(AGENPARL) - Roma, 18 Dicembre 2023 - (AGENPARL) – lun 18 dicembre 2023 FUMO – *METTERE LA CESSAZIONE TRA I BUONI PROPOSITI DEL NUOVO ANNO : GLI 8
MOTIVI SECONDO I DIABETOLOGI *
*ASPETTATIVA DI VITA PIÙ BREVE DA 8 A 10 ANNI PER LE PERSONE CON DIABETE
CHE FUMANO *
DANNI CUMULATIVI PER CHI HA IL DIABETE
*FUMO AUMENTA IL RISCHIO DI AMMALARSI DAL 40%al 73%*
[image: DIABETE E FUMO.jpeg]
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Roma, 18 dicembre 2023 – Se fumare non fa bene a chi è ‘sano’, fa ancora
peggio a chi ha una patologia cronica come il diabete. Recenti studi hanno
quantificato in un + 37[1]-44% il rischio per un fumatore di sviluppare il
diabete di tipo2. Fumatori che, proprio a causa della loro dipendenza, sono
a maggior rischio di complicazioni, *oltre ad avere di fronte una
aspettativa di vita più breve, calcolata tra 8 e dieci anni in meno*.
“E’ assolutamente prioritario intercettare i fumatori *e aiutarli a
smettere* per limitare il rischio che sviluppino una sindrome metabolica,
resistenza all’insulina e diabete conclamato” sostiene il *Professor Angelo
Avogaro, Presidente SID* “Sforzo ancora più impellente per le *persone con
diabete che continuano a fumare* e che, a causa della dipendenza da
sigarette, rischiano di veder peggiorare la propria condizione con un
aumento delle complicanze. *Il fumo aumenta del 58% la mortalità evitabile
per tutte le cause nelle persone con diabete* di tipo 1 (64%) e tipo 2
(39%). Una ricerca *pubblicata su Nature nel 2019 aveva chiarito che la
nicotina attiva i neuroni nicotinici nel cervello, i quali regolano anche
il rilascio di glucagone e insulina da parte del pancreas, determinando il
rilascio di più alti livelli di glucosio nel* sangue. Ma il rischio
potrebbe essere ancora maggiore: al Congresso della European Diabetes
Association che sì è svolto ad Amburgo, sono stati presentati i risultati
di una ricerca condotta al Karolinska Institutet in Svezia, in cui *non
solo il fumo aumenta il rischio del 73% di sviluppare il diabete, ma che i
fumatori presentano un profilo metabolico particolare, una sorta di ‘firma’
che funziona in sinergia con i fattori di rischio genetici.* In parole
semplici i soggetti con profilo metabolico e rischio genetico di resistenza
all’insulina avrebbero un rischio di diabete di oltre 2 volte maggiore”.
Ecco gli 8 motivi per smettere e porsi questo obiettivo come buon proposito
per l’anno nuovo secondo i diabetologi:
1. Il fumo aumenta il rischio di sviluppare sindrome metabolica,
insulino resistenza e diabete in più del 40% dei casi con un rischio
direttamente proporzionale al numero di sigarette e agli anni in cui sì è
fumato;
2. Il fumo favorisce *l’accumulo di grasso addominale viscerale,
*tipicamente
correlato ad una minore tolleranza al glucosio e ridotta sensibilità
all’insulina; Fumare più di 20 sigarette al giorno, infatti, raddoppia il
rischio di avere grasso addominale rispetto a chi ne fuma solo 10 al dì;
3. La nicotina esercita un’azione antiestrogenica che favorisce il
deposito del grasso attorno all’addome;
4. Il monossido di carbonio generato dalla combustione delle sigarette
danneggia le pareti interne dei vasi sanguigni e provoca stress ossidativo
e infiammazione cronica di basso grado;
5. La nicotina riduce la capacità riduce la capacità delle cellule Beta
del pancreas di secernere insulina e dell’insulina di abbassare i livelli
di glucosio
6. Nei fumatori i livelli di emoglobina glicata sono aumentati e
crescono all’aumentare del numero di sigarette fumate;
7. La nicotina ha effetti negativi sul sistema cardiovascolare e aumenta
il rischio di eventi acuti e letali nelle persone con diabete. Smettere di
fumare è un importante strumento di riduzione del rischio e prevenzione
delle complicanze cardiovascolari associate alla malattia diabetica;
8. Anche nelle persone in terapia il fumo diminuisce il controllo della
malattia, e l’assorbimento dell’insulina che risulta più lento nel sito di
iniezione;
La formula per quantificare il rischio:
Gli effetti del fumo di sigarette sul diabete sì possono calcolare con una
formula, basta moltiplicare il numero di sigarette fumate al giorno per il
numero di anni in cui sì fuma e dividere per 20. Tanto per fare un esempio
chi fuma 40 sigarette al giorno da 35 anni avrà un rischio del 70% di
sviluppare diabete. Mentre chi fuma 10 sigarette al giorno da 25 anni avrà
un rischio del 12,5%.
Tag: diabete tipo 1, insulina, cellule beta, autoimmunità, diabete tipo 2,
SID, diabetologia, cecità, retinopatia, screening
Ufficio Stampa SID (Società Italiana di Diabetologia)
*Mason&Partners *
Dr.ssa Johann Rossi Mason
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[1] https://doi.org/10.1038/s41598-019-56014-9
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