(AGENPARL) - Roma, 14 Marzo 2024 - (AGENPARL) – gio 14 marzo 2024 *AUTONOMIA DIFFERENZIATA, EMILIANO OGGI A ROMA IN AUDIZIONE AFFARI
COSTITUZIONALI DELLA CAMERA*
Il Presidente della Regione Puglia Michele Emiliano ha partecipato oggi a
Roma, a Palazzo Montecitorio, all’Audizione della 1^ Commissione Affari
Costituzionali Camera dei Deputati sull’Autonomia differenziata, alla
presenza del Ministro Roberto Calderoli.
Link video intervento Emiliano in audizione
*http://rpu.gl/aN3VL *
“È inutile che ci pigliamo in giro, è sempre una questione di soldi. È
ovvio che normalmente chi ha in mano una forza e un’energia tende a
conservarla, anche se è di natura finanziaria” ha detto Emiliano
intervenendo in audizione.
“L’assetto di questa vicenda rimane inchiodato per moltissimi anni. Viene
fatta la legge Calderoli 1, sul federalismo fiscale. Ma sostanzialmente non
succede nulla perché i LEP non vengono mai definiti.
Ho provato a capire come si potrebbero scrivere. In realtà i LEP sono la
politica. Sono l’articolo 3 della Costituzione. Sono il principio di
uguaglianza. Una cosa che non si fa con una commissione. Si fa governando.
Si fa legiferando. Si fa lottando. Si fa sui diritti, sulle infrastrutture,
sull’efficienza, sul modo di esprimersi dei territori, ma anche sul
diritto. Quel che dispiace in questa vicenda è che l’autonomia
differenziata venga addirittura contrabbandata per un vantaggio per il
mezzogiorno. Che due Regioni, Lombardia e Veneto, facciano dei referendum
regionali per consentire al Sud di diventare efficiente, è una roba che
Checco Zalone avrebbe potuto usare come base per il suo prossimo film. Non
ce lo meritiamo. Noi ci meritiamo di essere trattati così. Ve lo dico dal
profondo del cuore e con sincerità. È irridente. Essere irrisi in una
condizione di difficoltà perché il Sud è una condizione di difficoltà.
Irrisi anche quando si fa uno sforzo enorme come stiamo facendo in Puglia
negli ultimi vent’anni per venire fuori dalla cosiddetta questione
meridionale, con tantissime mancanze da parte nostra che nessuno nasconde,
ma anche con tantissime mancanze da parte del governo nazionale.
Allora è come dire: siccome i meccanismi perequativi naturali dello Stato
nazionale incarnati dagli articoli 3 e 119 della Costituzione non hanno
funzionato, adesso ve li togliamo.
Vi faccio una domanda: nella legge Calderoli c’è scritto in base a quali
criteri il governo può dire sì o no? O è l’articolo quinto chi ha in mano
ha vinto. E che succederà quando l’articolo quinto determinerà la
violazione dei principi costituzionali? Un inferno di ricorsi alla Corte
Costituzionale, un inferno di atti amministrativi che rispondono alle
legislazioni regionali ma che non corrispondono alla legislazione
nazionale. Quante volte il Governo dovrà impugnare le leggi delle Regioni
per incompatibilità con la Costituzione? Quante volte i giudici le dovranno
disapplicare per contrasto con le direttive europee? È stata progettata una
Babele giuridica di dimensioni senza precedenti. In tutta sincerità io non
riesco a immaginare nessuna organizzazione umana che come l’autonomia
differenziata incarna il principio di “palla-fai-tu”: significa che
ciascuno di noi, da domani chiude gli occhi e procede in base agli umori
locali, alle condizioni particolari, alle esigenze elettorali, fate voi.
Su questa storia questo Parlamento sta assumendo una responsabilità senza
precedenti. Perché lo fa?
Perché lo fanno tanti deputati del Mezzogiorno, e anche non del
Mezzogiorno? Questo meccanismo fa male a tutta l’Italia, non solo al Sud.
Mi chiedo perché questa questione è diventata urgente, da fare ad ogni
costo nonostante le evidenze di realizzare una politica perequativa
effettiva in un contesto in cui da trent’anni l’Italia non riesce ad avere
una crescita economica decente. Si può immaginare un meccanismo di
redistribuzione dei poteri dell’interno della Repubblica e della governance
in un momento così lungo di crisi e di mancata produzione della ricchezza?
Se tutto questo vi sentite di assumerlo sulla vostra responsabilità fatelo.
In Puglia e nelle Regioni del Sud in qualche maniera faremo. Voi siete il
Parlamento sovrano, il popolo italiano si esprime attraverso voi e quindi
mi auguro che decidiate per il meglio.
È una delle poche cause che so di perdere prima ancora di cominciarla. Ma
siccome è una causa giusta, va comunque combattuta”.
Al termine dell’incontro, rispondendo ai giornalisti il presidente Emiliano
ha dichiarato:
“Hanno già deciso tutto. C’è uno scambio tra i centralisti di Fratelli
d’Italia, che vogliono l’elezione diretta del premier, e gli autonomisti
regionalisti della Lega che vogliono tenersi i soldi nel loro territorio e
vogliono togliere funzioni e competenze allo Stato centrale. Quindi un
meccanismo strabico che già è in atto perché, per esempio, tutto il
Mezzogiorno è già stato sostanzialmente totalmente commissariato per i
fondi di sviluppo e coesione, le ZES, anche sui fondi europeo, dal ministro
Fitto che lesina ancora questi finanziamenti che non arrivano e ha leso già
le prerogative delle regioni, in pochi mesi di governo. Quindi una
situazione difficile in cui stanno cambiando la Costituzione materiale
ancora prima che l’autonomia decolli, perché il patto di governo di questa
alleanza si mantiene su questo accordo e il sud ne paga le conseguenze.
Dobbiamo valutare se la legge sulla Autonomia differenziata sia
impugnabile, cioè se sia possibile e in che maniera ricorrere alla Corte
costituzionale; e se sia possibile il referendum, visto che hanno fatto
delle furbizie: hanno inserito la norma in un annesso finanziario, sperando
di approfittare della giurisprudenza della Corte Costituzionale che dice
che, se la norma anche “non finanziaria” dovesse essere inserita in un
annesso finanziario, non è possibile il referendum perché sarebbe una norma
“fiscale”. E la Costituzione non consente di fare il referendum su una
norma fiscale. C’è poi anche la questione della maggioranza rafforzata al
cinquanta percento dei componenti con la quale vanno varate le intese. Si
sostiene da parte di alcuni studiosi che se la legge è rafforzata, quindi
non è approvata come le leggi ordinarie, non sia possibile neanche su
quella il referendum e la rimessione della legge al vaglio della Corte
costituzionale. Comunque sono tutte questioni da approfondire con i
tecnici. Per questo la Regione Puglia si è dotata di task force che mi
auguro mi dia i consigli giusti”.
Link video dichiarazione Emiliano
*http://rpu.gl/jgs2W *
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