(AGENPARL) - Roma, 8 Marzo 2024 - (AGENPARL) – ven 08 marzo 2024 **Screening oncologici, dire di “sì” alla chiamata vuol dire prendersi
cura di se stessi**
/Scritto da Walter Fortini, venerdì 8 marzo 2024 alle 10:24/
Se una malattia viene presa per tempo, maggiori sono le possibilità di
sconfiggerla. Le diagnosi precoci sono importanti – per la salute delle
singole persone, ma anche per la sostenibilità dell’intero sistema
sanitario – e gli screening oncologici costituiscono da questo punto di
vista uno strumento essenziale di prevenzione. Per di più sono gratuiti e
di facile esecuzione.
L’obiettivo è accrescere il numero di persone, che comunque non sono state
poche in passato in Toscana prima della pandemia, che rispondano con un
“sì” alla chiamata. Gli screening riguardano il tumore alla mammella,
il tumore del collo dell’utero e il tumore del colon-retto – tre esami su
popolazioni mirate – e per centrare il traguardo ed alzare l’asticella
delle adesioni la Regione ha promosso con il supporto di Ispro, l’istituto
per lo studio, la prevenzione e la rete oncologica, la campagna di
comunicazione “Di’ di sì” che partirtà domani 9 marzo: manifesti e
cartelloni giganti, locandine su social e su bus, treni e tram, a seguire
anche spot video e radio.
“La Toscana da sempre pone particolare attenzione alla prevenzione
oncologica – commenta il presidente della Regione Eugenio Giani-. Il nostro
intento è quello di promuovere e favorire la massima adesione ai programmi
di screening”. “La popolazione toscana – aggiunge – è una delle più
sensibili e mature sul tema della prevenzione oncologica ma vogliamo
convincere chi è indeciso ad aderire fornendo informazioni utili a capire
quanto importante sia sottoporsi a questi esami. A volte vince la
prigrizia, altre volte manca la consapevolezza. “Dire di sì”, come
recita il claim della campagna, è la scelta giusta per prendersi cura di
se stessi”.
“La giunta regionale – spiega l’assessore al diritto alla salute, Simone
Bezzini – ha approvato nei mesi scorsi il piano che riguarda i tre
programmi di screening istituzionali per il tumore alla mammella, alla
cervice uterina e al colon retto. Lo abbiamo definito con Ispro, con alcune
innovazioni, e la campagna di comunicazione è solamente una delle azioni
previste, accanto ad altri interventi mirati a garantire prossimità dei
servizi e investimenti su nuove soluzioni tecnologiche”.
“Quello che vogliamo trasmettere ai nostri assistiti con questa
campagna”- conclude il direttore generale di Ispro, Katia Belvedere- è un
invito a rafforzare con consapevolezza la propria scelta nell’aderire agli
screening . Auspichiamo un cambio culturale di approccio alla prevenzione
oncologica, che deve sempre di più essere affrontata abbandonando gli
stereotipi dell’ ansia e della preoccupazione per essere accolta con
positività ed un sorriso”.
Informazioni sui tre programmi di screening e su come parteciparvi possono
essere richieste al numero verde 800.556060 dal lunedì al venerdì dalle 9
alle 15.
Per il tumore alla mammella
Lo screening per il tumore alla mammella si svolge attraverso una
mammografia, ovvero una radiografia del seno con dosi molto basse di raggi
X. E’ un esame semplice che dura pochi minuti, senza l’uso né di farmaci
né di mezzi di contrasto, ma non si può fare durante la gravidanza. I Lea
nazionali prevedono che possano sottoporsi all’esame le donne tra i 50 e i
69 anni, ogni due anni. La Regione Toscana ha esteso la possibilità, dal
2016, anche alle donne tra 45 e 49 anni (uno screening ogni anno) e tra 70
e 74 anni (test ogni due anni).
Nel caso di risultato dubbio o positivo la paziente sarà richiamata al
telefono per ulteriori approfondimenti diagnositici (da un seconda
mammografia ad un eco o ingrandimenti). Nel caso di esito negativo del
secondo potrebbe essere comunque consigliato un nuovo controllo
ravvicinato. Se il risultato invece è positivo, la donna sarà indirizzata
verso le strutture che si occuperanno del trattamento terapeutico.
Per il tumore uterino
Lo screening per il tumore del collo dell’utero si effettua attraverso due
esami: il pap-test, per le donne tra 25 e 33 anni (ogni tre anni), e il
test per infezioni da papilloma virus (Hpv), consigliato ogni cinque anni
alle donne tra i 34 e i 64 anni di età. Ci si può sottoporre al test Hpv
se non si hanno mestruazioni da almeno tre giorni, se non si ha avuto
rapporti sessuali, visite ginecologiche e ecografie transvaginali nei due
giorni precedenti e se non si sono usate lavande, ovuli e creme da tre
giorni.
In caso di pap-test positivo si procederà con una colposcopia, ovvero con
un esame più approfondito. Se il test Hpv è positivo la paziente sarà
sottoposta ad un pap-test: se quest’ultimo si rivelasse negativo viene
consigliato un nuovo Hpv-test dopo un anno, se positivo sarà richiesta
anche in questo caso una colposcopia.
Per il tumore al colon-retto
Lo screening per il tumore del colon-retto si rivolge alle donne e agli
uomini tra i 50 e i 69 anni e si fa ogni due anni. Si tratta anche in
questo caso di un esame semplice e non doloroso: basta un piccolo campione
di feci in provetta, fornita anch’essa gratuitamente, e serve per rilevare
eventuale sangue occulto, ovvero non visibile ad occhio nudo, che può
essere spia di un problema più grande. Nel caso seguiranno ulteriori
accertamenti, ovvero una colonscopia seguita, nel caso rivelasse lesioni,
da un opportuno trattamento terapeutico. Non è richiesto di attenersi a
nessuna dieta specifica nei giorni che precedono la raccolta delle feci.
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