(AGENPARL) - Roma, 14 Marzo 2024 - (AGENPARL) – gio 14 marzo 2024 Disiscriviti [1] Vedi su Web [2]
…. Deposito unico nazionale rifiuti radioattivi,
…. Trino Vercellese sospende la candidatura.
…. Confagricoltura Piemonte: “Decisione condivisibile.
…. Ora, attendiamo l’esclusione anche dell’Alessandrino”
Confagricoltura Piemonte, con la sede provinciale di Vercelli, esprime soddisfazione per la decisione assunta dal Comune di Trino Vercellese di rinunciare ad ospitare il deposito. Rimane da definire la situazione del territorio in provincia di Alessandria, le cui aree sono state classificate suoli arabili di classe 2, con una potenzialità produttiva idonea a ospitare molte colture.
“Una decisione di buon senso quella della giunta comunale di Trino Vercellese di revocare la delibera del 12 gennaio scorso con cui autocandidava il Trinese ad una rivalutazione sull’idoneità ad ospitare il Deposito nazionale dei rifiuti radioattivi”. Lo ha detto il presidente di Confagricoltura Vercelli e Biella, Benedetto Coppo, fattosi portavoce degli imprenditori agricoli vercellesi con le Istituzioni del territorio, per questa vicenda.
Confagricoltura Vercelli Biella, supportata dalla Federazione regionale piemontese, è stata infatti la prima organizzazione agricola ad aver manifestato con fermezza la propria contrarietà all’ipotesi dell’insediamento dell’impianto di stoccaggio delle scorie nucleari per diversi motivi, in primo luogo per l’incompatibilità del territorio, caratterizzato da un livello piezometrico con variazioni stagionali importanti dovute alla sommersione delle risaie, e quindi perché l’ipotesi di insediare il deposito nella zona di Leri Cavour, oltre ad avere un forte impatto simbolico, danneggerebbe il cuore della risicoltura italiana ed europea, interessando aree in cui operano aziende agricole specializzate su produzioni di alta qualità. Inoltre, l’insediamento di una struttura del genere in un Comune originariamente non inserito tra le 51 zone individuate come idonee per la realizzazione del Deposito e del relativo Parco tecnologico, avrebbe contrastato con le attività di promozione del territorio che diversi attori istituzionali stanno attuando ormai da tempo.
Sull’argomento, già nel febbraio scorso, Confagricoltura Piemonte aveva scritto al presidente della Regione, Alberto Cirio e agli assessori Marnati per l’ambiente, e Protopapa per l’agricoltura, evidenziando molteplici criticità riguardo alla realizzazione di siti per lo stoccaggio di rifiuti radioattivi nell’alessandrino e sottolineando come tali impianti costituiscano una notevole fonte di rischio per la salute e per l’ambiente, oltre che un elemento negativo per la valorizzazione del territorio inteso come l’insieme di paesaggio, tradizioni, cultura, produzioni agricole e agroindustriali di eccellenza.
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