(AGENPARL) - Roma, 16 Febbraio 2024 - (AGENPARL) – ven 16 febbraio 2024 Link video: [ https://www.poliziadistato.it/pressarea/Share/link/b07f64b6-cc2a-11ee-826c-736d736f6674 | https://www.poliziadistato.it/pressarea/Share/link/b07f64b6-cc2a-11ee-826c-736d736f6674 ]
Roma. Operazione “PASCIÀ”. La Polizia di Stato, con il coordinamento della Procura della Repubblica di Roma, ha smantellato la “banda del buco”, traendo in arresto 6 persone in esecuzione di un’ordinanza di custodia cautelare, poiché gravemente indiziate, a vario titolo, di associazione per delinquere finalizzata alla commissione di rapine presso uffici postali e di concorso in rapine.
Nelle prime ore della mattinata, gli agenti della Polizia di Stato della Squadra Mobile di Roma e del Centro Operativo Sicurezza Cibernetica del Lazio, all’esito di una complessa attività investigativa, svolta nella seconda metà dello scorso anno con il coordinamento della Procura della Repubblica di Roma – Gruppo “Reati contro il Patrimonio”, ha eseguito un’ordinanza di custodia cautelare nei confronti dei 6 soggetti, 3 dei quali gravemente indiziati di un’associazione per delinquere finalizzata alla commissione di rapine presso uffici postali, e altri 3 di concorso in rapina.
Le indagini, che hanno interessato il territorio della Capitale e della provincia, hanno consentito di delineare con precisione i ruoli ricoperti dagli associati per i quali è stata disposta la custodia cautelare in carcere; il 75enne e il 70enne sono risultati capi e promotori dell’organizzazione, dove il primo svolgeva anche il ruolo di “ palo ”, mentre il secondo, unitamente al, 66enne, eseguiva materialmente le rapine.
Nel corso dell’attività investigativa, è emerso come gli altri indagati in concorso, destinatari dell’obbligo di presentazione alla P.G., avevano altre mansioni: un soggetto di 68 anni si occupava della riproduzione di chiavi adulterine per poter accedere agli Uffici Postali o a locali attigui dove poi, altri due, rispettivamente di 53 e 50 anni, provvedevano a praticare fori per poi consentire ai complici di accedere all’interno delle filiali da colpire.
Ai soggetti, ristretti in carcere, è stata contestata la commissione della rapina avvenuta il 3 maggio dello scorso anno, in zona San Giovanni; nello specifico, il 70 enne e il 66 enne, armati di pistola, entrarono nell’ufficio postale, muniti di una chiave adulterina e, dopo aver minacciato la direttrice che era intenta a caricare lo sportello ATM, avevano asportato contanti per circa 195.000 euro, con la collaborazione di un altro soggetto che aveva la mansione di “ palo ” all’esterno della filiale.
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