
(AGENPARL) – lun 22 gennaio 2024 Conferenza stampa
22 gennaio 2024
Nota CISL PUGLIA
Non solo in emergenza
Il contesto
Economia regionale
La povertà pugliese
Sanità e welfare
Mercato del lavoro
Sicurezza sui luoghi di lavoro. Più decessi
Crisi, sviluppo e lavoro
Puntare sui giovani. La fuga dei cervelli
Responsabilità, contra azione e partecipazione
Quale scenario per il 2024
Il contesto
Non passa giorno che lo scenario internazionale non o?ra novità e
sopra u o nuove preoccupazioni non solo economiche, ma anche umanitarie.
Così dopo la guerra in Ucraina e in Medioriente, nelle ul me se mane l’escala on
bellica tende a concentrarsi anche nel Mar Rosso con e?e e ricadute
economiche non meno preoccupan . Si registrano, come leggiamo su diversi
quo diani, le prime cri cità in alcuni se ori produ vi (automo ve) e altri
temiamo seguiranno (abbigliamento, ele rodomes ci, chimica, siderurgia e
prodo agricoli), dire a conseguenza del rallentamento di approvvigionamento
per le di?coltà di transito delle navi nel Mar Rosso a raverso il Canale di Suez nel
Mediterraneo. Intanto già si paventano possibili rincari dei combus bili e
fenomeni specula vi sull’andamento dei prezzi a seguito delle diverse ro e scelte
dalle petroliere.
La situazione, qualora non dovesse evolvere posi vamente, rischia di
comprome ere in modo serio la catena logis ca europea e in par colare quella
italiana, visto che per Suez transita il 40% dell’import-export mari mo tricolore,
per un importo di circa 154 miliardi di euro. Dal Canale passa il 12% del commercio
globale e il 30% del tra?co di container. Per quanto riguarda l’energia, rileva il
Bozza non corre a
Centro Studi e Ricerche SRM, da Suez transitano il 10% dei prodo petroliferi
ra?na, l’8% del Gnl e il 5% del greggio. Inoltre “saltando” il celebre canale gli
approdi si concentrano ancora di più negli scali del Nord Europa a svantaggio di
quelli del Mediterraneo. Volendo sinte zzare si sono ampliate quelle incertezze
che già trasparivano a ?ne anno, quando si era rilevato un rallentamento
complessivo dell’economia mondiale dopo la turbolenta ripresa del 2022
sino ai primi mesi del 2023. Ai primi di dicembre l’Istat prevedeva una crescita
stabile del Pil, una costante ripresa dei consumi priva, sostenuta dalla
decelerazione dell’in?azione e conseguentemente un calo dei tassi che hanno
pesato, e non poco, su inves men e prezzi.
Ma nelle ul me se mane l’incertezza che già sembrava dominante si è
aggravata, e il futuro appare assolutamente incerto, nella speranza che guerre e
tensioni possano rientrare. Le di?coltà comunque non risparmiano l’Europa,
come la Germania e la Francia. Riferendoci al nostro Paese, si cer ?ca un de?cit
pubblico in leggera discesa, mentre negli ul mi mesi migliora il potere d’acquisto
delle famiglie, con un leggero incremento di reddito, consumi e propensione al
risparmio, anche se ben al di so o dei livelli pre pandemia. Intanto però nel 2023
i prezzi al consumo hanno fa o registrare una crescita del 5,7%.
Al ne o di ques da le s me per il futuro non sono proprio confortan con
Bankitalia e Commissione Ue che prevedono una lieve crescita del Pil (0,6/0,7%)
pari a quasi la metà di quanto previsto nella Nadef, mentre il macigno del debito
si fa più pesante. Ci sono le risorse del PNRR che dopo due anni di proge e
programmi dovranno ?nalmente trovare una concre zzazione maggiore di quella
acquisita sinora, sopra u o nelle pubbliche amministrazioni, anche perché il 2026
è alle porte. Quanto siano contrastan i segnali economici lo dimostra anche una
recente ricerca (Market Watch Npl realizzata da Banca I?s), che analizza
l’andamento dei credi a imprese e famiglie nel loro complesso, da cui emerge un
calo dei pres complessivo su base nazionale. Tra ?ne giugno 2023 e giugno
2022, la riduzione del credito è del 2,4% anche se nel Mezzogiorno la domanda
diminuisce in modo limitato per le Imprese (-0,6%). Sul fronte delle famiglie, i
pres sono sempre in aumento (+1,8%), con un tasso di crescita superiore al 2%
in Puglia e Campania. Questa complessità non risparmia certo la Puglia che pure
ha fa o registrare risulta confortan nell’ul mo periodo, ma su cui incombe il
futuro di alcuni se ori produ vi strategici, come la siderurgia o l’automo ve e
dello stesso sistema dell’energia, mentre rimangono insolute ques oni ormai
vecchie di anni come nell’agroalimentare che oggi regge anche grazie ad un vero
e proprio boom congiunturale, come per esempio l’olio d’oliva. Altro se ore
complesso è il turismo, de?nito “di eccellenza”, che ha vissuto tra al e bassi una
Bozza non corre a
crescita forse più di immagine e promozione che di stru ure organizzate, subendo
anche un certo incremento dei prezzi non sempre gius ?cato e che è cresciuto
principalmente grazie agli stranieri.
Questo se ore necessita di una occupazione stabile, fa a di inves men
che pun no a destagionalizzare per renderlo a ra vo e avviare un percorso
anche di ricambio generazionale. Rimangono intanto, non poche di?coltà sul
versante dei traspor, con un incremento di quello aereo ma accompagnato da
una escala on dei prezzi che certo non ha agevolato gli arrivi, sopra u o di turis
italiani e con con nue avvisaglie di riduzione delle tra e di collegamento con il
centro e il nord del Paese che peggiorano il gap esistente. Per migliorare il nostro
sistema traspor e mobilità, come abbiamo già avanzato in termini di proposta,
sarebbe u le un biglie o unico, come sperimentato in altre realtà.
Realizzando il cosidde o ‘door to door’ per i viaggiatori, turis compresi,
rispe o alla meta che intendono raggiungere in Puglia, ma anche per
avvantaggiare in generale pendolari, studen e lavoratori. Il tu o necessita di un
confronto con la Regione che su ques temi non ha ritenuto opportuno discutere.
Se dovessimo trovare un conce o chiave, in Puglia sarebbe “incertezza in quasi
tu i compar produ vi” che non vuol dire s?ducia, né pessimismo, ma neppure
euforia. Occorre consapevolezza che le di?coltà ci sono. Alcune stru urali a
cominciare da un vero e proprio depauperamento del manifa uriero, con tu i
se ori dell’indo o, senza un ra?orzamento del quale non si può sperare in un
consolidamento stru urato dell’economia regionale. Bas pensare alla ques one
siderurgia e al territorio Ionico, tema nazionale se non addiri ura europeo, che
nella sola Puglia coinvolge circa 10mila adde dire e altre an nell’indo o. È
evidente che si tra a di ricadute pesan che non possono essere a?rontate con
una poli ca ai diversi livelli fa a, in diverse circostanze, di slogan o
approssimazioni giorno per giorno, per risolvere solo l’emergenza quo diana. Né
si può fare l’errore di portare in piazza la contrapposizione lavoro-saluteambiente, strumentalizzandoli.
Occorrono soluzioni e la poli ca oggi è chiamata a fare questo. Di certo non
è tempo di proclami su un futuro roseo in cui tu o funziona bene, sia in Puglia che
nel Paese, ma neanche di piagnistei in uno scaricabarile tra i diversi livelli
is tuzionali su tu i grandi temi dell’industria e dello sviluppo. Vi è necessità di
una visione chiara con il coinvolgimento del territorio e delle par sociali, delle
risorse con nuovi strumen che vanno testa e fa funzionare adeguatamente
come la Zes unica, con l’auspicio che diven cruciale per lo sviluppo del
Mezzogiorno assieme alle ingen risorse del PNRR e del Fondo per lo Sviluppo e
la Coesione (FSC).
Bozza non corre a
La poli ca industriale, di crescita e sviluppo, è carente di programmazione.
Va coniugata con e?caci poli che a ve e passive del lavoro che riducano il
mismatch tra domanda e o?erta e diano una risposta anche ai tan giovani che si
“trasferiscono” portando le loro competenze e potenzialità in altre regioni del
Paese e dell’Europa. Si è consapevoli anche di dover a?rontare un inverno
demogra?co che diventa sempre più preoccupante. Dunque meno ragazzi, meno
studen, fenomeno che, assieme alla dispersione scolas ca spesso a ra a da
devianza e delinquenza, genera povertà e mancata inclusione sociale.
Serve armonizzare la distribuzione delle is tuzioni scolas che a livello
regionale con l’andamento della denatalità. La nostra proposta regionale è quella
di a vare nell’immediato un tavolo permanente di confronto su queste delicate
tema che. In questa fase così delicata è decisivo il ruolo delle Is tuzioni. È
necessario sollecitare i Governi, nazionale e regionale, senza nascondere
inadempienze e cri cità, ma bisogna anche fare la propria parte. I residen in
Puglia – da ISTAT – in un decennio sono diminui di ben 195.114. Dal 1 gennaio
residen 142.145.
Alla luce di ques da, non si può sicuramente so ovalutare la situazione
demogra?ca che si va prospe ando nei prossimi anni. Secondo l’Istat nel 2030 la
popolazione potrebbe raggiungere i tre milioni e 758mila, circa 165mila in meno
rispe o al 2022 e nel 2050 le previsioni sarebbero addiri ura di una popolazione
temere in termini di tenuta occupazionale, ma anche previdenziale e sociale col
rischio che si aggravi il mismatch, domanda/o?erta lavoro, e nello stesso tempo si
accentui la di?erenza tra lavoratori a vi e pensiona che inevitabilmente peserà
sulle casse previdenziali e del welfare.
Economia regionale
Nel corso del 2023 la nostra economia, dopo l’e?e o rimbalzo post-Covid,
è cresciuta in maniera più contenuta. Il Pil nel primo trimestre del 2023, è
aumentato dell’1,2 % rispe o allo stesso periodo dell’anno precedente, in media
con quello del Paese. Nei trimestri successivi si è indebolito. Questo rallentamento
è dipeso dall’andamento dell’industria pugliese che ha risen to del
peggioramento legato allo scenario congiunturale. È del tu o evidente che per la
tutela dell’esistente e il rilancio più generale dell’economia nazionale, e
meridionale in par colare, sarà decisiva la concreta a uazione dei proge del
PNRR che dopo i mesi della rimodulazione e dell’accordo con Bruxelles, riparte
Bozza non corre a
113 obie vi totali da raggiungere nel 2024. Sono 24 obie vi in più rispe o al
Piano originario per un valore di 28,8 miliardi in due rate, con la necessità di
recuperare dopo gli sli amen della prima fase.
Sul piano delle infrastru ure auspichiamo una accelerazione. Il nuovo
decreto Pnrr si occuperà anche di rimodulare il Piano nazionale complementare
nel più breve tempo possibile. Di certo in Puglia si pone il problema di garan re
un costante confronto e collaborazione tra is tuzioni e par sociali, nonostante un
protocollo regionale so oscri o l’8 marzo 2022 condiviso con Regione Puglia,
Anci, Upi e sindacato confederale. La Cisl Puglia dal primo momento ha rivendicato
il confronto con gli assessori regionali, a?rontando nel merito le ques oni, ma oggi
serve un passaggio ulteriore così come peraltro già previsto nell’accordo.
La povertà pugliese
Stando ai da resi no in occasione della giornata Mondiale dei poveri
voluta da Papa Francesco, in Puglia i poveri sono 921mila, circa il 21% delle
famiglie. In breve tempo le famiglie in di?coltà sono passate da poco più del 18%
al 27,5%, con conseguente aumento della povertà alimentare tra i minori; il 12%
degli under 15 ricorre agli aiu per nutrirsi. Stando al rapporto Istat “Noi Italia”, la
Puglia risulta prima in Italia per incidenza di povertà rela va, parametro che indica
quelle famiglie con un reddito uguale o inferiore alla metà della media nazionale
raggiungendo il 27,5%. Al secondo posto la Campania (22,8%) e al terzo la Calabria
(20,3%). Al di là dei numeri, allarman, vi è un problema che non può essere
lasciato al volontariato ed alla buona volontà delle associazioni.
È un tema che va a?rontato adeguatamente a tu i livelli is tuzionali in cui
purtroppo si veri?ca troppo spesso una riduzione delle risorse messe a bilancio, a
par re dai Comuni. La Regione Puglia è intervenuta con il Reddito di Dignità.
Sanità e welfare
Prima di ricordare la situazione di emergenza del sistema sanitario pugliese,
a cominciare dalla dramma ca situazione delle liste e dei tempi d’a esa, è u le
ricordare l’Accordo so oscri o con la Regione Puglia il 2 maggio 2023. Nell’intesa
deliberata dalla Giunta Regionale è prevista la rotazione degli incarichi dirigenziali,
compresi quelli sanitari e sanzioni a carico dei responsabili per il mancato
raggiungimento degli obie vi a?da con due livelli di confronto regionale e
territoriale con le Direzioni delle ASL e delle Aziende Ospedaliere. Al momento
l’accordo non è applicato e il 2024 sul versante sanitario si presenta come un anno
Bozza non corre a
di?cilissimo a livello regionale e a livello nazionale. Il problema principale resta
quello delle assunzioni senza le quali non si può cercare di ridurre tempi e liste di
a esa. Il problema della carenza di personale sanitario è rilevante anche nel
sistema emergenza-urgenza.
La mancanza di operatori, personale medico, infermieris co, tecnico
sanitario, au s di ambulanze e OSS, dovrà essere a?rontato, nel breve periodo,
con nuove assunzioni. Questo vale anche per il sistema del 118 che ha visto
completare il percorso di internalizzazione, ma con un numero di adde non
su?cien a coprire il fabbisogno regionale.
Vi sono poi problemi di risorse connesse agli ospedali del Salento e di
Monopoli-Fasano mentre la situazione delle stru ure realizzate, e di fa o
abbandonate, come presso la Fiera del Levante è assolutamente inacce abile. Il
problema generale è che la salute va considerata come un inves mento e non
come un costo ed anche per questo va percorsa una strada di confronto costante
tra is tuzioni e par sociali a livello regionale e non solo, coinvolgendo tu i livelli
territoriali per dare piena a uazione alla sanità pubblica e alle esigenze dei
ci adini pugliesi.
Non autosu?cienza e invecchiamento a vo sono due temi fondamentali.
La legge sull’invecchiamento a vo (L.R. n. 16/2019) con decine di migliaia di ?rme
raccolte a livello regionale e la Legge 33/2023 che disciplina alcune deleghe al
Governo in materia di poli che per gli anziani, sono delle opportunità da non
sprecare. Poco è stato fa o sull’invecchiamento a vo, se non i corsi di
alfabe zzazione informa ca per le annualità 2022 e 2023.
Purtroppo nei mesi scorsi si è appreso che alle rispe ve Asl pugliesi non
sono ancora sta eroga i fondi necessari per gli interven a favore
dell’invecchiamento a vo. Le risorse per fare prevenzione su invecchiamento
a vo non sono cos aggiun vi, ma inves men che riducono sensibilmente i cos
sanitari conseguen ai ricoveri in stru ure ospedaliere. La legge 33/2023 non solo
ha come obie vo di favorire l’invecchiamento a vo, ma è anche una riforma che
punta a rendere più agevole la vita delle persone anziane, grazie ad inves men
sulla prevenzione, sulla telemedicina, sul turismo sostenibile, su forme di
solidarietà (per es. il co-housing).
Rela vamente agli Ambi Territoriali Sociali si è appreso, a seguito anche di
una richiesta unitaria, che non tu i 45 ambi hanno approvato i piani di zona o
espletato tu e le procedure previste dal Piano Regionale delle Poli che sociali.
Tali ritardi sono inacce abili e ledono i diri delle fasce deboli e fragili della
società, con il rischio che si accentui sempre di più la problema ca sociale; senza
Bozza non corre a
trascurare la garanzia occupazionale e retribu va degli operatori impegna in
questo se ore.
Mercato del lavoro
Il tasso di disoccupazione regionale al 2022 è del 12,1%, contro il 14,5% del
2021. Il dato medio del Sud escludendo le isole è stato del 13,9% nel 2022 e il 16%
l’anno precedente. La percentuale media nazionale nel 2022 è l’8,1%. Il tasso di
disoccupazione giovanile pugliese nella fascia 15/24 anni è del 32%, contro il
23,7% nazionale; quello femminile regionale è del 37,3%, quello nazionale è 25,8%
mentre quello maschile è del 28,9% a fronte di quello nazionale del 22,3%. Il tasso
di occupazione regionale per l’anno 2022 è del 42,6%, quello nazionale è 52,2%.
Puntare su poli che che favoriscano l’occupazione femminile in concreto,
potenziando anche la rete di supporto. La maternità rappresenta ancora un grande
ostacolo in Italia e sono troppe le lavoratrici costre e a scegliere tra ?gli e lavoro.
Il Pnrr prevede un aumento dell’occupazione femminile entro il 2026 per cui è
indispensabile riservare fondi adegua agli asili nido.
Sicurezza sui luoghi di lavoro. Più decessi
Gli infortuni mortali a livello nazionale sono sta 968, nel corso dei primi 11
mesi dell’anno 2023, considerando gli infortuni in i nere. La Puglia in questo arco
temporale occupa dramma camente il quinto posto con 57 decessi, escludendo
quelli in i nere; contro i 48 del 2022. Oltre all’informazione e formazione dei
lavoratori, degli imprenditori, i maggiori controlli degli En prepos, con
l’indubbio impegno della Direzione Regionale Inail, è necessario organizzarsi e fare
rete sul territorio. Promuovendo un nuovo approccio culturale, di un’educazione
al rispe o della sicurezza e della tutela del lavoratore con una più incisiva
collaborazione e sinergia fra i vari en prepos . Inoltre, l’inves mento della
sicurezza deve essere percepito dagli imprenditori come tale e non come un costo.
Serve più cultura della salute e sicurezza sul lavoro, che va introdo a
stru uralmente nelle scuole.
Ma anche sui luoghi produ vi a raverso il coinvolgimento delle par sociali
come avviene in diverse realtà con apposi protocolli garantendo legalità e tutela
degli adde . È evidente che per garan re tu o questo è necessaria la sicurezza
garan ta da un numero adeguato di forze dell’ordine e di vigili del fuoco, ecc. In
tu ques compar, infa, troppo spesso si registra una pesante carenza
stru urale di personale sempre denunciata dalla Cisl.
Bozza non corre a
Crisi, sviluppo e lavoro
Oltre a Bosch, Acciaierie d’Italia SpA, Centrale Cerano, Natuzzi, Basell, sono
diverse le imprese che registrano cri cità con possibili perdite di occupazione e
ricorso ad ammor zzatori. Sarà importante veri?care la tenuta e lo sviluppo del
se ore dell’aerospazio ormai rilevante in diverse aree della Puglia, ma anche di
compar tradizionalmente fondamentali per l’economia regionale come quello
più pre amente agricolo, per evitare di lasciarlo a ?u uazioni esterne in quanto
necessita di un vero processo di modernizzazione e innovazione.
Né si può prescindere dall’impegno a contrastare fenomeni come il
caporalato e il lavoro nero che da sempre a?iggono il se ore agricolo e non solo,
colpendo in par colare numerosi lavoratori immigra, costre sovente a
condizioni di sfru amento. Ritornando ai compar industriali, il futuro si rende
incerto anche per il se ore farmaceu co ?no a ieri ?ore all’occhiello del tessuto
industriale pugliese. Un discorso a parte merita anche il se ore dell’energia con lo
sviluppo di una serie di pipeline, a cominciare dal Tap, che potrebbero essere
ampliate nei prossimi anni e che si collegano anche ad un ulteriore rilancio delle
rinnovabili che non può essere lasciato alla semplice, e non sempre razionale,
inizia va privata. In questa logica è u le riprendere in termini di programmazione
la ques one di un vero e proprio hub energe co pugliese che potrebbe essere alla
base di un riasse o industriale in vari compar . Altre vertenze complesse sono
Tessitura di Mo ola (Gruppo Albini), Baritech Bari, Dopla di Manfredonia.
La GDA di Gala na, se ore moda ha aperto un tavolo di crisi e farà ricorso
alla CIG, per quasi la totalità dei dipenden . Stessa sorte anche per Sud Salento,
noto calzaturi?cio salen no, con tu i suoi dipenden . Sono tante le crisi irrisolte
incardinate nella task force regionale, che coinvolgono migliaia di lavoratrici e
lavoratori. Bisogna intervenire subito, il bacino delle lavoratrici e dei lavoratori di
tu e queste crisi è composto da non più giovanissimi che qualora non si dovessero
risolvere a breve, rischiano di essere espulsi dal mondo del lavoro. In tu o questo
è necessaria la piena a uazione, da parte della Regione del programma GOL
(Garanzia di Occupabilità dei Lavoratori), che diventa strumento decisivo, per
un’azione di riforma e rilancio delle poli che a ve per il lavoro e per fornire,
a raverso la formazione, nuove competenze. Il se ore delle telecomunicazioni,
specie nei tan Call center presen in Puglia, so?re del fenomeno del dumping