(AGENPARL) - Roma, 26 Gennaio 2024(AGENPARL) – ven 26 gennaio 2024 Documento politico
COLDIRETTI Abruzzo
Elezioni Regionali 2024
DOCUMENTO POLITICO DI COLDIRETTI ABRUZZO
Elezioni regionali 10 marzo 2024
In Abruzzo, il settore agroalimentare sta attraversando un periodo di
trasformazione importante caratterizzato da una diminuzione delle
aziende agricole negli ultimi dieci anni di circa un terzo. Il calo del
numero delle imprese (fonte Istat) è del 33,4% tra il 2010 e il 2020,
mentre la superficie agricola utilizzata (Sau) è diminuita in misura
minore, passando in un decennio da 454mila a 414mila ettari
(-8,6%). Questi due dati confermano una dinamica coerente con
quello che sta accadendo nel resto della penisola: infatti, da un
lato il numero totale delle aziende è in calo, dall’altro quelle
presenti iniziano ad essere più strutturate e tendono a gestire più
ettari di terreno. Le persone che lavorano nel settore agricolo
sono più di 80mila, di cui 8mila lavoratori stranieri. Per quanto
riguarda i conduttori e i proprietari d’azienda, invece, i dati ci
raccontano due aspetti interessanti che riguardano le donne
imprenditrici e i giovani titolari under 45. In Abruzzo le imprese
agricole guidate da donne sono 15.545, pari al 35%, quasi
quattro punti percentuali sopra la media nazionale (31,5%): un
dato che fa dell’Abruzzo la quinta regione in Italia per incidenza di
donne in agricoltura. Per quanto riguarda gli under 45, invece, nel
2020 in Abruzzo erano in tutto 4.583, pari al 10,3% del totale. A
differenza dell’imprenditoria femminile, in questo caso siamo di
fronte a un totale di imprese inferiore rispetto alla media del paese
(13,5%) anche se negli ultimi anni la situazione sta leggermente
migliorando, probabilmente in seguito alla pubblicazione dei bandi di
primo insediamento dell’ultimo Programma di sviluppo rurale (Psr).
Dai significativi riguardano poi l’export (in forte crescita soprattutto
per il settore vino), l’agricoltura biologica (che occupa il 15,3% del
terreno agricolo abruzzese e conta il 4,6% di aziende sulla totalità in
agricoltura) e gli agriturismi (588 strutture di cui 65% in zone
collinari), in cui i modelli di produzione sono strettamente legati alla
sostenibilità e alla necessità di ricucire il rapporto uomo-natura.
Siamo dunque di fronte a un settore particolarmente sensibile alle
trasformazioni che dovranno essere necessariamente poste in
essere nell’ottica della transizione ecologica e digitale, dei
cambiamenti climatici e del valore strategico dell’alimentazione nella
società contemporanea.
Dalla crescita dell’agricoltura abruzzese dipende infatti la crescita
delle economie locali e dunque delle comunità.
La complessità del settore, penalizzato da problematiche ataviche
che richiedo oggi un impegno concreto, è tuttavia un valore
importante, potenzialmente destinato a radicarsi ulteriormente in
uno scenario complessivo che vede il “cibo” come bene
fondamentale, primario e distintivo.
I punti che debbono intendersi prioritari per il mondo
agricolo abruzzese, sinteticamente approfonditi all’interno
del presente documento, sono i seguenti quattro:
Semplificazione amministrativa e sburocratizzazione.
Potenziamento dell’economia agricola attraverso la valorizzazione
della multifunzionalità, la tutela dei territori e delle produzioni
agroalimentari di eccellenza, l’incentivazione e il supporto
dell’imprenditoria giovanile e femminile oltre che delle imprese
tradizionali.
Corretta gestione dell’ambiente e del territorio attraverso il
potenziamento delle infrastrutture idriche e idrauliche, la tutela
della risorsa acqua e l’utilizzo di energie alternative nel rispetto del
consumo del suolo ad uso agricolo.
Tutela del made in Italy: lotta al cibo sintetico, valorizzazione della
filiera agricola abruzzese, mercati e mense.
SEMPLIFICAZIONE AMMINISTRATIVA E SBUROCRATIZZAZIONE
Sburocratizzazione e riorganizzazione della macchina amministrativa
Il carico burocratico pesa in maniera importante sulle aziende agricole che, in un mondo che va sempre più veloce, si
trovano spesso a combattere con una macchina amministrativa non sempre efficiente. È prioritario ripensare la
struttura amministrativa della Regione Abruzzo e le relative procedure autorizzative potenziando la sussidiarietà
orizzontale, il ruolo dei Centri di assistenza agricola (Caa) e la collaborazione con le organizzazioni agricole nonchè
favorire la massima digitalizzazione delle procedure, il potenziamento dell’applicazione del principio del silenzio
assenso e l’uniformità dei procedimenti amministrativi a livello regionale evitando così difformità e prassi
differenti tra gli uffici STA.
Urbanistica
La nuova legge urbanistica sul governo del territorio (L.R. 20 dicembre 2023, n. 58) rappresenta una vera e propria
riforma della disciplina urbanistica della Regione Abruzzo allo scopo di fornire un nuovo strumento normativo. Vi è la
necessità di riformulare la novella legislativa tendendo ad eliminare appesantimenti procedimentali e burocratici che
limitano l’attività d’impresa.
Credito
Il principale ostacolo alla creazione o al mantenimento di aziende agricole, soprattutto da parte dei giovani, è
l’accesso al credito. L’accesso al credito in agricoltura va supportato attraverso l’istituzione di un fondo di
garanzia da prevedere nel Complemento di Sviluppo Rurale 2023/2027 (Ex PSR) in modo da permettere il
sostegno alle imprese negli investimenti materiali e immateriali e, non da ultimo, l’approccio a nuovi investimenti.
POTENZIAMENTO DELL’ECONOMIA AGRICOLA E DIVERSIFICAZIONE
Agriturismo e Agricoltura Sociale
Multifunzionalità e diversificazione sono aspetti fondamentali per l’integrazione al reddito delle aziende agricole.
L’Agriturismo rappresenta la prima reale manifestazione di multifunzionalità dell’impresa agricola: a distanza di circa
12 anni dall’approvazione della legge regionale vigente risulta improcrastinabile riformare la materia, innovarla
alle presenti necessità, offrire strumenti normativi che assicurino competitività alle aziende.
D’altro canto, l’agricoltura sociale esprime il ruolo multifunzionale dell’agricoltura riferito alla capacità di generare
benefici per fasce vulnerabili della popolazione, dando luogo a servizi innovativi che possono rispondere
efficacemente alla crisi dei tradizionali sistemi di assistenza sociale e alla crescente richiesta di personalizzazione
e qualificazione dei servizi sociali.
In questa ottica è fondamentale l’adozione di un nuovo testo legislativo in grado di recepire la ratio sottesa alla
normativa nazionale che punta ad assicurare un livello essenziale “delle prestazioni concernenti i diritti civili e
sociali che devono essere garantiti su tutto il territorio nazionale”.
Fondi Comunitari e nuova programmazione (ex Psr)
Il Complemento di programmazione Abruzzo per lo Sviluppo Rurale (CSR) 2023-2027, definitivamente
adottato il 29/12/2022 in sostituzione del vecchio Programma di sviluppo rurale (Psr), delinea le priorità per
l’utilizzo di circa 355 milioni di euro di finanziamento pubblico, disponibile per il settennio 2023/2027.
Risulta a dir poco vitale un imponente cambio di passo della macchina amministrativa regionale nella
gestione dei suddetti fondi comunitari, con particolare riguardo al governo dei bandi pubblici in corso
relativamente alla vecchia programmazione, i quali, come noto, rischiano il disimpegno.
Sono necessari, in tal senso: Calendarizzazione coerente con le necessità delle aziende; semplificazione
delle modalità di presentazione delle domande; massima celerità nelle istruttorie e massimo ricorso
all’istituto del “soccorso amministrativo”; gestione delle risorse disponibili in coerenza con le reali
condizioni delle aziende agricole (benessere animale e ClassyFarm).
CORRETTA GESTIONE DELL’AMBIENTE E DEL TERRITORIO
Parchi, Aree Protette
La regione Abruzzo è costituita da una Superficie Agricola Utilizzabile pari a circa il 63% di quella totale e da una forte
presenza di Aree Protette che rappresentano circa il 40% della superficie totale, vanno gestite e adeguatamente
“governate” al fine di prevenirne lo spopolamento. Il futuro delle Aree Protette deve essere legato al consenso di chi vi
risiede attraverso la presenza degli agricoltori nella governance dei Parchi e la stipula di convenzioni direttamente con
le imprese agricole per il mantenimento e la tutela del territorio e dei paesaggi a vocazione agricola e rurale.
Consorzi di Bonifica e tutela della risorsa idrica e realizzazione dell’impianto irriguo del Fucino
Con l’Italia che perde ogni anno l’89% dell’acqua piovana e una siccità ormai “strutturale” che, con il 30% in meno delle
precipitazioni nel 2022, incide ulteriormente in modo negativo, la risorsa idrica è diventata un bene essenziale e
necessario alla sopravvivenza delle comunità e delle economie.
È fondamentale in tal senso una riqualificazione e un potenziamento dei Consorzi di Bonifica che devono diventare i
principali gestori delle opportunità e delle risorse economico-finanziarie collegate alla valorizzazione del bene idrico
anche in considerazione della loro importanza nella prevenzione del dissesto idrogeologico e nella preservazione
dell’ambiente (pulizia degli alvei dei fiumi). Per questo, sono prioritari i seguenti interventi:
1) la riqualificazione delle strutture e delle infrastrutture che permetta l’erogazione di un servizio efficiente
a fronte del pagamento dei canoni.
2) il potenziamento di meccanismi circolari di raccolta dell’acqua attraverso lo sviluppo delle energie
rinnovabili e la realizzazione del progetto “laghetti” nato dal protocollo d’intesa siglato a livello nazionale da
Terna, Coldiretti e Anbi per ottimizzare l’uso dell’acqua anche in condizioni di scarsità.
3) La possibilità di una fusione degli enti consortili.
4) Per quel che concerne l’altopiano del Fucino, il progetto definitivo dell’impianto irriguo e il suo finanziamento
si pongono come elementi fondamentali e non più rinviabili ma bisogna far sì che gli interessi sottesi alla
realizzazione dell’opera coincidano con quelli dell’agricoltura reale.
Bosco, Forestazione, Pascoli e Usi Civici
Come noto, con circa 400mila ettari corrispondenti a circa il 41% della superficie regionale, i boschi rappresentano un
potenziale economico ancora oggi non completamente espresso.
Bisogna procedere ad una gestione sostenibile e strutturata della risorsa “bosco” contrastando nello stesso tempo
l’abbandono delle zone montane e valorizzando la sorveglianza e la manutenzione svolte dagli imprenditori agricoli.
Non è più rinviabile l’approvazione del regolamento di attuazione della Legge sulla Forestazione il quale tuttavia, dovrà
essere il più semplice possibile al fine di non disorientare gli operatori del settore mentre, per gli usi civici anche utili al
pascolo, le norme regolamentari degli Enti coinvolti vanno armonizzate tra di loro attraverso un lavoro di
coordinamento della Regione evitando il crearsi di molteplici discipline amministrative nella gestione delle concessioni.
Stop cinghiali: difendiamo cittadini e agricoltori
Negli ultimi anni i danni arrecati dalla fauna selvatica alle colture hanno subito una forte e preoccupante crescita senza
che sia stata adottata una soluzione adeguata volta a limitarne gli effetti. Gli agricoltori prima ancora di avere diritto ad
un giusto ed equo risarcimento, hanno diritto a svolgere la propria attività d’impresa con le giuste tutele da parte dei
soggetti deputati al controllo. Occorre accelerare e rendere più equo e veloce il procedimento risarcitorio nonché
modificare urgentemente la disciplina regionale dell’attività di controllo mediante abbattimento o cattura, che non
costituiscono attività venatoria. Inoltre, è necessario incentivare il periodo di caccia al cinghiale ottenendo la possibilità
di effettuare piani di controllo e selezione nelle aree protette.
TUTELA DEL MADE IN ITALY: LOTTA AL CIBO SINTETICO, VALORIZZAZIONE FILIERA AGRICOLA
ABRUZZESE, MERCATI E MENSE
Lotta al “cibo sintetico”
Quasi 3 italiani su 4 (74%) dicono no al cibo prodotto in laboratorio (anche definitivo “artificiale” o “cibo a base
cellulare”) che gruppi di potere finanziario e multinazionali stanno cercando di imporre sui mercati mondiali
nonostante le perplessità sugli effetti a lungo termine sulla salute umana. In tal senso, l’Italia – che è leader
mondiale nella qualità e sicurezza alimentare – ha fatto da apripista nelle politiche di tutela della salute e
dell’ambiente con una legge recentemente approvata che introduce il divieto di produrre e commercializzare cibi
a base cellulare per uso alimentare o per i mangimi animali. Il provvedimento varato a novembre 2023 dal
Parlamento nazionale pone il nostro Paese all’avanguardia e trova terreno favorevole anche in buona parte
dell’opinione pubblica europea ma è necessario continuare a diffondere – a tutti i livelli – la cultura del cibo sano
e genuino, custode di valori e biodiversità di cui è ricco il nostro Paese. Anche l’Abruzzo in tal senso può fare la
sua parte attraverso progetti di educazione alimentare sostenuti dalla Regione e dalle amministrazioni statali
competenti, il sostegno delle fattorie didattiche e la promozione delle eccellenze locali e delle filiere territoriali.
Il sostegno alle filiere locali
Assicurare una giusta remunerazione a chi produce, garantire sicurezza, esaltare i primati e le distintività dei
nostri territori, portando un accrescimento del patrimonio complessivo del “sistema economico-sociale”
dovrebbe essere il paradigma all’interno di cui si muove sempre ogni governo regionale. Questo è possibile
attraverso la valorizzazione e la difesa delle produzioni territoriali di nicchia e di eccellenza ma va fatto un
ragionamento distinto in considerazione dei diversi settori.
LATTE E CARNE. Per il settore zootecnico abruzzese con particolare riferimento a quello lattiero-caseario, risulta
fondamentale, al fine di garantire la sopravvivenza del prodotto locale e renderne dignitoso il prezzo del prodotto,
incoraggiare e sostenere il completamento della relativa filiera, costruendo misure di impulso alla generazione di
impianti di trasformazione. Ulteriori interventi vanno effettuati, inoltre, direttamente sul settore produttivo della
vendita e dei conferimenti, per i quali bisogna tendere all’eliminazione di ogni intermediario non funzionale al
procedimento virtuoso della filiera.
Più complesso invece lo scenario sulla produzione di carne, su cui mai come oggi incidono i costi di gestione
altissimi e i costi più bassi della carne di provenienza estera. Per valorizzare la produzione locale andrebbe
sostenuto il riconoscimento dell’arrosticino Dop, che garantirebbe la giusta remunerazione dei produttori locali
(oggi tre arrosticini su 4 sono prodotti con carne non abruzzese) e un effetto a cascata su tutta la filiera zootecnica.
Sul comparto zootecnico va inoltre evidenziato in termini generali che la proposta di revisione della Direttiva Ue sulle
emissioni industriali presentata dalla Commissione europea stabilisce i principi per l’autorizzazione e il controllo
delle “emissioni” equiparando le stalle ai grandi impianti industriali: in tal senso, Coldiretti chiede l’impegno del
