(AGENPARL) - Roma, 9 Marzo 2024(AGENPARL) – sab 09 marzo 2024 Fabrizio Bernini (1957) Imprenditore, nel 1985 fonda la software
house Centro Sistemi Srl e ne guida
personalmente lo sviluppo fino alla
odierna, innovativa e multi-divisionale (software, healthcare, automation, robotics, green innovation)
Zucchetti Centro Sistemi SpA (ZCS) di cui è Presidente e Legale Rappresentante. Sostenitore della cultura
dell’innovazione, pioniere dei processi di digitalizzazione per le imprese e il settore sanità, della telemedicina,
dei sistemi di automazione e tracciabilità, di sostenibilità ambientale, inventore di prodotti rivoluzionari come
“Ambrogio” (il robot rasaerba) e “Nemo” (il robot pulisci-piscine), ha lanciato “Azzurro” la linea di inverter
fotovoltaici e soluzioni per accumulo di energia, oggi
leader di mercato. Tra i tanti premi nazionali ed internazionali ricevuti nell’ambito dell’innovazione, il Premio
dei Premi per l’Innovazione (2010 e 2014). Nel 2017
è stato nominato Cavaliere del Lavoro dal Presidente
della Repubblica Mattarella. Oggi è anche Presidente di
Confindustria Toscana Sud e Vicepresidente della Banca del Valdarno Credito Cooperativo.
Filippo Boni (1980) Si è laureato in
Scienze Politiche all’Università di Firenze, con una tesi sui massacri nazisti in Toscana. Studioso e ricercatore
del Novecento e degli anni di piombo, giornalista, ha pubblicato diversi
saggi sulla Resistenza e sull’età contemporanea, tra cui Gli eroi di via Fani (Longanesi,
2018, Fiorino d’oro al Premio Firenze- Europa), L’ultimo sopravvissuto di Cefalonia (Longanesi, 2019, nella
cinquina finale dei Premi Acqui Storia e Fiuggi Storia) e
Muoio per te (Longanesi, 2021, Finalista al Premio Robinson – La Repubblica). I suoi scritti sono stati oggetto
di trasposizioni teatrali, film-documentari e tema d’esame negli istituti scolastici. Filippo promuove costantemente iniziative culturali e segue progetti didattici
per la conservazione della memoria insieme a Centri di
documentazione, Enti pubblici, Università, Scuole ed
Associazioni. Nel 2018 ha ricevuto il Pegaso d’argento
della Regione Toscana.
“MIA MADRE ERA UNA BIRCHIA, ABBANDONATA ALL’ISTITUTO
DEGLI INNOCENTI DI FIRENZE AD INIZIO SECOLO.
MIO PADRE A CAUSA DI FERITE MAI CURATE
ERA CADUTO NEL TUNNEL DELL’ALCOL.
C’È STATO UN MOMENTO IN CUI, SOLO ED EMARGINATO,
MI TROVAI DI FRONTE A UN BIVIO: DIVENIRE UNO DEI TANTI SBANDATI
DI TURNO, PERSO TRA LA DROGA E IL VINO, OPPURE FATICARE E
CREDERE NELLA FORZA DEI MIEI SOGNI, TRASFORMANDO
LA MIA PASSIONE PER LA TECNOLOGIA IN UN’IMPRESA.
ERANO DUE SENTIERI: IL PRIMO AL SOLE, APPARENTEMENTE
GRANDE E IN DISCESA. IL SECONDO BUIO, IRTO E PIENO DI ROVI.
QUALSIASI
COSA ACCADA
FABRIZIO BERNINI
IL SOGNO DI UN IMPRENDITORE VISIONARIO
LA STORIA DELLA SUA FAMIGLIA
IL POTERE DI UNA PROMESSA
IMPAURITO E TIMOROSO, IMBOCCAI IL SECONDO.
ERA QUI CHE SI NASCONDEVA LA LUCE”.
IL LIBRO-CONFESSIONE DEL
FONDATORE DI ZUCCHETTI CENTRO SISTEMI
CHE È UN INSEGNAMENTO UNIVERSALE
filippo boni
ISBN 978-88-7542-393-3
€ 15,00
Autobiografia
di un pioniere
dell’innovazione
Una domenica pomeriggio di giugno Fabrizio Bernini, imprenditore visionario e pioniere italiano dell’innovazione, all’apice del successo professionale, camminando per le strade del centro di Arezzo durante
la Fiera Antiquaria, vede a una bancarella un motorino rosso degli anni Sessanta e resta folgorato. Era lo
stesso modello di ciclomotore sul quale viaggiava da
ragazzo, per le strade sterrate della Valdambra, dopo
un’infanzia difficile con i suoi genitori nella casa de
La Torre, nel comune di Bucine. La vista di quel motorino lo proietta all’indietro nel tempo e lo spinge a
compiere un viaggio dentro sé stesso, alla ricerca del
senso più autentico dell’esistenza. Così, a bordo di
quel vecchio Guzzino, Fabrizio parte alla ricerca dei
luoghi della vita dei suoi genitori, affronta e ricorda i
loro dolori, patiti fin dalla più tenera età. Ada, la madre, venne abbandonata all’Istituto degli Innocenti
di Firenze: adottata da contadini del borgo di Solata
prima, e da un mezzadro eremita di Rapale poi, visse
un’esistenza piena di ostacoli e di solitudine. Alvaro,
il padre, a causa di una tragedia familiare cadde nel
tunnel dell’alcol e finì per trascinare nell’afflizione
tutta la famiglia, anche il piccolo Fabrizio, che crebbe
