(AGENPARL) - Roma, 2 Febbraio 2024 - (AGENPARL) – ven 02 febbraio 2024 4 febbraio, Giornata Mondiale del Cancro
Tumori del sangue: sempre più curabili grazie alla Ricerca
Dopo aver donato nuove speranze a migliaia di pazienti in cui le altre opzioni terapeutiche
hanno fallito, le CAR-T si spostano progressivamente verso le prime fasi di trattamento.
È il caso di due nuovi protocolli sperimentali per le CAR-T in prima linea, uno per i
mielomi, con il primo paziente italiano in cura nel Cancer Center di Humanitas, e uno per i
linfomi a grandi cellule B. Un risultato che ricorda l’importanza della Ricerca: grazie alle
terapie innovative sviluppate negli ultimi anni, il 70% delle persone con tumori del sangue
come linfomi, mielomi e leucemie, oggi ha nuove speranze di cura.
Rozzano, 2 febbraio 2024 – Si chiamano CAR-T e sono una terapia innovativa basata
sull’ingegnerizzazione genetica dei globuli bianchi dei pazienti per renderli più efficaci nel
riconoscere e sconfiggere le cellule tumorali. Dopo aver donato nuove speranze a migliaia di
pazienti in cui le altre opzioni terapeutiche hanno fallito, le CAR-T si spostano progressivamente
verso le prime linee di trattamento. È il caso di due nuovi protocolli sperimentali: per i linfomi a
grandi cellule B, tra le forme più aggressive di linfoma, ma anche nel mieloma multiplo in cui il
primo paziente italiano è in cura nel Cancer Center di Humanitas, che dal 2019 è uno dei maggiori
centri italiani dedicati alle CAR-T con oltre 100 pazienti trattati.
«Si tratta di un importante passo avanti nella ricerca di terapie sempre più efficaci – afferma il prof.
Armando Santoro, Direttore del Cancer Center di Humanitas –. Nel caso del mieloma multiplo, la
terapia sperimentale con CAR-T anti-BMCA ha dato risultati incoraggianti negli studi con pazienti
in stadio molto avanzato, ecco perché siamo speranzosi sul beneficio di un loro utilizzo più
tempestivo. Nel caso del linfoma a grandi cellule B, il protocollo sperimentale potrebbe aprire la via
a un percorso terapeutico esclusivamente immunoterapico, soprattutto per i pazienti più a rischio.
Queste novità testimoniano il grande valore della Ricerca: non c’è tumore del sangue che non abbia
avuto un sostanziale miglioramento dalle nuove terapie. L’immunoterapia, dalle CAR-T agli
anticorpi monoclonali fino all’ultima frontiera degli anticorpi bi-specifici, ha avuto un impatto
sostanziale».
Il protocollo CAR-T per il mieloma multiplo
Il mieloma multiplo è un tumore generato dalla trasformazione tumorale delle cellule che derivano
dai linfociti B e che hanno il compito di produrre gli anticorpi per combattere le infezioni. Nel corso
dell’ultimo decennio la sopravvivenza dei pazienti affetti da mieloma multiplo è notevolmente
migliorata grazie a nuove terapie, tra cui gli inibitori del proteasoma, gli anticorpi monoclonali e
quelli bispecifici. Il mieloma multiplo, tuttavia, rimane una malattia che non ha una cura definitiva.
Le nuove CAR-T che riconoscono l’antigene BCMA, ora in corso di sperimentazione per il
mieloma multiplo, hanno ottenuto buoni risultati nel trattamento della forma recidivo/refrattaria.
«L’obiettivo del nuovo studio è capire se possiamo ottenere una maggiore efficacia utilizzandole
nelle prime linee di trattamento – spiega la dott.ssa Stefania Bramanti, responsabile della Sezione
di Trapianto Autologo, CAR-T e Aferesi di Humanitas Cancer Center –. Lo studio, chiamato
KarMMa-9, valuterà in particolare l’efficacia delle CAR-T anti-BMCA in pazienti con una recente
diagnosi di mieloma multiplo e in parziale remissione a seguito di un autotrapianto di midollo. Si
tratta di un passaggio significativo, che dimostra l’avanzamento della Ricerca e la possibilità per i
pazienti con mieloma multiplo di avere effettivi benefici clinici a lungo termine».
Il protocollo CAR-T in prima linea per il linfoma ad alto rischio
I linfomi sono tumori del sangue che originano da una crescita incontrollata di alcune cellule del
sistema immunitario – i linfociti o i loro precursori – che solitamente proteggono il nostro
organismo dai tumori o da infezioni batteriche e virali.
«Queste cellule fuori controllo si accumulano nei linfonodi o in altri organi dando origine ai
linfomi, che possono essere di diversi tipi – spiega il prof. Carlo-Stella, responsabile Linfomi e
Mieloma del Cancer Center di Humanitas –. La cura dei linfomi si basa oggi sulla combinazione tra
chemioterapia, radioterapia, immunoterapia e, se necessario, il trapianto di cellule staminali:
efficace, ma non per tutti i pazienti».
«Il linfoma non-Hodgkin aggressivo a grandi cellule B è già oggi trattabile in seconda linea con le
CAR-T anti-CD19, come da approvazione AIFA – prosegue la dott.ssa Bramanti –. In Humanitas è
però disponibile anche un protocollo sperimentale (Zuma 23) che valuterà l’efficacia di queste
CAR-T direttamente come trattamento di prima linea, al posto della chemioterapia. Se i risultati lo
confermeranno, questo approccio consentirà in futuro di immaginare una guarigione per questi
linfomi con la sola immunoterapia».
Gli anticorpi bispecifici nella terapia del mieloma multiplo e dei linfomi refrattari
L’innovazione terapeutica nel trattamento dei tumori linfoidi refrattari – linfomi e mieloma multiplo
– si è arricchita negli ultimi anni di una nuova classe di farmaci, gli anticorpi bispecifici, che
attivano i linfociti T contro le cellule di linfoma o di mieloma refrattario.
La ricerca clinica dell’Ematologia di Humanitas Cancer Center ha contribuito negli ultimi anni allo
sviluppo di vari anticorpi bispecifici, alcuni dei quali sono oggi approvati dall’Agenzia Europea del
Farmaco per l’uso in pazienti con linfoma aggressivo a grandi cellule che hanno fallito almeno due
linee di chemioterapia. «Da pochi mesi – aggiunge il prof. Carlo-Stella – abbiamo attivato uno
studio clinico che valuta nei pazienti con linfoma aggressivo a grandi cellule l’efficacia di un
anticorpo bispecifico nella fase iniziale del trattamento».
Analizzare il DNA tumorale per prevedere l’evoluzione del linfoma
I ricercatori di Humanitas, supportati da Fondazione Humanitas per la Ricerca, insieme al gruppo
del dott. Davide Rossi dello IOSI di Bellinzona, hanno avviato un progetto per applicare la biopsia
liquida ai linfomi non-Hodgkin e al linfoma di Hodgkin.
«La biopsia liquida consente di analizzare il DNA tumorale che circola nel sangue dei pazienti e
ottenere informazioni dettagliate – afferma il prof. Carmelo Carlo-Stella –. Con l’analisi del DNA
individuiamo le diverse classi di rischio di ogni persona con linfoma in base alle mutazioni presenti.
Questo consente di predire l’andamento della malattia di ogni paziente, modificare la strategia
terapeutica e misurare come cambia la malattia durante la chemioterapia. Questa tecnica di biopsia,
inoltre, ha il vantaggio di non essere invasiva».
Big Data e Medicina personalizzata per le malattie rare del sangue
Le leucemie sono tumori che originano dalle cellule staminali del midollo osseo che producono
tutte le cellule del sangue (i globuli bianchi, i globuli rossi e le piastrine). La sfida della cura è resa
complessa anche dal fatto che si tratta di patologie eterogene dal punto di vista biologico, cioè
diverse da paziente a paziente. «Possiamo vincere questa sfida solo sviluppando approcci
personalizzati – osserva il prof. Matteo Della Porta, responsabile Leucemie e Mielodisplasie di
Humanitas Cancer Center –. Studiare in modo approfondito le caratteristiche genomiche della
malattia nel singolo paziente e associare su questa base un approccio terapeutico mirato fa la
differenza nel migliorare la sopravvivenza».
In questo contesto, Humanitas è stato il primo ospedale a dotarsi di un centro per lo studio della
predisposizione genetica alle leucemie acute e croniche. L’identificazione di una mutazione
ereditaria associata a predisposizione leucemica, per quanto rara, ha impatto sul percorso
terapeutico del paziente.
Nelle persone di età più avanzata, la Ricerca sulle terapie personalizzate condotta in Humanitas
Cancer Center si concentra sulle sindromi mielodisplastiche, un gruppo eterogeneo di malattie delle
cellule staminali che si manifesta con anemia (carenza di globuli rossi) e che possono evolvere in
vere e proprie leucemie, e sulle leucemie mieloidi acute che sono in costante aumento dopo i 60
anni di età. «Stiamo sviluppando degli algoritmi di Intelligenza Artificiale in collaborazione con
l’AI Center di Humanitas e il Politecnico di Milano in grado di predire precocemente il rischio di
evoluzione acuta della malattia e determinare il tempo ottimale per l’intervento terapeutico»,
conclude il prof. Della Porta.
Humanitas Cancer Center
Humanitas Cancer Center, inaugurato nel 2010, è un centro specialistico per la cura, la Ricerca e lo sviluppo
di nuove terapie nell’ambito delle patologie oncologiche ed ematologiche. Accoglie oltre 30mila pazienti,
con 7000 nuovi pazienti trattati ogni anno e ha ottenuto vari accreditamenti nazionali ed internazionali. È
caratterizzato da un team di professionisti di grande esperienza, competenze interdisciplinari, percorsi
organizzati per patologia e terapie personalizzate, facilities per il paziente (come cure domiciliari, servizi di
nutrizione clinica e supporto psicologico), tecnologie all’avanguardia, ricerca clinica traslazionale e di base
in stretta collaborazione con i migliori centri internazionali. Il tutto all’interno di un policlinico, l’IRCCS
Istituto Clinico Humanitas, dotato anche di Pronto Soccorso, per dare risposta alle necessità di cura dei
pazienti.
Humanitas Cancer Center è diventato un centro deputato alla terapia con CAR-T a seguito degli
accreditamenti JACIE-FACT, CNT (procedure internazionali necessarie per svolgere il servizio), e dopo
aver superato le qualifiche previste dalle Company che si occupano della parte di ingegnerizzazione delle
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