(AGENPARL) - Roma, 12 Marzo 2024 - (AGENPARL) – mar 12 marzo 2024 [image: sid logo.png]
COMUNICATO STAMPA
15 MARZO 2024 – GIORNATA MONDIALE DEL SONNO
Mangiare dopo le 23:00 è associato ad un più alto rischio di mortalità per
tutte le cause e quasi doppio per diabete
Lavoratori notturni e turnisti più a rischio
Roma, 12 marzo 2024 – In occasione della Giornata Mondiale del Sonno che si
celebra il 15 marzo di ogni anno, la Società Italiana di Diabetologia
ricorda *l’importanza della relazione tra un sonno di giusta durata e
qualità e il rischio di* sviluppare diabete di tipo2. Lo ricorda un
recentissimo studio apparso su *Nutrition & **Diabetes* [1]che ha esaminato
i dati di 41mila persone del database NANHES, selezionando le informazioni
su tempo, frequenza e qualità del cibo consumato in orari notturni.
Obiettivo: *determinare se mangiare di notte si associa a diabete e
mortalità*. “Il momento in cui vengono consumati i pasti è più importante
di quanto si pensi” spiega il *Professor Angelo Avogaro, Presidente
SID* “consumare
pasti notturni ad alto carico energetico espone a rischi maggiori. *Quindi
la scelta degli alimenti è una strategia per contrastare i rischi
dell’alimentazione notturna*, sia essa per abitudine che per necessità
professionali come avviene nei lavoratori notturni o turnisti”. In Italia i
lavoratori turnisti sono circa il 18% del totale.
Lo studio ha rilevato un aumento del rischio di mortalità più del doppio
per diabete *in quelli che cenano tra le 23 e mezzanotte.* Nel gruppo ad
alta intensità calorica il rischio di mortalità generica aumentava del
21%, *mentre
quella per diabete era quasi doppia.*
Il corpo umano ha un suo orologio e si trova nel cervello. Questo orologio,
un master clock centrale, sincronizza tutte le funzioni dell’organismo
deprimendone o attivandone altre in funzione delle ore del giorno.
L’orologio biologico è influenzato, ad esempio, dalla luce – Il master
clock reagisce principalmente al segnale luminoso (ma non è in grado di
distinguere tra luce naturale e artificiale). *La luce viene colpita da
specifici recettori presenti nella retina*. Tra i segnali periferici, *la
melatonina è uno dei più noti*. Ormone liposolubile prodotto dall’epifisi
aumenta nelle ore notturne con un picco tra le 2 e le 4 del mattino
influenzando il sonno, la temperatura e l’appetito. I ritmi di vita
moderni, già con l’introduzione della luce elettrica che ha allungato i
periodi di veglia nelle ore notturne, interferiscono con l’orologio
biologico che è regolato sui ritmi naturali.
I lavoratori turnisti notturni presentano un indice di massa corporea più
elevato dei lavoratori diurni – “Il lavoro notturno determina una
alterazione di numerosi profili metabolici con aumento dei trigliceridi,
diminuzione del colesterolo ‘buono’, iperglicemia e aumento dell’emoglobina
glicata“ prosegue Avogaro[2]. “Valori che tornano alla normalità quando si
sospende la turnazione giorno/notte. In alcuni studi si è visto *come i
lavoratori notturni, a parità di calorie totali, tendano ad assumere cibi
meno salutari e ultra-processati, come junk food che aumentano il rischio
di obesità e* diabete”.
*Sonno: 5 ore per notte aumentano il rischio di diabete* – Le relazioni tra
sistemi biologici sono delicate e complesse. Uno studio recente [3 ]ha
rivelato che dormire 5 ore o meno aumenta il rischio di diabete di tipo 2
anche nelle persone con abitudini alimentari sane.
I ricercatori dell’Università di Uppsala hanno scoperto che gli individui
che dormivano in media 5 ore (su un campione di 2147 persone di età media
55 anni seguiti per 12.5 anni), e quelli che dormivano da 3 o 4 ore per
notte avevano un rischio maggiore di sviluppare diabete di tipo 2 rispetto
a quelli che dormivano tra 7 e 8 ore.
*UFFICIO STAMPA **SID: *
Mason&Partners
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[1] Peng Wang et al., Night eating in timing, frequency, and food quality
and risks of all-cause, cancer, and diabetes mortality: findings from
national health and nutrition examination survey, Nutrition & Diabetes,
FEB 24 DOI:10.1038/s41387-024-00266-6
[2] Zimberg IZ, Fernandes Junior SA, Crispim CA, Tufik S, de Mello MT.
Metabolic impact of shift work. Work 41 Suppl 1: 4376-4383, 2012.
[3] NÔGA D, et al, Jama Net Open, 2024, doi:
10.1001/Jamanetworkopen.2024.1147
[3]Morgan L, Hampton S, Gibbs M, Arendt J. Circadian aspects of
postprandial metabolism. Chronobiol Int 20:795-808, 2003.