
(AGENPARL) – mar 20 febbraio 2024 *POLLENZO: Martedì 20 febbraio si è inaugurato l’anno accademico 2023-24 *
*Per l’apertura delle celebrazioni del ventennale dell’ateneo, la Lectio
Magistralis del primo Rettore prof. Alberto Capatti “Riportare la politica
nell’alveo delle tematiche delle scienze gastronomiche”*
*Il presidente UNISG Carlo Petrini “Dopo il riconoscimento in Italia, ora
Pollenzo deve fare il salto verso l’internazionalità e guardare alla
complessità del mondo”*
Martedì 20 febbraio si è svolta la cerimonia di inaugurazione dell’anno
accademico 2023-24 dell’Università di Scienze Gastronomiche di Pollenzo
Ad aprire la mattinata è stata la relazione del rettore prof. Bartolomeo
Biolatti, seguita dai saluti e dagli interventi delle rappresentanti degli
studenti in Consiglio Accademico Amanda Poles ed Elisa Carone.
Il *rettore Biolatti* ha ripercorso, nel suo intervento, la storia del
progetto UNISG ed ha indicato quale è l’attuale visione dell’ateneo:
“*L’approccio olistico alle scienze gastronomiche dà ampio spazio sia alle
discipline umanistiche e sociali sia alle discipline tecnico-scientifiche e
alle scienze della vita, affinché gli studenti maturino un proprio
pensiero, una propria filosofia ed una propria etica che li porterà ad
utilizzare nel modo migliore la conoscenza scientifica. Quest’ultima,
privata dell’etica e della morale può avere conseguenze gravissime e
dannose A Pollenzo si forma un professionista colto che sa interagire
responsabilmente con l’ambiente e utilizzare la sua specializzazione per
contribuire alla gestione di un sistema alimentare che salvaguardi le
risorse naturali e consenta loro di rigenerarsi, avendo cura della salute
unica dell’ambiente, dell’uomo e degli animali.*
*La mia personale visione di UNISG è quella di un living lab universitario,
un ambiente dinamico in cui l’università collabora con la comunità
circostante per affrontare sfide reali e sperimentare soluzioni innovative.
Nel concetto di laboratorio vivente, l’apprendimento e la ricerca sono
integrati direttamente nel territorio. Nel caso di Pollenzo non si tratta
più solo di un territorio circostante (locale), bensì uno spazio che
abbraccia il mondo. Le caratteristiche del living lab universitario e
quelle di Pollenzo coincidono e comprendono i seguenti punti:
Coinvolgimento della Comunità; Progetti Interdisciplinari; Innovazione e
Sperimentazione; Apprendimento Esperienziale; Sostenibilità e
Responsabilità Sociale; Trasferimento Tecnologico*”.
Ospite d’onore *Alberto Capatti,* *primo rettore *e tra i padri fondatori
dell’ateneo, che ha tenuto la *Lectio Magistralis*, nella quale ha
ripercorso la genesi dell’UNISG e ha lanciato nuove idee ispiratrici per il
futuro.
“*La storia di Pollenzo ha il valore di testimonianza e di progettazione.
La sua origine è singolarissima con al centro Petrini circondato da
Montanari, storico dell’alimentazione medioevale, Riva, tecnologo
alimentare, ed io, professore associato di lingua e letteratura francese e
storico dell’alimentazione contemporanea. Pertanto la storia di questa
università, che è da scrivere e pubblicare, implica una visione progettuale
una cultura, rinata nel 2004, in costante evoluzione in un ambito
profondamente trasformato oggi da clima e comunicazione, da culture vegane
e carnivore in conflitto, che allora non combattevano. *
*Grande novità per studenti e docenti, erano i viaggi in cui tutto il
patrimonio disciplinare acquisito diveniva oggetto di pensiero e di
critica, ed anche essi sono una parte fondamentale di questa storia. **La
gastronomia era allora ignorata dalle università ed era dunque una
rivoluzione*”.
E ancora: “*Pollenzo deve essere il centro del futuro, quindi un
laboratorio in attività costante. Per far questo occorre uno spirito
critico che operi sulla nozione stessa di gastronomia. Possiamo e dobbiamo
rovesciare la definizione stessa di gastronomia “conoscenza ragionata” dei
nutrimenti, in una società in cui la ragionevolezza e l’irragionevolezza
delle conoscenze è gestita dall’alto, dai supermercati, dalla promozione
pubblicitaria e dall’Intelligenza Artificiale.*
*Dobbiamo dunque conferire alla gastronomia un ruolo che non è quello di
conoscenza ragionata o ragionevole, ma di critica del sistema alimentare,
quale esso sia, partendo dal presente e ritornando ad esso. Critica
significa oggi autocritica, parola che non troviamo in Brillat-Savarin, e
che costituirà il nostro principio cognitivo. **Dobbiamo dunque riformulare
tutto il nostro sistema alimentare con una visione critica che ne cancella
i valori attualmente pubblicizzati. Questo implica che l’insegnamento
stesso della gastronomia parta da una autocritica che mette in evidenza uno
spreco culturale di termini e di immagini*”.
E sul tema della politica nelle scienze gastronomiche:
“*Un altro passo sarà recuperare la politica presente nella denominazione
della classe di laurea e assente a Pollenzo la cui laurea triennale è
scienze e culture gastronomiche. Oggi le politiche alimentari sono
onnipresenti e la gastronomia è stata creata proprio da un amministratore e
da un politico, Brillat-Savarin, personaggio di rilievo nella storia della
Francia, dalla rivoluzione all’epoca post-napoleonica. *
*La politica dunque è un approccio storico alla nutrizione, e non va
dimenticata. È il primo passo di una revisione autocritica fondamentale,
nel caso di Pollenzo, cui una analisi di altre università può essere utile*
*Ristrutturare, scrivere, insegnare facendo degli studenti il primo nucleo
in azione, i quali tradurranno questa politica nelle future loro
professioni*
*La politica è clima, sostenibilità, economia, regola la vita del contadino
e la nostra stessa visione della natura e in quanto tale va studiata e
promossa in tempi quanto mai difficili da interpretare*
*Un passo fondamentale sarà il confronto fra i 17 approcci diversi alle
scienze gastronomiche, al fine di fare un bilancio complessivo del loro
successo, aprendo l’esame ad altri paesi, al fine di ipotizzare nuovi
assetti disciplinari ed un nuovo esito della formazione. È auspicabile non
solo un incontro, un congresso, ma la creazione di una agenzia italiana
dell’insegnamento gastronomico, in grado appunto di creare il patrimonio
didattico, al di là delle varianti universitarie*”.
Ed infine: “*L’opposizione di chi studia e di chi mangia offende le scienze
gastronomiche facendone una teoria filosofica utile al solo pensiero.
Mangiare è apprendere e l’insegnante deve partecipare in modo istruttivo,
assaporando, masticando, commentando e imparando dagli studenti stessi. È
facile ritrovare nei testi, nei ricettari spunti teorici della conoscenza
ma se questa non è concretizzata, esperita, si è perduti in bocconi vocali
che vengono assimilati dalle orecchie e dal solo cervello, con il risultato
che nessun raffronto concreto si realizza e ci si perde in un rito*”.
Ha chiuso la cerimonia il presidente dell’UNISG *Carlo Petrini.*
*”Oggi abbiamo affidato l’apertura del ventesimo Anno Accademico di UNISG
al primo rettore del nostro Ateneo. Vent’anni fa Alberto Capatti contribuì
consistentemente alla denominazione di ‘Scienze Gastronomiche’ e fu tra i
primissimi a credere fortemente nell’approccio interdisciplinare che
caratterizza da sempre l’Università di Pollenzo. Oggi la denominazione
‘Scienze Gastronomiche’ è stata assunta da altre 17 università italiane e
questa è l’occasione per fare il punto sul ruolo storico che Pollenzo ha
avuto in questi anni”**.*
Petrini ha quindi proseguito: “*Le riflessioni sviluppate poc’anzi da
Alberto Capatti sono fondamentali: in particolare l’importanza di una
formazione politica nel nostro ateneo, in un momento in cui queste
tematiche diventano così determinanti al punto che le manifestazioni di
questi ultimi giorni, quelle con i trattori, riescono a scardinare
l’impianto della politica alimentare europea. Ci troviamo infatti oggi con
una politica ambientale sconquassata da queste proteste. Si tratta della
tempesta perfetta perché siamo riusciti a mettere i contadini contro gli
ambientalisti, mentre invece dovrebbe esserci dialogo e comprensione
reciproca. Quindi oggi più che mai dobbiamo prendere atto che le idee e le
istanze fondative di questa università hanno trovato il giusto contesto*”.
E ancora, Petrini ha poi ricordato come Brillat Savarin nella terza
meditazione della sua *Fisiologia del Gusto* prefigurasse l’ingresso della
gastronomia nel novero delle scienze dell’accademia.
“*Probabilmente non si sarebbe immaginato di aver dovuto attendere 180
anni, così come neppure avrebbe potuto credere che una università di
scienze gastronomiche nascesse in Italia e non nella sua Francia. Allo
stesso modo, vent’anni fa, quando dovevamo trovare il titolo di questa
università, abbiamo scelto scienze gastronomiche: anche noi non pensavamo
che 14 anni dopo, nel 2017, l’accademia italiana riconoscesse la classe di
laurea*”.
“*Oggi siamo chiamati a realizzare, nell’anno del nostro ventennale, due
obiettivi. *
*Il primo è un obiettivo nazionale, ed è stato fatto proprio dal Centro
Studi e Ricerca del Cibo Sostenibile che unisce le 4 università piemontesi
riconoscendo a Pollenzo un ruolo guida. Si tratta di una campagna
sottoscritta da una moltitudine di persone per chiedere di inserire
l’educazione alimentare nelle scuole di ogni ordine e grado.*
*Il secondo obiettivo riguarda un punto di vista internazionale, e qui la
riflessione di Capatti funge da grande stimolo per decidere cosa farà
Pollenzo da grande. Ora tocca guardare al mondo e superare il pensiero di
Brillat Savarin, che rimane comunque eurocentrico. Dovremmo coltivare
l’esigenza di Pollenzo che guarda alla complessità del mondo e sviluppare
rapporti di interconnessione sulle culture alimentari del mondo. E qui
diventa fondamentale il valore del viaggio didattico, che è uno dei perni
del modello formativo pollentino. A Pollenzo devono nascere gastronomi che
abbiano un’idea diversa della gastronomia, non incentrata sul proprio
ombelico. Ecco perché la nostra università si pone l’obiettivo di diventare
un punto di riferimento internazionale.*
*Le culture gastronomiche sono frutto del meticciato: nel meticciato c’è la
forza dell’accoglienza e del capire gli altri e questo muta anche il
linguaggio gastronomico. È questa l’effervescenza che si sperimenta a
Pollenzo, che deve diventare la casa di tutta la biodiversità
enogastronomica del mondo*”.
—–
qui la LECTIO del prof. ALBERTO CAPATTI
qui la relazione del rettore BARTOLOMEO BIOLATTI
*https://www.unisg.it/comunicati/inaugurato-la-a-2023-24-allunisg-con-la-lectio-del-prof-alberto-capatti-primo-rettore-dellateneo/
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*I numeri UNISG nel 2024:*
*2004: anno di nascitaOltre 3650 studenti da tutto il mondo che hanno
frequentato i nostri corsiOltre 1300: gli studenti stranieri98: le
nazionalità rappresentate 1715 i viaggi didattici organizzati *
*Alessandra Abbona*
Ufficio Stampa /Press Office
Università di Scienze Gastronomiche di Pollenzo
12042 Pollenzo, Bra CN