(AGENPARL) - Roma, 7 Febbraio 2024 - (AGENPARL) – mer 07 febbraio 2024 Anziani, Cavallo (Cisl) e Amatulli (Fnp): «Sulla non autosufficienza serve un confronto polifonico sul territorio»
Il sindacato chiama a raccolta parti sociali e società civile per avviare una proficua interlocuzione con Regione Basilicata ed enti locali sui contenuti della riforma
Potenza, 7 febbraio 2024 – «Con l’approvazione in Consiglio dei ministri dello schema di decreto attuativo della riforma dell’assistenza agli anziani non autosufficienti si apre una fase di dialogo che ci auguriamo possa essere la più ampia possibile con l’obiettivo di raccogliere in modo costruttivo le osservazioni delle articolazioni sociali e locali della nostra regione». È quanto sostengono il segretario generale della Cisl Basilicata Vincenzo Cavallo e il segretario generale della Fnp Cisl Basilicata Giuseppe Amatulli che sollecitano l’apertura di un confronto territoriale forte con Regione Basilicata ed enti locali in vista della Conferenza unificata che dovrà esprimere il proprio parere sul decreto entro marzo. «È importante, oggi più che mai, in ragione del peso specifico che la riforma delle politiche per gli anziani ha nel nostro sistema di welfare, che sul decreto attuativo licenziato dal Governo si apra un confronto largo e polifonico sul territorio».
«Parliamo di una riforma strutturale, non a caso tra le riforme vincolanti del PNRR, che getta le fondamenta di un nuovo modello di welfare in grado di accompagnare gli anziani non autosufficienti e le loro famiglie lungo un percorso di presa in carico tarato sulle specifiche esigenza di assistenza della persona con un approccio personalizzato e multidimensionale dalle cronicità arriva fino alla vera e propria non autosufficienza. Si tratta di un sostanziale cambio di paradigma che va ora sostenuto con risorse finanziare adeguate e con un attengo monitoraggio della sua attuazione a livello territoriale, nella consapevolezza che non bastano buone leggi per avere buoni servizi».
Secondo Cavallo e Amatulli non mancano alcune zone d’ombra nella bozza di decreto attuativo, a partire proprio dalla dotazione economica della riforma: «Anche se il decreto in questione stanzia 1 miliardo per il primo biennio di attuazione della riforma – osservano i due sindacalisti – per mandare a regime il nuovo sistema di assistenza agli anziani non autosufficienti servono ben altre risorse, in primis per assicurare servizi domiciliari pensati in modo specifico per la popolazione anziana con l’obiettivo di prevenire forme inappropriate di istituzionalizzazione e di limitare il ricorso al canale della residenzialità solo alle forme gravi di non autosufficienza. Su questi e su altri aspetti della riforma è opportuno che dal territorio emerga una domanda di confronto e di ascolto delle parti sociali e della società civile lucana per fare della riforma delle non autosufficienza il banco di prova di un metodo democratico realmente partecipativo», concludono Cavallo e Amatulli.
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