lo trasforma in
un premio per il contributo delle donne alla Patria, quindi per meritarlo
una donna deve mettere al mondo almeno due figlie/figli. La misura per la
gratuità dei nidi è una misura per le bambine e i bambini, prima ancora
che per i genitori. Dovrebbe essere concepita principalmente per garantire
il diritto all’educazione a tutte le bambine e a tutti i bambini, non solo
a chi nasce in una famiglia che può permetterselo, affinché nessun
destino sia già scritto in base alle condizioni socio-economiche della
famiglia di provenienza. Investire sui nidi significa prevenire abbandono e
dispersione scolastica, favorire il successo formativo”.
“In secondo luogo – ha detto ancora Nardini – c’è poi l’aspetto della
conciliazione tempi di vita e tempi di lavoro dei genitori, non solo delle
donne, anche se in una società purtroppo ancora patriarcale come la
nostra, dove il tempo di cura non è equamente distribuito all’interno
della coppia, il nido rappresenta quindi anche uno strumento a sostegno
principalmente dell’occupazione femminile. Vogliamo infatti che le donne
non siano costrette a scegliere tra diventare madri, se lo desiderano, e
tornare a lavoro, né debbano rinunciare – ha concluso – alla propria
carriera lavorativa magari dovendo necessariamente ricorrere ad un
part-time.”
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